FG Law

FORMAZIONE IN VIDEOCONFERENZA
Il docente a casa tua!

Pareri ed atti PENALE - Esame da Avvocato

 

Esame di Avvocato 2014

I PARERI

PENALE

Parere n. 1

 

Con sentenza pronunciata dal Tribunale nell’ottobre 2012 e depositata il 30.11.2012, Tizio, incensurato di anni 42, viene condannato con la concessione delle attenuanti generiche alla pena di anni 3 di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, in quanto giudicato responsabile del reato di cui all’art.317 c.p., commesso nell’anno 2010, perché nella sua veste di pubblico ufficiale, quale ispettore del lavoro della ASL, nel corso di un accertamento presso un’autorimessa in cui era emersa l’irregolare assunzione di lavoratori dipendenti in nero, dopo aver detto al titolare dell’autorimessa, Caio, che, se non gli avesse corrisposto la somma di euro  500,00 avrebbe proceduto a contestare, come previsto dalla legge, sanzioni dell’importo di alcune migliaia di euro, si faceva consegnare la predetta somma senza poi procedere a contestazione alcuna. 
Tizio, subito dopo l’avvenuto deposito della sentenza, si reca da un avvocato per avere un parere.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

 

Parere n. 2

 

Tizio – di professione autotrasportatore- effettuava trenta transiti sulla rete autostradale omettendo di corrispondere il relativo pedaggio, per il totale di euro  350,00. In particolare, in alcuni casi, dopo aver ritirato alla guida dell’autocarro di sua proprietà, il tagliando di ingresso del casello autostradale, una volta aggiunto alle varie stazioni di uscita si immetteva nella corsia riservata ai possessori di di tessera via card o di telepass e si accodava al veicolo che lo precedeva riuscendo a transitare, sulla scia di questo, prima che la sbarra di blocco si fosse abbassata.
Tizio non veniva mai fermato dalle forze dell’ordine o dall’addetto al casello, ma il numero di targa veniva rilevato attraverso un sistema fotografico automatico in dotazione della società autostrade. In altri casi,ometteva il pagamento dichiarando all’addetto al casello di uscita di aver smarrito il tagliando di ingresso e di essere sprovvisto di denaro.
Tizio viene sottoposto a procedimento penale e si reca da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze penali della propria condotta.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio analizzi la fattispecie o le fattispecie configurabili nelle condotte prescritte.

 

Atto di penale

 

Con sentenza pronunciata dal Tribunale nel 2009, divenuta irrevocabile nel novembre 2012, Tizio viene condannato alla pena, condizionalmente sospesa, di anni 1 di reclusione ed euro 600 di multa, per il reato di cui all'art. 646 del codice penale per essersi appropriato indebitamente nell'anno 2008 di beni mobili (cucina e arredi completi di un bar ristorante, nonché della somma di euro 25.000), appartenenti alla società Alfa, della quale era amministratore unico.

Nell'aprile 2012 viene dichiarato il fallimento della società Alfa e, per le condotte di distrazione relative ai medesimi beni e alla stessa somma di denaro, Tizio viene denunciato e nuovamente sottoposto a processo, questa volta per il reato di bancarotta fraudolenta di cui all'art. 216, comma 1 n. 1 Regio Decreto 16 marzo 1942 legge fallimentare, processo nel quale rimane contumace.
Con sentenza in data 9 maggio 2014, Tizio viene condannato alla pena di anni 3 di reclusione. Ricevuta la comunicazione dell'avvenuto deposito della sentenza il 3 giugno 2014, Tizio si reca il giorno dopo in Tribunale, dove acquisisce copia della sentenza. Il giorno 9 giugno 2014 Tizio si reca da un avvocato, rappresentandogli la situazione e mostrandogli le due sentenze di cui sopra.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più idoneo alla difesa dello stesso.

 

Esame di Avvocato 2013

I PARERI

PENALE

Parere n. 1

 

Tizio, dopo aver trascorso la notte in discoteca e bevuto numerose bevande alcoliche, nonché assunto dosi di sostanza stupefacente, si poneva alla guida della sua autovettura di grossa cilindrata e transitando a velocità elevata in un centro abitato, perdeva il controllo dell'autovettura e finiva fuori strada investendo Mevio che si trovava a transitare sul marciapiede, terminando poi la sua corsa contro un'edicola che veniva distrutta.
Mevio decedeva sul colpo.
Sottoposto ad alcoltest dalla Polizia, Tizio risultava in stato di ebrezza (2,00 g/l alla prima prova, 2,07 g/l alla seconda prova) e, trasportato in ospedale, veniva altresì accertato nei suoi confronti l'uso di sostanza stupefacente.
La consulenza tecnica espletata in corso di indagini, consentiva di accertare che l'autoveicolo, al momento dell'impatto, procedeva almeno alla velocità di 108 km/h, in un tratto di strada rettilineo dove il limite era quello di 50 km/h. Nessuna traccia di frenata era stata rinvenuta.
Si accertava infine che la perdita di controllo dell'auto non era stata causata da qualche guasto meccanico.
Nel corso delle indagini preliminari, Tizio si reca da un legale per conoscere le possibili conseguenze penali della propria condotta.

Assunte le vesti di difensore di Tizio, il candidato illustri la fattispecie o le fattispecie configurabili nel caso in esame, con particolare riguardo all'elemento soggettivo del reato.

 

Parere n. 2

 

Durante una spedizione postale, alcuni assegni circolari inviati in pagamento già compilati anche nell'indicazione del beneficiario, vengono rubati.
Nella consapevolezza della loro provenienza illecita, Tizio entra in possesso di tre di tali assegni intestati a Caio e, aperto un conto corrente a nome di quest'ultimo attraverso la presentazione di un documento falso recante la propria fotografia ma con le generalità del predetto Caio, versa in banca gli assegni senza alcuna loro manomissione e, nello stesso giorno, incassa i corrispondenti importi in contanti.
A seguito della denuncia dell'istituto di credito emittente (a cui Caio ha reclamato il pagamento), si scopre che gli assegni sono stati negoziati e incassati e attraverso la fotografia sul documento e la registrazione del sistema di videosorveglianza della banca effettuate il giorno in cui era avvenuta l'apertura del conto, Tizio (pregiudicato già foto-segnalato presso gli archivi della polizia) viene identificato e sottoposto a procedimento penale.
Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della propria condotta.

Il candidato, assunte le vesti di avvocato di Tizio, analizzi le fattispecie di reato configurabili nella fattispecie.

 

Atto di penale

 

All'esito di perquisizione domiciliare effettuata presso l'abitazione ove convivono i fratelli Tizio e Caio, la Polizia giudiziaria - presente in casa solamente Tizio - procede al sequestro di un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina del peso di grammi 600 circa, oltre a sostanza da taglio e confezioni di bustine di plastica trasparente, il tutto rinvenuto a vista su un pensile della cucina, vicino ad un bilancino elettronico funzionante. Nella stanza di Tizio viene altresì rinvenuta e sequestrata la somma in contanti di 1.200 euro suddivisa in banconote da 10, 20, e 50 euro, custodite in un cassetto dell'armadio; e un'agenda con annotazioni di nomi di persone, numeri di telefono e cifre in denaro poste all'interno del cassetto del comodino. Poco dopo, quando la polizia era ancora presente in casa, giunge anche Caio incensurato a cui viene sequestrata, a seguito di perquisizione personale la somma in contanti di 120 euro che lo stesso aveva nel portafoglio. Tizio e Caio vengono tratti in arresto e nell'interrogatorio all'udienza di convalida innanzi al giudice per le Indagini Preliminari, Tizio si assume la responsabilità esclusiva della disponibilità della sostanza stupefacente; Caio conferma che la sostanza era di proprietà esclusiva del fratello. Con ordinanza emessa all'esito della convalida viene applicata nei confronti di entrambi la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di concorso nella detenzione della sostanza stupefacente su indicata.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l'atto più opportuno evidenziandone le problematiche sottese alla fattispecie in esame

 

Esame di Avvocato 2012

I PARERI

PENALE

Parere n. 1

Nel corso di una indagine di polizia giudiziaria finalizzata alla repressione del fenomeno dello sfruttamento dei minori a fini sessuali, l'agente autorizzato ad operare sotto copertura sulla rete web con un nickname, accerta uno scambio di materiale pedopornografico tra Tizio e Caio, accertando, poi, che il nickname utilizzato da uno degli utenti è riferibile a Tizio, titolare dell'utenza telefonica usata per la connessione internet, la quale risulta ubicata in un appartamento abitato soltanto da lui. Contattandolo direttamente sempre in via telematica, l'agente acquisisce da Tizio numerose immagini pedopornografiche. Tizio viene sottoposto a procedimento penale e si procede al sequestro del computer di Tizio rinvenuto nell'appartamento. La consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero sul computer in sequestro consente di accertare che con quel computer erano stati inviati numerosi messaggi di posta elettronica con allegati files contenenti immagini pedopornografiche, che esiste un'apposita cartella salvata sul disco rigido, contenente numerosissimi files di immagini e filmati dello stesso genere.

A questo punto, Tizio si reca da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze penali della propria condotta.

Il candidato, assunte le vesti del difensore di Tizio, analizzi la fattispecie o le fattispecie configurabili nella condotta descritta soffermandosi in particolare sulle figure della progressione criminosa dell'antefatto e post-fatto non punibili.

Parere n. 2

Tizio ometteva il versamento delle somme affidategli dai clienti, destinate al pagamento dell'imposta di registro per gli atti rogati. L'illecito veniva scoperto quando ad uno dei clienti veniva contestato l'omesso pagamento dell'imposta dovuta e questi, verificato quanto accaduto sporgeva denuncia nei confronti del Notaio. Avviato il procedimento penale, l'Autorità giudiziaria inquirente verificava che il denaro di cui tizio si appropriava era molto ingente, pertanto, si disponeva il sequestro finalizzato alla confisca di due appartamenti di proprietà di Tizio. Questi si reca dunque dal proprio avvocato per conoscere possibili conseguenze della condotta contestatagli sia sotto il profilo sanzionatorio che con riguardo alla sorte dei sui beni immobili oggetto del sequestro.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere illustrando la fattispecie penale ravvisabile nel caso prospettato, soffermandosi sulla possibilità di confisca per equivalente degli immobili appartenenti a Tizio e sottoposti a sequestro.

Atto di penale

Tizio, Caio, Sempronio e Mevio decidono di commettere una rapina ai danni di un negozio di generi alimentari preventivamente individuato come obiettivo del delitto. Si portavano sul posto nella citta Gamma a bordo di due ciclomotori: il primo condotto da Tizio con a bordo Caio, il secondo condotto da Sempronio con a bordo Mevio. Caio e Mevio entravano all'interno del negozio mentre Tizio e Sempronio restavano all'esterno sul piazzale con funzione di pali. Mentre Caio intima al cassiere di consegnargli il denaro presente in cassa minacciandolo con una pistola, Mevio si avvia verso l'uscita intimando ai presenti di non muoversi. Raggiunto il piazzale con il bottino, i rapinatori subiscono una improvvisa reazione del proprietario del negozio il quale insegue Caio e Mevio brandendo un bastone, mentre costoro si accingono a salire in sella ai rispettivi motocicli. A questo punto Caio estrae una pistola e, puntata l'arma verso il proprietario del negozio, esplode tre colpi di pistola che colpiscono mortalmente l'uomo. Una testimone presente sul piazzale ode distintamente Tizio che nella concitazione esorta Caio a sparare per guadagnare la fuga. I quattro riescono a fuggire. Le indagini successive, anche grazie alle telecamere a circuito chiuso e alle disposizioni dei presenti, consentono di pervenire all'individuazione dei quattro soggetti i quali avevano agito a volto scoperto. Sottoposti a processo vengono tutti condannati per reati di rapina e omicidio volontario.

Assunte le vesti del legale di Sempronio, redigere atto di appello.

 

 

Esame di Avvocato 2011

I PARERI

PENALE

Parere n. 1

Sempronio, Maresciallo della stazione dei carabinieri del Comune di Delta, avvalendosi della propria casella di posta elettronica non certificata, con dominio riferito al proprio ufficio e accesso riservato, mediante password, invia all'ufficio dell'anagrafe del Comune una e-mail, da lui sottoscritta, con la quale chiede che gli siano forniti tutti gli elenchi di tutti gli individui di sesso maschile e femminile nati negli anni 1993 e 1994, precisando che tali informazioni sono necessarie per lo svolgimento di un'indagine di polizia giudiziaria, indicando il numero di procedimento penale di riferimento della locale procura della repubblica. Di tale richiesta viene casualmente a conoscenza il comandante della stazione, il quale intuisce immediatamente, come poi effettivamente si accerterà, che non esiste alcuna indagine che richiede quel genere di accertamento.

Si accerta altresì che Caia, moglie del Maresciallo Sempronio è titolare di un'autoscuola, sicché l'acquisizione dei nominativi dei residenti nel Comune che da poco hanno compiuto o si accingono a compiere la maggiore età è finalizzata ad indirizzare mirate proposte pubblicitarie per i corsi di guida. Di tanto il Maresciallo Sempronio rende un’ampia confessione mediante memoria scritta indirizzata al pubblico ministero. In seguito temendo le conseguenze penali del fatto commesso, Sempronio si rivolge ad un avvocato.

Il candidato, assunte le vesti del legale, analizzato il fatto, valuti le fattispecie eventualmente configurabili redigendo motivato parere.

Parere n. 2

Il 20 gennaio del 2011 Tizio riceve da Caio della merce in conto vendita.

I contraenti convengono che Tizio debba esporre la merce nel proprio negozio, al fine di venderla ad un prezzo preventivamente determinato, nel termine di 4 mesi. L'accordo negoziale prevede che, alla scadenza stabilita, Tizio debba corrispondere a Caio il prezzo concordato, ovvero restituire la merce rimasta invenduta.

Nel corso dei 4 mesi Tizio e Caio continuano ad intrattenere regolarmente rapporti commerciali, nonché di personale frequentazione, sicché, alla scadenza del termine pattuito per la eventuale restituzione della merce rimasta invenduta, Caio non domanda nulla in merito alla esecuzione del primitivo contratto, né Tizio lo rende edotto del fatto che la merce è rimasta totalmente invenduta. Soltanto agli inizi del mese di luglio, a seguito di una discussione per divergenze di opinione in merito ad altri affari, Caio chiede conto della avvenuta esecuzione del contratto, ricevendo da Tizio risposte evasive.

Alla fine del mese di luglio i rapporti tra i due si rompono definitivamente. Al rientro dalle vacanze estive Caio fa un ulteriore tentativo di contattare Tizio per la restituzione della merce ovvero del corrispettivo e apprende dalla segretaria di Tizio che la merce è rimasta invenduta. Decide quindi di tutelare le proprie ragioni in sede penale.

Il candidato, assunte le vesti di legale di Caio, rediga motivato parere analizzando la fattispecie configurabile nel caso esposto, soffermandosi in particolare sulle problematiche correlate alla procedibilità dell'azione penale.

Atto di penale

Caio, dipendente del comune di Beta, viene sorpreso dal Sindaco mentre, per mezzo del computer dell'ufficio, naviga in internet visitando siti non istituzionali dai quali scarica, su archivi personali, immagini e filmati non attinenti alla pubblica funzione.

Viene denunciato e sottoposto a procedimento penale. Il computer viene sottoposto a sequestro.

Nel corso delle indagini si accerta, grazie alla consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero sul computer sequestrato, che la citata attività si è protratta per circa un anno, e che il numero dei file scaricati è di circa 10 mila. Rinviato a giudizio, Caio viene condannato alla pena di 3 anni di reclusione per il reato di peculato.

Il candidato, assunta la veste di difensore di Caio, analizzi il caso della fattispecie giuridica, evidenziando, tra l'altro, che le indagini difensive definitivamente svolte hanno dimostrato che l'ente gestore del servizio telefonico aveva stipulato con il comune di Beta un contratto con tariffa forfettaria denominato "tutto incluso".

Esame di Avvocato 2010

 

PENALE

Parere n. 1

Tizio fidanzato di Caia, non accettando la fine della relazione sentimentale decisa dalla donna, e desideroso di continuare ad incontrarla,iniziava a seguirne sistematicamente gli spostamenti quando Caia usciva per andare al lavoro ovvero per attendere alle ordinarie attività quotidiane.Lungo la strada la molestava cercando di fermarla e di parlarle, dicendole che non intendeva allontanarsi da lei iniziava altresì a farle continue telefonate, anche notturne, ed ad inviarle sms telefonici contenenti generiche minacce di danno alle cose, finalizzate ad ottenere una ripresa della frequentazione tra i due.
Le condotte moleste e persecutorie avevano inizio nel novembre 2008.
Caia, esasperata per la situazione, dapprima cambiava alcune delle proprie abitudini di vita per sottrarsi agli incontri con Tizio; poi alla metà del mese di marzo 2009 decideva di sporgere querela contro Tizio.Tizio decideva quindi di recarsi da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze della propria condotta.

Il candidato assunte le vesti del legale di tizio, rediga motivato parere illustrando le fattispecie configurabili nel caso di specie con particolare riguardo alla tematica della successione delle leggi penali nel tempo e agli istituti del reato abituale e continuato

Parere n. 2

Caio, alcolista, al fine di procurarsi denaro per l'acquisto di vino e liquori, minacciava la madre Mevia ed il padre Tizio di mettere a soqquadro la casa al fine di farsi consegnare il denaro. Nonostante il diniego dei genitori, riusciva ad impossessarsi di euro 200,00, denaro contenuto nel cassetto del comodino della camera da letto dei genitori. Quindi, al fine di uscire di casa con il denaro, vincendo l'opposizione del padre, si scagliava contro quest'ultimo facendolo cadere a terra e procurandogli delle escoriazioni ad un braccio. La madre Mevia non assisteva all'aggressione perché, affranta per la situazione, si era ritirata in cucina. I genitori, esasperati per la situazione, essendosi fatti analoghi ripetuti anche in passato, sporgevano denuncia nei confronti del figlio. Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga motivato parere, analizzando la fattispecie configurabile nel caso esposto, con particolare riguardo alla individuazione delle parti offese ed alle conseguenze sanzionatorie.

Atto di penale

Tizio e Caio vengono tratti in arresto perché sorpresi, con due pistole all'interno di un'automobile parcheggiata a cento metri dall'ingresso della banca alfa. Le pistole, armi comune da sparo, con le relative munizioni, non sono pronte per lo sparo. Nell'auto viene altresì rinvenuto e sequestrato un cappello di lana astrattamente idoneo al nascondimento del volto. All'esito del giudizio immediato Tizio e Caio vengono condannati per il reato di tentata rapina ai danni della banca alfa, con le circostanze aggravanti dall'uso di armi e della riunione di più persone. Assunta la veste di difensore di tizio il candidato rediga motivato atto di appello.

 

Esame di Avvocato 2009

PENALE

Parere n. 1

Il 10 febbraio 2000 due amici, Tizio e Caio si accordavano per acquistare eroina da assumere insieme. Tizio, raccolto il denaro, si recava nel vicino comune di Beta rivolgendosi ad uno spacciatore dal quale si era già rifornito in passato. Acquistate due dosi, ritornava dall'amico Caio ed insieme assumevano la droga. Caio assumeva anche alcool. Subito dopo Caio accusava un malore al quale seguiva il suo decesso. Il medico legale attribuiva la morte al narcotismo esaltato nei suoi effetti dalla contemporanea assunzione di alcool etilico, anch'esso depressivo del sistema nervoso centrale. Sulla base delle indicazioni fornite da Tizio ai carabinieri, lo spacciatore veniva identificato in Sempronio. Veniva anche perquisita la sua abitazione, ove venivano rinvenuti e sequestrati mg 800 di eroina, suddivisa in due distinti involucri e frammista a sostanza da taglio, nonché un bilancino di precisione. Sempronio decideva di rivolgersi ad un legale. Il candidato, assunte le vesti di avv di sempronio rediga motivato parere illustrando le problematiche sottese alla fattispecie.

Parere n. 2

Tizio, legale rappresentante della società Gamma S.r.l. partecipava alla licitazione privata per l'appalto di lavori di costruzione per la nuova sede dell'istituto polivalente di Beta e, come richiesta dal bando, aveva allegato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale aveva attestato che la società era iscritta all'albo nazione costruttori sin da data anteriore al 24.11.1999, requisito indispensabile per la partecipazione alla gara, in quanto detta iscrizione doveva preesistere alla gara stessa. Stante la convenienza della proposta della società Gamma, l'aggiudicazione dell'appalto era avvenuta in suo favore e i conseguenti atti deliberativi e dispositivi della procedura erano stati redatti sul presupposto, attestato dai pubblici ufficiali, redigenti sulla base dell'anzidetta dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà facente fede di quanto dichiarato, e limitandosi a prendere atto dell'attestazione del privato. Successivamente si accertava che la società Gamma S.r.l. aveva affermato il falso perché in realtà l'iscrizione era stata conseguita solo il 14.12.1999. Tizio, preoccupato delle conseguenze penali del suo comportamento, decide di rivolgersi ad un legale. Il candidato assunte le vesti di avvocato di Tizio, rediga motivato parere illustrando le problematiche sottese alla fattispecie.

Atto di penale

Nevia veniva sottoposta dal dott. Caio, nell'ospedale della città Beta, ad un intervento di laparoscopia operativa e, senza soluzione di continuità a salpingectomia che determina l'asportazione della tuba sinistra. Nevia, lamentando di essere stata informata solo della laparoscopia, denunciava i fatti. Tratto in giudizio dinnanzi al tribunale di Beta, il dott. Caio veniva condannato per il delitto di violenza privata. I giudici accertavano che l'intervento di asportazione della tuba era stata una scelta corretta ed obbligata, eseguita nel rispetto delle regole e con buona competenza. Tuttavia, il non avere preventivamente informato Nevia anche della possibile asportazione della salpinge, secondo intervento assolutamente prevedibile già al momento della programmazione della laparoscopia, andava ascritto ad una scelta consapevole e volontaria dell'imputato, che aveva dolosamente leso la libertà di autodeterminazione della persona circa le decisioni mediche che la riguardavano. Assunte le vesti dell'avvocato di Caio, rediga il candidato l'atto ritenuto più opportuno, evidenziando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 2008

PENALE

Parere n. 1

Da giorni nel liceo della città Alfa è in corso un'occupazione studentesca, accompagnata da forti polemiche. Un gruppo di genitori si riunisce e chiede lo sgombero coattivo del liceo. Il telegiornale della più importante emittente televisiva cittadina trasmette un servizio sull'evento. Mentre l'autore del servizio riferisce gli accadimenti, scorrono vecchie immagini di repertorio in cui, tra l'altro, si vede il preside parlare al microfono di un giornalista. L'autore del servizio, nel frattempo, riferisce che il preside ha dichiarato che non richiederà alla polizia lo sgombero coattivo del liceo. In verità il preside non ha mai rilasciato una dichiarazione del genere. Arrabbiato per l'attribuzione di tale dichiarazione, presenta querela per diffamazione nei confronti dell'autore del servizio e del direttore del telegiornale. Quest'ultimo - asserisce il preside nella querela - aveva l'obbligo di impedire l'evento diffamatorio e, comunque, è responsabile a norma dell'art. 57 c.p. Il direttore del telegiornale e l'autore del servizio giornalistico si recano insieme dall'Avvocato penalista e chiedono di conoscere quale e' la situazione in cui versano. Il candidato- assunte le vesti del legale- rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.

Parere n. 2

L'ispettore Tizio tiene a bada ammanettato il pericoloso bandito Caio nel salone della villa dove si era nascosto, dopo averlo disarmato ed arrestato poco prima insieme con i colleghi Sempronio e Mevio. Costoro, intanto, frugano tra gli oggetti della stanza alla ricerca di armi e documenti. Caio improvvisamente asserisce di sentirsi male e vuole stendersi sul divano. Tizio, sicuro di sé, libera Caio, dalle manette, supponendo di essere in grado di tenerlo sottocontrollo. Caio, tuttavia, repentinamente spintona Tizio, facendogli perdere l'equilibrio ed impossessandosi della sua pistola, quindi spara all'indirizzo di Sempronio e Mevio. Quest'ultimo, pur ferito lievemente ad una gamba, reagisce uccidendo il bandito nel corso del conflitto a fuoco. Purtroppo, un proiettile sparato da Mevio fora il vetro di una finestra che affaccia sul giardino e colpisce mortalmente al capo un giovane inserviente, che, di ritorno a casa, si accingeva a bussare alla porta. Tizio si reca dall'avvocato penalista e chiede di conoscere qual'e' la situazione in cui versa. Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.

Atto di penale

Nell'ottobre 2007 si disputa la prima giornata del torneo di calcio intersociale Pochi minuti dopo l'inizio della partita tra le squadre degli azzurri e dei bianchi, Tizio calciatore della squadra azzurra destinato al controllo dell'attaccante avversario Caio, interviene violentemente su di lui, calciandolo mentre corre, facendolo rotolare per terra e interrompendo in tal modo una pericolosa azione d'attacco. Caio si rialza e ed insieme con il compagno di squadra Sempronio si avventa minacciosamente su Tizio. Accorre però immediatamente l'arbitro, che si interpone tra Tizio e i due calciatori della squadra bianca e impedisce che la situazione degeneri. Pochi minuti dopo, Sempronio interviene duramente su Tizio, il quale, col pallone tra i piedi, gli volge le spalle, colpendolo ad una gamba con un calcio e gli procura la frattura del perone. Mentre Tizio è a terra dolorante, Sempronio l'apostrofa più volte.  izio presenta denuncia di querela nei confronti di Sempronio. Tizio si ristabilisce soltanto dopo alcuni mesi. Si costituisce successivamente parte civile nel processo penale in cui Sempronio è imputato di lesione personale aggravata, a norma degli articoli 582, 583 comma 1 n.1, 585, 587 comma 1 n.4, 61 n.4 del codice penale. Nel novembre 2008, all'esito del giudizio di primo grado, il tribunale assolve Sempronio. Nella sentenza il giudice rileva che il fatto, poiché avvenuto nell'ambito di una competizione sportiva, implicante l'uso della forza fisica e del contrasto puro tra avversari, costituisce oggetto di rischio consentito da parte dei partecipanti, sempre immanente nelle gare di calcio. Assunte le vesti dell'avvocato di Tizio, il candidato rediga l'atto giudiziario più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.

 

Esame di Avvocato 2007

PENALE

Parere n. 1

Il signor Tizio, che attraversa un periodo di difficoltà economica, riesce ad acquistare da uno sconosciuto dieci banconote da 100 euro contraffatte al fine di saldare il pagamento di tre canoni di locazione arretrati. dopo aver preso appuntamento telefonico con il signor Mevio, suo locatore ed artigiano in pensione, si reca presso il domicilio di quest'ultimo per il saldo dei canoni, ma contrariamente a quanto concordato, trova ad attenderlo il signor Caio, figlio di Mevio, cassiere presso una grossa struttura di vendita. Nonostante ciò, Tizio decide comunque di consegnare in pagamento le banconote a Caio. Ricevute le banconote, Caio nota che le stesse sono contraffatte perché sprovviste di filigrana e, di conseguenza, decide di recarsi immediatamente presso la vicina Stazione dei Carabinieri per denunciare l'accaduto. Da par suo Tizio, pur supponendo di non poter essere punito, in considerazione della grossolana contraffazione delle banconote, immediatamente rilevata da Caio, decide comunque di rivolgersi ad un legale per avere chiarimenti in merito alla questione.
Il candidato, premessi brevi cenni sul reato di falso nummario, rediga motivato parere circa le conseguenze applicabili alla condotta di Tizio specificando, tra l'altro, se a Tizio è contestabile anche il reato di ricettazione.

Parere n. 2

Mevio entrava in un supermercato e, dopo aver riposto nel carrello merce per il valore di euro 600, pagava l'importo regolarmente alla cassa. Uscito fuori con il carrello, Mevio posava la merce nell'auto di proprietà parcheggiata lungo la strada laterale adiacente al supermercato. A questo punto Mevio si affrettava a rientrare nel supermercato, riponendo nel carrello merce identica a quella acquistata in precedenza. Portatosi ad una cassa diversa, in gergo denominata "veloce", Mevio mostrava lo scontrino relativo alla prima spesa effettuata, giustificando il doppio passaggio con la necessità di comperare una bottiglia di champagne dimenticata nella lista degli acquisti. Pagata la sola bevanda, Mevio usciva dal supermercato spingendo il carrello ancora pieno allorquando incrociava la prima cassiera, recatasi fuori per svuotare un cestino di rifiuti. Quest'ultima, insospettita, avvisava i vigilantes i quali, effettuato un controllo, provvedevano a fermare Mevio. Il candidato, individuato l'elemento differenziale tra il reato di furto aggravato dal mezzo fraudolento ed il reato di truffa, rediga motivato parere evidenziando le conseguenze applicabili alla condotta di Mevio.

2) Atto di penale

Con ordinanza del 28.10.2003, il Tribunale di Roma respingeva l’istanza di riabilitazione presentata da Tizio in relazione a due decreti penali di condanna per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro in rilievo che, essendo il predetto stato successivamente denunziato nel 1998 e nel 2000, per ulteriori violazioni delle citate norme, non poteva considerarsi realizzata la condizione stabilita dall’art. 179 c.1 c.p., secondo il quale il condannato deve aver dato prove effettive e costanti di buona condotta. Presa conoscenza della pronunzia di rigetto, Tizio si rivolge immediatamente ad un legale esponendo che i procedimenti a seguito delle denunce subite si erano risolti con l’archiviazione e che l’adito tribunale di sorveglianza non aveva tenuto conto delle favorevoli informative circa la condotta assunta successivamente ai decreti di condanna.Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, proponga gravame avverso il provvedimento del Tribunale di sorveglianza.

 

Esame di Avvocato 2006

PENALE

Parere n. 1

Tizio il 5 gennaio 2005 si reca di notte nei pressi di un cavalcavia posto a protezione della sottostante sede stradale, e per puro divertimento, comincia a lanciare sassi di grande dimensione, sia pure senza avere l’intenzione di colpire gli automobilisti in transito sulla carreggiata. Nel frattempo, un automobilista non riesce ad evitare un sasso e viene colpito riportando ferite gravi. Successivamente, Tizio si allontana indisturbato, ma viene riconosciuto e tratto in arresto con l’accusa di lesioni personali. Il candidato, premessi brevi cenni sul tentativo di reato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, illustrando la fattispecie criminosa imputabile allo stesso, tenendo presente che Tizio non conosceva la vittima né aveva dal luogo del lancio una visuale sull’autostrada.

Parere n. 2

Tizio, pubblico dipendente della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento, veniva accusato di avere attestato falsamente la sua presenza al lavoro nell'Ufficio regionale presso il quale prestava servizio, allontanandosi senza formale permesso e sottoscrivendo fogli di presenza e timbrando il proprio cartellino presso l'apposito orologio marcatempo, facendo così risultare orari di entrata e di uscita non corrispondenti a quelli effettivi.
Il candidato, premessi brevi cenni sulla falsità materiale e la falsità ideologica in atti pubblici, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, evidenziando le problematiche sottese al caso in questione, tenendo presente che Tizio era solito timbrare il cartellino all'inizio e alla fine della giornata, senza far risultare i propri allontanamenti dal luogo del lavoro, non dovuti a motivi di servizio.

Atto di penale

Tizia è proprietaria di un immobile acquistato in regime di separazione dei beni dell'anno 1992 a mezzo di compravendita con atto del notaio Filano. Nello stesso anno con decreto di omologazione della separazione i coniugi venivano autorizzati a vivere separatamente e la casa coniugale viene assegnata alla moglie ed ai figli. Con decreto del 1996 il Tribunale di Roma - Sezione Misure di Prevenzione, ordinava la confisca in danno del marito di Tizia, il signor Caio, per il cespite patrimoniale suindicato. I giudici infatti avevano provveduto a sequestrare e successivamente a confiscare il bene, essendo il marito di Tizia indagato per appartenenza ad associazione di tipo mafioso. L'immobile veniva successivamente acquisito al patrimonio comunale e Tizia veniva intimata al rilascio dello stesso. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, premessi brevi cenni sulla tutela dei terzi titolari di diritti sulla cosa confiscata rimasti estranei al provvedimento penale conclusosi con sentenza irrevocabile di condanna, proponga incidente di esecuzione innanzi al giudice competente.

 

Esame Avvocato 2005

PENALE

Parere n. 1

Tizio veniva tratto a giudizio per rispondere, in concorso con Caio e Mevia — il primo nella qualità di medico ginecologico, il secondo di medico anestetico, la terza di ostetrica — di plurimi omicidi premeditati, commessi al fine di percepire indebiti compensi, su feti in avanzato grado di gestazione (comunque superiore ai 90 giorni), provocando l’induzione al parto tramite somministrazione di idonei farmaci e rottura manuale della membrana, con successiva fuoriuscita del feto, soppresso mediante consapevole condotta omissiva idonea a determinarne la morte.

Risultava accertato, all’esito della complessa attività istruttoria effettuata nel corso delle indagini preliminari, ed in particolare delle dichiarazioni delle donne alle quali erano stati praticati gli interventi, dalle testimonianze assunte e dalle consulenze tecniche effettuate su alcuni feti riesumati, che questi ultimi erano vivi e vitali al momento del parto e che la pretesa «sofferenza derivata dalla rottura silente della membrana», patologia surrettiziamente documentata nei referti quale causa della morte dei feti, anche ad ammetterne la sussistenza, non avrebbe mai potuto causare la morte di questi ultimi.

Risultava, altresì, accertato che, pur non essendo provata la commissione di azioni dirette alla soppressione dei neonati, il decesso doveva attribuirsi alla volontaria omissione delle cure necessarie per mantenerli in vita.

Il candidato, assunte le vesti del legale degli imputati, rediga motivato parere sulle fattispecie configurabili nel caso in esame, soffermandosi sulla individuazione degli elementi costitutivi e distintivi dei delitti di omicidio, infanticidio ed aborto.

Parere n. 2

Tizio, maggiore di età, veniva tratto a giudizio per rispondere dei delitti commessi in concorso con i minori Caio, Sempronio e Mevio, di omicidio pluriaggravato (dal nesso teleologico e dai motivi abbietti e futili), di violenza sessuale di gruppo e di sequestro di persona in danno della minore Caia.
Dalle risultanze delle indagini preliminari tecniche, dagli accertamenti medicolegali e dalle dichiarazioni confessorie rese da tutti gli imputati, risultava accertato che in occasione e contemporaneamente agli atti di violenza sessuale erano stati posti in essere altresì atti diretti all’uccisione della vittima al fine di evitare che la giovane potesse dare l’allarme e denunciare i gravi delitti fino a quel momento commessi.

Tanto premesso in linea di fatto, il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere sulle seguenti problematiche sottese alla fattispecie in esame:

1) se la circostanza aggravante prevista dall’art. 576, comma 1, n. 5 codice penale per il reato di omicidio, quando lo stesso sia stato eseguito «nell’atto di commettere taluno dei delitti previsti dagli articoli 519, 520 e 521 codice penale » sia tuttora configurabile, nonostante l’abrogazione di queste ultime disposizioni ad opera dell’articolo 1 legge 66/1996, con riferimento ai delitti di violenza sessuale di cui agli articoli 609-bis e ss. codice penale, inseriti dalla stessa legge tra i delitti contro la libertà personale e in particolare con riferimento alla fattispecie della violenza sessuale di gruppo prevista dall’art. 609octies codice penale;

2) in caso di soluzione positiva al quesito di cui al punto n. 1, se sia compatibile il concorso della circostanza aggravante della violenza sessuale di gruppo, riconducibile all’articolo 576, comma 1, n. 5 codice penale, con quella della connessione teleologica fra l’omicidio e la violenza sessuale, prevista dall’articolo 61, numero 2 codice penale, richiamato dall’articolo 576 comma 1, numero 2 del codice penale.

Atto di penale

Tizio, addetto alla vigilanza presso il comune Alfa, veniva avvistato dai CC in servizio, alla guida dell’auto del Comune, con a bordo due minori di età il giorno 22 settembre 2001, alle ore 18,30 circa.

I CC, che conoscevano Tizio, non fermavano l’autovettura di servizio, ma segnalavano il fatto alla locale Procura della Repubblica.

Tizio veniva, quindi, rinviato a giudizio e, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della quale venivano escussi soltanto i verbalizzanti che avevano proceduto all’accertamento, veniva condannato per il reato di peculato d’uso.

Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più opportuno evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 2004

PENALE

Parere n. 1

Tizio partecipava ad una rapina in una gioielleria in concorso con Caio e Sempronio questi ultimi entrambi armati Nel corso della rapina di fronte alla reazione armata del marito della titolare, in quel momento addetto alla gioielleria, Caio esplodeva alcuni colpi di arma da fuoco che attingevano mortalmente l’uomo.

A seguito delle indagini effettuate nell’immediatezza del fatto veniva tratto in arresto Caio il quale rendeva dichiarazioni pienamente confessorie e rivelava i nomi dei complici. In particolare Caio riferiva che essi, anche se avevano accertato, mediante sopralluoghi, che all’interno della gioielleria si sarebbe dovuta trovare, come sempre, una donna, che non avrebbe opposto resistenza, poco prima della rapina avevano constatato che all’interno del negozio vi era i, invece, un uomo;
precisava poi che, dopo essersi riuniti, avevano deciso di eseguire ugualmente il colpo secondo i piani prestabiliti e che tutti erano a conoscenza del fatto che la rapina sarebbe stata commessa con utilizzo di due armi da sparo.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, premessa la trattazione della tematica sul rapporto tra concorso diretto e concorso anomalo, rediga parere motivato soffermandosi sulle problematiche sottese al caso in esame.

Parere n. 2

Tizio viene ricoverato presso il reparto di chirurgia d’urgenza dell’Ospedale Alfa per forti dolori addominali. Viene operato il giorno dopo per infezione, ma rimaneva incerta la causa della patologia venivano disposti quindi esami ematologici e consulenza internistica.

Veniva trasportato nel reparto di chirurgia diretto dal Dottor Caio il quale continuava la terapia antibiotica e disponeva un nuovo emocromo senza sottoporre Tizio alla consulenza internistica.

Caio dimetteva Tizio dopo due giorni perché in via di guarigione chirurgica «senza alcuna prescrizione».
Tizio due giorni dopo accusava dolori addominali; si recava presso il nosocomio dove veniva operato d’urgenza. All’esito dell’intervento Tizio moriva per grave infezione addominale. Secondo il medico legale incaricato dall’autorità giudiziaria Caio non aveva compiuto una corretta diagnosi omettendo di valutare il risultato degli esami e di sollecitare la consulenza internistica.
Il candidato assunte le vesti del legale di Caio premessi brevi cenni sul rapporto di causalità omissiva ed evento nel reato colposo omissivo improprio, rediga parere motivato soffermandosi sulle problematiche sottese al caso in esame.

Atto di penale

Tizio tratto a giudizio veniva condannato dal Tribunale di Roma territorialmente competente per il reato di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento di una lampada a basso consumo preventivamente occultata all’interno di una confezione vuota di un prodotto dal costo più basso.
Risultava accertato che l’imputato aveva sottratto la mercé presso un grande magazzino corrispondendo un prezzo più basso.

Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio rediga l’atto ritenuto più opportuno soffermandosi sugli istituti sottesi alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 2003

 

PENALE

Parere n. 1

Caia privata cittadina rilasciava un intervista a Tizio giornalista intervistatore nella quale costei definiva Sempronio all'epoca direttore generale dell'Azienda sanitaria di Genova un "faccendiere" ed un "opportunista che cerca soltanto intrallazzi" Tizio pubblicava su un quotidiano a rilevanza nazionale l'intervista senza effettuare alcun controllo in ordine alla veridicità delle circostanze addebitate dall'intervistata ed alla continenza delle espressioni riferite, ma riportando le affermazioni di Caia tra le virgolette. Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della sua condotta. Il candidato assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulla rilevanza della scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca, rediga motivato parere soffermandosi sul reato ipotizzato, con particolare riferimento a quello psicologico.

Parere n. 2

Tizio veniva avvicinato da Caio maresciallo della Guardia di Finanza che gli riferiva dell'arrivo di un esposto anonimo in merito a delle irregolarità connesse dall'azienda ALFA e BETA per le quali tizio svolgeva la propria prestazione professionale in qualità di dottore commercialista , facendogli intendere che avrebbe potuto occultare l'esposto, evitando in tal modo conseguenze negative a tizio stesso ed alle società in questione.

Tizio e Caio si incontravano tre volte presso l'abitazione del dott. commercialista: nel corso della prima riunione si parlava del possibile intervento del maresciallo per definire la vicenda; nel corso della seconda era quantificata la somma pretesa dal sottoufficiale; durante la terza vi era la consegna di una parte della somma. Caio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua condotta. Il candidato assunte le vesti del legale premessi brevi cenni sui delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione rediga motivato parere soffermandosi sulle problematiche sottese al caso in esame.

Atto di penale

Tizio veniva tratto a giudizio per avere detenuto all'interno del proprio negozio di Milano 200 barattoli di pomodoro contenenti del prodotto scaduto, sulla cui dicitura relativa al c.d. "termine minimo di conservazione" era stata applicata un'etichetta recante una data successiva a quella originariamente indicata dal produttore. Nel corso del dibattimento emergeva che i prodotti alimentari scaduti: 1) non erano stati esposti per la vendita sui banchi, nè offerti al pubblico 2) erano custoditi all'interno del magazzino dell'esercizio. Tizio, all'esito del giudizio, veniva condannato alla pena della multa di € 500,00, in quanto ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 56 e 515 c.p., per aver posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare ai potenziali acquirenti alimenti per qualità diversi da quelli dichiarati.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto più opportuno evidenziando la problematica sottesa.

 

Esame Avvocato 2002

PENALE

Parere n. 1

Caio presenta al comune Alfa domanda di rilascio di concessione edilizia per la realizzazione di un fabbricato adiacente alla propria casa di abitazione. Il Comune, acquisiti i pareri negativi del competente Ufficio Tecnico e della Commissione Edilizia, nega a Caio il provvedimento richiesto motivando in ordine alla contrarietà dei requisiti del fabbricato con le prescrizioni del Piano Regolatore Generale, che vietava aumenti di cubatura nella zona.

Tizio, Sindaco dello stesso Comune, emette qualche tempo dopo nei confronti di Caio, suo amico di lunga data, un’ordinanza che prescriveva, per motivi di igiene, la realizzazione dello stesso fabbricato oggetto della richiesta di concessione edilizia.

L’opera veniva quindi realizzata in osservanza dell’ordinanza comunale. Tizio e Caio, preoccupati per le conseguenze penali della loro condotta, si rivolgono quindi ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale dei due, premessa la trattazione del concorso dell’extraneus nel reato proprio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Parere n. 2

Tizio si propone, per vendetta, di ferire Caio.

Si arma quindi di pistola, lo attende nei pressi della di lui abitazione e, al suo arrivo, spara al suo indirizzo un colpo, ferendolo al dito mignolo della mano destra.

Sempronio, casualmente presente sul luogo, viene colpito dal proiettile, che, di rimbalzo, lo ferisce all’addome, cagionandone poco dopo la morte. Tizio si rivolge quindi ad un legale per conoscere le conseguenze penali della sua azione.

Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della tematica dell’aberratio, rediga motivato parere, soffermandosi sulle problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Atto di penale

Tizio, dipendente della ditta Alfa, nel timore che vengano scoperti i numerosi ammanchi di denaro da lui sottratto dai conti della stessa Alfa, appicca nottetempo il fuoco al capannone dell’ufficio contabilità dell’azienda.

Si sviluppa un incendio di notevoli proporzioni, che causa la morte di Mevio, ladruncolo introdottosi clandestinamente nell’immobile prima dell’azione di Tizio.

In primo grado Tizio viene ritenuto responsabile per i reati di incendio e di omicidio volontario.

Tizio chiede al proprio legale di presentare atto di appello avverso la sentenza, ribadendogli che la sua azione era determinata dal solo intento di distruggere la documentazione giacente presso l’ufficio, che egli reputava deserto.

Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l’atto richiesto, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.

 

Esame Avvocato 2001

PENALE

Parere n. 1

Tizio, associato alla mafia, partecipa ad un conflitto a fuoco, con gli esponenti di un cosca rivale, riportando ferite da arma da fuoco ad un piede. Per le necessarie cure viene approntato, in luogo isolato e difficilmente raggiungibile un ambulatorio di fortuna, nel quale viene chiamato a prestare la sua opera, nottetempo, Caio, medico chirurgo, con l'ausilio di un anestesista e due infermieri.
Caio, consapevole dell'appartenenza di Tizio ad un'associazione per delinquere di stampo mafioso, presta la propria opera di soccorso ed omette di trasmettere il referto all'Autorità giudiziaria, tornando più volte anche nei giorni successivi a trovare il paziente per verificarne le condizioni di salute.
Temendo conseguenze per la sua condotta, Caio si reca successivamente da un legale. Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi cenni sulla differenza tra il reato di partecipazione ad associazione mafiosa ed il reato di favoreggiamento, delinei la problematica sottesa alla fattispecie in esame e rediga motivato parere.

Parere n. 2

Tizio e Caio, entrambi allievi nella disciplina del karate, il primo in qualità di cintura nera ed il secondo di cintura bianca, si impegnano in un incontro di allenamento ad esito del quale Caio riporta lesioni personali dichiarate guaribili in un periodo di tempo superiore ai 50 giorni.
L'incontro si era svolto secondo le regole dello sport praticato senza tuttavia l'utilizzazione di mezzi di protezione imposti per le competizioni agonistiche di tale tipo.

Tizio, nel timore di subire conseguenze in sede penale, si rivolge ad un legale.

Il candidato, assunte le vesti del legale, premessa la trattazione della problematica relativa alle cause di giustificazione non codificate ed in particolare di quella configurabile nell'esercizio di un'attività sportiva, rediga motivato parere, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie proposta.

Atto di penale

Tizio e Caio, armati di pistola e con passamontagna, tendevano un agguato in località isolata a Mevia e Sempronio. Al passaggio di questi ultimi li fermavano con la minaccia delle pistole, legavano Sempronio lasciandolo immobilizzato sul posto, narcotizzavano Mevia e si allontanavano portandola con loro su di un' auto fino a raggiungere un appartamento di proprietà di Caio, dove tenevano segregata la donna, chiedendo ai familiari il pagamento di una somma di denaro in cambio della sua liberazione.

Nel corso delle indagini venivano attivate intercettazioni telefoniche, che consentivano, durante una conversazione tra Caio ed il marito di Mevia, di individuare la cabina telefonica dalla quale il primo parlava, per cui questi veniva arrestato sul posto. Immediatamente Caio indicava il luogo in cui si trovava sequestrata Mevia, e gli investigatori riuscivano a fare irruzione nell'appartamento, a liberare l'ostaggio e ad arrestare Tizio.

Tratti a giudizio con rito direttissimo dinanzi al Tribunale per rispondere dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione in danno di Mevia, di sequestro di persona in danno di Sempronio e di porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, ad esito di giudizio abbreviato, Tizio e Caio venivano condannati rispettivamente alla pena di anni sedici ed anni quattordici di reclusione. Venivano inoltre dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della pena ed assoggettati alla misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di tre anni.

In particolare il Tribunale escludeva l'applicazione a Caio dell'art. 630, quarto e quinto comma, c.p., non ritenendo che ne ricorressero i presupposti.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l'atto di appello con particolare riguardo alle cause di attenuazione della pena previste dalle suddette disposizioni di cui all'art. 630 c.p.

 

Esame Avvocato 2000

PENALE

Parere n. 1

Tizio, funzionario ministeriale, ha in consegna le busta chiuse contenenti le offerte delle ditte che partecipano all’asta pubblica per la costruzione di una scuola.

Tizio, presa fraudolentemente visione del contenuto di tutte le offerte contenute nelle buste, prima della scadenza del termine stabilito per l’apertura delle buste stesse — al fine di favorire la ditta Alfa dalla quale ha percepito notevoli somme di danaro, sottrae la busta contenente l’offerta fatta pervenire dalla predetta ditta, la distrugge e la sostituisce con altra, da lui compilata,

Preoccupato per le conseguenze della sua azione, Tizio si rivolge ad un legale.

Il candidato, assunte le vesti del legale, delineata la problematica sottesa alla fattispecie in esame, rediga motivato parere.

Parere n. 2

Tizio, al fine di risultare vincitore di un pubblico concorso, attesta falsamente di possedere i requisiti richiesti. Scoperto l’inganno, viene estromesso dalla graduatoria e denunziato. Tizio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua azione.

Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi generalissimi cenni sul momento consumativo del reato, delinei la problematica sottesa alla fattispecie in esame e rediga motivato parere.

Atto di penale

Tizio, nottetempo, si introduce nella casa di Caio al fine di impossessarsi di merce di valore ivi custodita.

Affrontato da Caio, Tizio, nel corso della colluttazione, viene ferito con un tagliacarte impugnato da Caio e, a sua volta, ferisce quest’ultimo con un cacciavite.

Tizio riesce a fuggire e Caio, che ha riportato ferite non gravi da taglio, si reca all’ospedale dove viene medicato.

Dopo qualche tempo risulta che Caio è stato contagiato dal virus HIV di cui Tizio è portatore. Tizio, tratto a giudizio, viene condannato alla pena di anni 12 di reclusione e 600 mila lire di multa per rapina impropria aggravata, porto abusivo di cacciavite, violazione di domicilio aggravata e lesioni personali gravissime.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più opportuno, evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 1999

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, nella sua qualità di amministratore unico dell’Alfa s.r.l., emettendo fatture relative a operazioni inesistenti, facendo apparire una disponibilità di olio di oliva sfuso destinato all’imbottigliamento non sussistente nella realtà e con altre operazioni fraudolente, trae in inganno il Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia e consegue dall’AIMA, nel marzo 1993, la corresponsione di contributi non dovuti per l’imbottigliamento dell’olio di oliva, così cagionando alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante entità. Essendo sorti nelle competenti autorità notevoli sospetti, determinati sia dall’improvvisa impennata del volume d’affari della società sia dal permanere dell’entità delle strutture organizzative produttive, vengono iniziate le indagini del caso. Tizio, appreso dell’avvio delle indagini, si reca nel ’99 da un legale per essere tranquillizzato, ritenendo che il tempo trascorso dall’epoca del commesso reato consenta di considerare prescritto il delitto da lui consumato, anche per effetto dell’eventuale concessione di circostanze attenuanti.

Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi, generali cenni sulla distinzione tra figura autonoma di reato e figure circostanziate, illustri le problematiche sottese alla fattispecie in esame e rediga parere motivato.

Parere n. 2

Tizio, di 20 anni, ottiene dai genitori di Caia, di 15 anni, il consenso a uscire con la minore per condurla nella casa dei suoi genitori e frequentare la ragazza in presenza di questi ultimi. Tizio e Caia, approfittando del consenso ottenuto, si recano in una casa messa a disposizione di Tizio da un suo amico ove, nel mese di gennaio 1996, consenziente Caia, hanno rapporti sessuali. I genitori di Caia, venuti a conoscenza dell’accaduto, in data 6 febbraio 1996 denunciano Tizio per i reati di cui agli articoli 530 e 573 del c.p. In data 20 febbraio 1996 viene pubblicata la legge 15 febbraio 1996, n. 66. Successivamente alla pubblicazione di detta legge, Tizio appreso della denuncia si reca da un legale. Il candidato, assunta la veste del legale, premessi sintetici cenni sul reato di sottrazione di minore, illustri le problematiche sottese alla fattispecie in esame e rediga motivato parere.

Atto di penale

Tizia, nel gennaio 1998, viene percossa e ingiuriata dal marito Caio e, conseguentemente, abbandona il tetto coniugale. Malgrado ripetuti tentativi di rinvenire un alloggio, Tizia non riesce a trovare una nuova sistemazione abitativa ed è costretta, nel gennaio dell’anno successivo, a fare ritorno nella propria casa coniugale. La sera stessa del suo rientro a casa Tizia viene nuovamente sottoposta ad ingiurie e percosse. Avendo Tizia presentato denunzia per i fatti sopra esposti, Caio viene tratto a giudizio, per rispondere del delitto di cui all’art. 572 c.p. e, all’esito del dibattimento, viene condannato, concesse le attenuanti generiche, alla pena di un anno di reclusione con i benefici di legge.

Il candidato, assunte le vesti di legale di Caio, rediga l’atto ritenuto più opportuno.

 

Esame Avvocato 1998

PENALE

Parere n. 1

Tizio e Caia decidono di separarsi di fatto e, conseguentemente, Caia abbandona il domicilio coniugale. Successivamente, Tizio incarica Mevio, suo amico, di aprire senza lasciare traccia la corrispondenza bancaria destinata a Caia ed a lei inviata all’ex domicilio coniugale.

Mevio esegue puntualmente quanto richiestogli da Tizio e - fatta copia della corrispondenza sopra indicata - rimette la corrispondenza originale a Caia consegnando la copia a Tizio.

Tizio, presa la copia consegnatagli da Mevio, la produce nel giudizio di separazione che nelle more si è instaurato.

Mevio, preoccupato per l’accaduto, si rivolge ad un legale.

Il candidato - premessi brevi cenni sulla nozione di giusta causa in materia penale - assunte le vesti del legale, rediga motivato parere.

Parere n. 2

Il Comune di ____ approva un progetto di massima per la costruzione di una grande arteria stradale per eseguire la quale viene esperita la procedura dell’asta pubblica.

Tizio, rappresentante della ditta Alfa, offre a Caio, segretario comunale — che accetta — la somma di lire dieci milioni in cambio di un suo intervento diretto a favorire l’aggiudicazione dell’appalto alla ditta indicata.

Caio — successivamente all’invio delle offerte fatte pervenire da tutte le ditte concorrenti ma antecedentemente alla scadenza del termine per effettuare (o modificare) dette offerte — riesce ad apprendere l’entità delle offerte stesse comunicandole a Tizio.

La ditta Alfa, avendo conferma che tra tutte le offerte effettuate la sua offerta è la migliore, mantiene ferma l’offerta stessa.

Tizio, venendo a sapere dell’esistenza di indagini concernenti l’appalto de quo, si rivolge ad un legale.

Il candidato, assunte le vesti del legale — premessi brevi cenni sui delitti contro la pubblica amministrazione ravvisabili nella fattispecie e in particolare sul delitto di cui all’articolo 353 c.p. — rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese al caso in esame.

Atto di penale 

Tizio è amministratore unico della Costruzioni s.r.l., la quale procede ad integrale ristrutturazione di un vasto edificio. A seguito del crollo di detto edificio, Tizio viene rinviato a giudizio - unitamente a Caio, progettista - per il reato di cui all’art. 449, comma 1, c.p., in relazione all’articolo 434 capoverso, del codice penale.

Il Tribunale - avendo il perito accertato che il crollo era stato determinato da gravi carenze progettuali (che, tra l’altro, non avevano tenuto in nessun conto il fatto che gli interventi di ristrutturazione riguardavano un edificio già lesionato ed in pessime condizioni strutturali globali) - condanna Tizio (unitamente a Caio) alla pena di giustizia, ritenendo che questi avesse omesso di esercitare sul progettista i poteri di controllo a lui spettanti quale amministratore unico.

Il candidato - premessi brevi cenni sull’elemento psicologico nei reati colposi e sul principio di cui all’articolo 40 comma 2 c.p. - assunte le vesti di legale di Tizio, rediga l’atto di appello.

 

Esame Avvocato 1997

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, impiegato presso il Ministero X, viene convinto da Caio a redigere, nello stilare informazioni interne — dirette al superiore gerarchicamente competente ad adottare il provvedimento amministrativo — una nota, falsa nel contenuto, al fine di favorire il rilascio di un’autorizzazione ad un comune amico.

Preoccupato per le conseguenze della sua azione, Caio si rivolge ad un legale.

Il candidato, premessi brevi cenni sulla possibile qualificazione giuridica del reato, assunte le vesti del legale, rediga parere motivato, illustrando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.

Parere n. 2

Tizio concorre con Caio nel trasferire all’estero denaro proveniente da smercio di cocaina compiuto da altri. Tratto a giudizio, viene condannato in contumacia a anni 6 di reclusione e lire 15 milioni di multa per i delitti di cui all’art. 648bis c.p. e 379 c.p.

Tizio si rivolge ad un legale per decidere il da farsi.

Il candidato, premessi brevissimi cenni sul concorso tra norme e sul principio di specialità, assunte le vesti del legale rediga motivato parere, illustrando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.

Atto di penale

Tizio — senza che sia intervenuta richiesta del Ministro di grazia e giustizia — viene tratto a giudizio in stato di detenzione cautelare per tentata importazione in Italia di Kg. 4 di cocaina, tutta sequestrata all’estero e che secondo accordi intervenuti tra Tizio e persona rimasta ignota (accordi registrati con intercettazione ambientale in un grande albergo di Roma) avrebbe dovuto essere consegnata a Palermo.

A carico di Tizio vengono raccolte prove nel corso di numerose udienze dibattimentali svoltesi all’estero, celebrate direttamente da giudice italiano al fine di sentire testimoni determinanti senza che Tizio possa partecipare a dette udienze.

Il Tribunale condanna Tizio a 12 anni di reclusione e 120.000.000 di multa.

Il candidato, assunte le vesti di legale di Tizio, rediga l’atto di appello, delineando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 1996

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, convivente more uxorio con Caia, compie atti di libidine e di violenza carnale, rispettivamente, nei confronti dei figli minori di lei, Sempronia e Nevio, pure conviventi, senza che Caia — pienamente consapevole di ciò che va accadendo — faccia opposizione alcuna.

Sempronia si confida con un’assistente sociale, la quale — essendo trascorso il termine per proporre querela — si rivolge ad un legale per sapere quali fossero le ipotesi di reato da ritenere realizzate da Tizio e da Caia e per accertare se, in ordine ai fatti criminosi sopra indicati, potesse procedersi di ufficio. Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga parere motivato, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Parere n. 2

Il Tribunale — nell’applicare la pena, ai sensi dell’art. 444 c.p.p., a Tizio, per detenzione di sostanze stupefacenti, dispone la confisca delle sostanze sequestrate nonché di una somma ingente ritenuta "prezzo" del reato di spaccio.

Tizio si rivolge ad un legale per ottenere la restituzione della somma sequestrata.

Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulle misure di sicurezza e, in particolare, sulla confisca, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Atto di penale

Tizio, in data 3 maggio 1994, viene condannato dal pretore a giorni 20 di reclusione e mesi 10 e giorni 20 di libertà controllata, e lire 5.000.000 di multa per i reati di cui all’art. 20 lett. b) legge n. 47/1985 e all’art. 349 c.p.

Il pretore non concede il beneficio della sospensione condizionale, ritenendo ostative due precedenti condanne con pena sospesa per assegni a vuoto.

In seguito però, Tizio ottiene, in sede esecutiva, il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i due reati di assegni a vuoto, sicché, con provvedimento del 21 aprile 1995, ottiene dal pretore la sostituzione delle pene originariamente sospese di lire 500.000 e lire 100.000 di multa con una pena unica, pure condizionalmente sospesa, di lire 550.000 di multa.

Tizio si reca subito da un legale, per accertare se il riconoscimento di cui sopra possa comportare una modifica della situazione determinata dalla sentenza 3 maggio 1994. Tizio, peraltro, fa presente di aver riportato altre due condanne: una, in data 14 giugno 1978, con pena sospesa, per il reato di cui all’art. 32 R.D. 5 giugno 1939, n. 1016; l’altra, in data 8 aprile 1978, con pena sospesa, per violazione degli artt. 31 e 41 della legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150. Tizio fa presente che, a suo dire, dette condanne non avrebbero dovuto essere considerate ostative: la prima, per avvenuta abolitio criminis ai sensi dell’art. 32 della legge n. 689/1981; la seconda per avvenuto condono edilizio ai sensi della legge n. 47/1985.

Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l’atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni di questi, soffermandosi in particolare sugli effetti dell’abolitio criminis.

 

Esame Avvocato 1995

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, mentre procede alla guida della propria autovettura, perde il controllo della stessa e precipita nella sottostante scarpata.

Soccorso e trasportato all’ospedale, Tizio, apparentemente in buone condizioni, viene sottoposto da Caio, medico di guardia, ad esame clinico, nel corso del quale gli viene suturata una ferita lacero-contusa all’emitorace sinistro. Subito dopo Tizio viene dimesso.

Nel corso della notte le condizioni di salute di Tizio peggiorano bruscamente tanto che il giorno seguente egli decede.

Dall’esame autoptico, disposto dall’autorità giudiziaria, risulta che la causa della morte è attribuibile a lesioni interne e che, se pure non poteva affermarsi che un immediato intervento chirurgico avrebbe evitato la morte di Tizio, nondimeno detto intervento avrebbe sicuramente aumentato le possibilità di successo terapeutico.

Caio si rivolge ad un legale.

Il candidato, assunte le vesti di legale di Caio, rediga motivato parere nel quale, illustrate le problematiche sottese alla fattispecie in esame, si prospetta adeguata linea difensiva.

Parere n. 2

Tizio, imprenditore dichiarato fallito, viene indagato per il reato di bancarotta fraudolenta in concorso con Caio il quale, pur gestendo personalmente ed in via esclusiva l’azienda di Tizio, non era stato dichiarato fallito.

Caio – preoccupato, ma anche meravigliato di essere coinvolto in una vicenda alla quale, sotto il profilo penale, ritiene di essere estraneo – si rivolge ad un legale.

Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie illustrata.

Atto di penale

Con sentenza 26 settembre 1994 Tizio viene condannato alla pena di anni tre di reclusione e lire 2.000.000 di multa per il reato di furto aggravato, commesso il 1° febbraio 1994, ritenuta la recidiva specifica reiterata.

Il difensore di Tizio aveva chiesto in via principale l’assoluzione per non aver commesso il fatto e, in subordine, l’accertamento della continuazione tra il reato contestato ed analogo reato di furto, commesso il 14 gennaio 1994, per il quale Tizio era stato condannato con sentenza 14 aprile 1994 divenuta irrevocabile.

Il candidato, assunte le vesti di difensore di Tizio, rediga l’atto di appello, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

 

Esame Avvocato 1994

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, Presidente del Consorzio Rurale di Miglioramento Zootecnico di X, viene imputato del reato di cui agli artt. 426 e 449 c.p. per avere cagionato colposamente la caduta di una frana, verificatasi a seguito dello sbancamento, commissionato dal Consorzio e fatto eseguire sotto la sua direzione, di un’ampia zona di terreno in quota di collina.

Ritenendo, però, che l’evento verificatosi avesse piuttosto le caratteristiche di uno smottamento, sia pur cospicuo, di una zona collinare impervia e distante dal più vicino centro abitato, si reca da un avvocato per consultarsi in punto alla configurabilità dell’ipotesi di reato in suo danno.

Il candidato, premessi brevi cenni in materia di reati di pericolo e sulla possibilità di configurare per essi l’ipotesi di tentativo, assunta la veste dell’avvocato rediga motivato parere.

Parere n. 2

Tizio viene rinviato a giudizio ex art. 324 c.p. per avere, in qualità di assessore del comune di X, partecipato ad una riunione di giunta comunale nel corso della quale veniva deliberata l’acquisizione al patrimonio comunale, previo pagamento del valore di mercato accertato da apposita perizia di stima, di un’area edificabile di cui lo stesso Tizio è comproprietario.

Nella mora del giudizio interviene l’abrogazione della norma incriminatrice ad opera dell’art. 20 della legge 24 aprile 1990, n. 86.

Tizio si rivolge ad un avvocato per sapere se all’abrogazione dell’art. 324 c.p. conseguirà senz’altro la sua assoluzione o se altre norme incriminatrici sanzionino l’ipotesi di fatto descritta in imputazione.

Il candidato, premessi brevi cenni in materia di successione della legge penale con particolare riferimento alla nozione di "disposizioni più favorevoli", assunta la veste dell’avvocato, rediga motivato parere.

Atto di penale

Tizio, titolare di un porto d’arma da fuoco, venuto a diverbio con Caio, lo colpisce più volte al capo con il calcio della propria pistola regolarmente denunciata e detenuta, procurandogli lesioni giudicate guaribili in 40 giorni.

Denunciato a piede libero, viene rinviato a giudizio con rito direttissimo per rispondere del reato di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma.

Dell’udienza per il giudizio direttissimo, fissata per il 15 novembre 1994, l’avv. Mevio, difensore di fiducia dell’imputato, su richiesta del P.M. viene avvisato dalla Polizia a mezzo di telefono sull’utenza a lui intestata alle ore 11.00 del 14 novembre 1994.

L’ufficiale di Polizia Giudiziaria attesta che la chiamata telefonica è stata ricevuta da una persona qualificatasi "consorte" del legale.

All’udienza l’Avv. Mevio non compare e Tizio viene difeso dall’Avv. Sempronio nominato difensore d’ufficio.

 

Esame Avvocato 1993

PENALE

Parere n. 1

Tizio, pugile professionista, viene avvicinato di notte da due individui che riconosce come due noti pregiudicati con i quali aveva avuto in precedenza un diverbio.

Ritenendo che i due stiano per aggredirlo, li colpisce ripetutamente con pugni, lasciandoli in terra tramortiti e procurando ad uno la frattura della mandibola, successivamente giudicata guaribile in oltre quaranta giorni con indebolimento permanente dell’organo della masticazione, ed all’altro una lesione del bulbo oculare sinistro con conseguente diminuzione del visus. Successivamente, preoccupato di eventuali conseguenze di carattere penale, si reca da un procuratore legale per chiedergli un parere in merito alla sua posizione.

Il candidato, assunte le vesti del procuratore legale, rediga il parere soffermandosi sugli istituti e problematiche connesse alla fattispecie.

Parere n. 2

Tizio recatosi presso gli uffici del Comune per una autentificazione di firma vi trova Caio, impiegato con funzione di coadiutore, il quale gli fa presente che il funzionario competente a compiere l’atto è momentaneamente assente. In seguito alla pressioni di Tizio il quale ha urgenza di ottenere l’autenticazione in relazione alla scadenza di termini perentori Caio ottiene telefonicamente l’autorizzazione di Sempronio, funzionario competente a sottoscrivere l’autenticazione con il nome di quest’ultimo ed in tal modo autentica la firma di Tizio, il quale, soddisfatto dell’agevolazione ottenuta spontaneamente dona a Caio un orologio d’oro che ha con sé. Successivamente, Caio, temendo per la sua condotta conseguenze di carattere penale si reca da un procuratore legale per chiedergli un parere in merito alla sua posizione nonché in merito a quella di Tizio e Sempronio. Il candidato assunte le vesti del procuratore legale rediga il parere, soffermandosi sugli istituti e problematiche connesse alla fattispecie.

Atto di penale

Tizio, volendo costruire una villa su suolo di sua proprietà a destinazione edificatoria, chiede ed ottiene il rilascio della relativa concessione edilizia e rispetta scrupolosamente, nella costruzione, il progetto in base al quale gli è stata rilasciata la concessione.

In seguito all’accertamento della violazione, da parte dell’autorità comunale concedente, delle norme del piano regolatore generale, che consentivano nella zona l’edificazione esclusivamente a scopo di sviluppo industriale, il manufatto viene sottoposto a sequestro preventivo dall’autorità giudiziaria che ipotizza il reato di cui all’art. 20 lett. a) della L. 28-2-1985, n. 47.

Tizio si rivolge quindi ad un procuratore legale per la tutela delle proprie ragioni facendogli presente di avere ignorato l’esistenza delle norme del piano regolatore violate e di avere fatto affidamento sulla legittimità della concessione rilasciatagli.

Il candidato, assunte le vesti del difensore di Tizio, rediga l’atto giudiziario più idoneo a salvaguardare la posizione di questi.

 

Esame Avvocato 1992

PENALE

Parere n. 1

A Mevia nel corso del parto avvenuto con taglio cesareo vengono a sua insaputa legate le tube di Falloppio sì da impedirne ulteriori gravidanze. Tale intervento, autorizzato dal marito Tizio anche egli medico e presente al parto, era stato ritenuto indispensabile dal ginecologo in considerazione del fatto che Mevia avrebbe corso seri pericoli di vita in caso di nuove gravidanze e che la medesima non poteva assumere anticoncezionali ormonali. Successivamente Mevia, venuta a conoscenza della menomazione subita, sporge querela nei confronti del coniuge e del medico.

Il candidato assunte le vesti dell’avvocato di Tizio, rediga un parere soffermandosi sui reati eventualmente contestabili al suo cliente e su quelli che possono essere gli elementi e le circostanze da assumere a sua difesa.

Parere n. 2

Tizio, conosciutissimo uomo d’affari, in occasione del diciottesimo compleanno della propria figlia, organizza una festa che si svolge nel parco, recintato da un alto muro, della propria villa.

Alla festa intervengono note personalità che, dato il clima conviviale, indulgono in atteggiamenti non consoni al loro status socio-professionale. Successivamente compaiono su alcuni rotocalchi numerose fotografie della festa, che erano state scattate da un operatore indipendente il quale, munito di idonea apparecchiatura, si era appostato su di un albero del giardino confinante con il parco della villa di Tizio.

Alcuni dei personaggi ritratti nelle fotografie si rivolgono ad un avvocato chiedendo un parere circa la possibilità di ottenere tutela in sede penale. Il candidato rediga il parere, soffermandosi sulle figure di reato che potrebbero essere contestate all’autore delle riprese fotografiche ed ai direttori delle testate che avevano pubblicato le fotografie stesse.

Atto di penale 

Uno scolaro, dopo essere sceso dallo scuolabus, mentre tenta imprudentemente di attraversare la strada per entrare nell’istituto scolastico, viene investito ed ucciso dal conducente di una autovettura.

All’esito del giudizio di primo grado, il solo conducente dello scuolabus viene condannato per omicidio colposo.

Rediga il candidato l’atto di appello svolgendo le argomentazioni utili all’assoluzione.

 

Esame Avvocato 1991

PENALE 

Parere n. 1

Tizio, artigiano falegname, ha il proprio laboratorio in un locale sito al piano terreno di un fabbricato di civile abitazione. I condomini dello stesso stabile fanno recapitare a Tizio una diffida a non fare uso di materiali tossici per la lucidatura e la laccatura del legno, in quanto l’utilizzo di tali prodotti ha provocato irritazioni agli occhi e alle prime vie aeree dei condomini del primo piano. Il candidato rediga, su richiesta di Tizio, un motivato parere circa le conseguenze di carattere penale nelle quali Tizio potrebbe incorrere ove ignorasse la diffida, nel caso di denunzia da parte dei condomini che hanno patito le lamentate conseguenze dell’uso dei materiali tossici.

Parere n. 2

Caio, noto cantante di musica leggera, è affetto da un polipo alle corde vocali. Tale diagnosi viene confermata dal noto otorinolaringoiatra Sempronio il quale consiglia un’intervento per rimuovere il polipo. Egli stesso esegue l’operazione in esito alla quale la corda vocale interessata risulta irreparabilmente danneggiata. Caio conseguentemente sporge querela nei confronti del medico. Il candidato, officiato da Caio, il quale fa presente che non gli era stata rappresentata in alcun modo la conseguenza dannosa poi verificatasi, rediga un motivato parere tenendo presente che Sempronio allega che nel corso dell’intervento la situazione clinica gli era parsa diversa da quella diagnosticata di modo che non era tecnicamente possibile rimuovere il polipo senza causare la perdita di funzionalità della corda vocale.

Atto di penale 

Tizio viene derubato di dieci pecore. Ritenendo di conoscere l’autore del furto si reca armato di fucile presso l’ovile di costui e tenendolo sotto la minaccia dell’arma lo lega ad un albero, dopo di ché pur individuate le proprie pecore nel gregge, ne porta via con sé quindici, scelte fra le migliori e comunque diverse dalle sue.

Il candidato, incaricato della difesa di Tizio, rediga l’atto di appello avverso la sentenza con la quale questi viene condannato per estorsione aggravata.

 

Esame Avvocato 1990

PENALE 

Parere n. 1

Nel corso di un procedimento penale, Tizio, minore degli anni diciotto, interrogato durante lo svolgimento di un incidente probatorio e poi, divenuto maggiorenne, nella successiva udienza pubblica, ha affermato entrambe le volte di essere stato in compagnia di Caio, imputato di omicidio, in un orario in cui Caio non poteva materialmente trovarsi nel luogo indicato da Tizio.

Nelle more dell’udienza fissata per il giudizio di falsa testimonianza, contestatagli, Tizio chiede al proprio avvocato un parere sulla sua posizione.

Il candidato, assunte le vesti dell’avvocato, rediga il parere richiesto, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche ad esse sottese.

Parere n. 2

Tizia, avuto da un mese un bimbo da una relazione illegittima, decide di abbandonarlo. Nottetempo, accompagnata dalla sorella Caia che, tuttavia cerca fino all’ultimo di dissuaderla, Tizia lascia il piccolo per strada, in una carrozzina.

Il bambino, a causa dei rigori della stagione, oltre che delle sue già precarie condizioni fisiche, non sopravvive.

Nel timore di essere stata riconosciuta da un conoscente, Tizia si confida con un amico avvocato, chiedendogli un parere in merito, sia con riferimento alla propria posizione, che a quella della sorella Caia.

Il candidato, assunte le vesti dell’avvocato, rediga il parere richiesto, soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie proposta.

Atto di penale

Il rappresentante di gioielli Tizio, inseguito da alcuni malviventi che minacciavano di sparargli se non avesse consegnato loro la valigetta con i preziosi, esplose al loro indirizzo dei colpi d’arma da fuoco, colpendone uno mortalmente.

Successivamente, accertato che i banditi erano in possesso di armi giocattolo, Tizio, imputato del reato di omicidio volontario, è stato condannato alla pena di venti anni di reclusione.

Il candidato, assunte le vesti dell’avvocato, rediga l’atto di appello alla sentenza, soffermandosi, altresì, sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie proposta.

 

Esame Avvocato 1989

PENALE 

Parere n. 1

Tizio istiga Caio e Sempronio, locatari di un magazzino di tessuti ed intestatari di un contratto di assicurazione con elevato massimale, a provocare l’incendio dei locali da essi condotti.

Pochi giorni dopo, una violenta esplosione di alcuni bidoni di benzina siti nel magazzino, cagionata da Caio e Sempronio, seguita da incendio, distrugge in poco tempo alcuni dei locali, causando, altresì, la morte dello stesso Caio e di un custode.

Tizio, raggiunto da un mandato di comparizione, resosi latitante, richiede al proprio avvocato un parere sulla sua posizione. Ad esso rende noto, fra l’altro, di aver già riportato in precedenza altre condanne per il reato di cui all’art. 423 C.p., e di essere stato colto più volte da incontenibili raptus di piromania.

Rediga il candidato il parere richiesto, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame ed indicando la linea difensiva più utile da consigliare al proprio assistito.

Parere n. 2

I Carabinieri, a seguito di segnalazione anonima, irrompono nell’abitazione di Caio ed ivi rinvengono numerose persone che, su vari tavoli, praticano giochi d’azzardo.

Caio, preoccupato degli effetti negativi che la denunzia del fatto da parte dei Carabinieri all’Autorità Giudiziaria avrebbe prodotto sulla sua reputazione, offre con insistenza al sottufficiale che dirige l’operazione, la somma di lire venti milioni, affinché ometta la trasmissione del rapporto al magistrato.

Il sottufficiale rifiuta l’offerta e redige rapporto riferendo i fatti relativi sia al gioco che all’offerta di danaro da esso ricevuta.

Caio si rivolge all’avvocato al quale chiede una valutazione della responsabilità penale derivante dal suo comportamento.

Rediga il candidato, nelle vesti dell’avvocato, il parere richiesto soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie prospettata.

Atto di penale

Tizio, transitando il giorno 1 febbraio 1982 alla guida della propria auto per via del Corso, viene fermato da due vigili urbani che gli contestano l’accesso in zona pedonale, ed intendono elevare contravvenzione.

Tizio esibisce subito un permesso per l’ingresso nel centro storico: nasce un’accanita discussione, nel corso della quale uno dei vigili afferra per un braccio l’automobilista, minacciando più gravi sanzioni se avesse assunto ulteriori atteggiamenti aggressivi o provocatori.

Tizio reagisce provocando al vigile, con un pugno, una ferita giudicata al Pronto Soccorso guaribile in dieci giorni.

Il procedimento penale, successivamente instaurato, si conclude in data 10 aprile 1987 con la condanna di Tizio, giudicato in contumacia, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie, alla pena di un anno di reclusione.

Tizio si rivolge al proprio difensore affinché proponga appello, assumendo l’erroneità in fatto ed in diritto della sentenza.

Rediga il candidato l’atto di impugnazione, scegliendo la linea difensiva ritenuta più idonea ed illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

 

 

 

SCRITTI 2019 MAGISTRATURA E PROCURATORE DELLO STATO - FGLAW PREMIA IL MERITO

SCONTI DI GRUPPO (da concordare con la segreteria)

 

FULL IMMERSION SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA (MAGGIO-GIUGNO 2019) E PROCURATORE DELLO STATO (INIZI 2019)

Approfondimenti sulle tematiche più probabili (Roma, adiacenze TAR Lazio, dicembre 2018) - NUMERO CHIUSO (prenotati scrivendo a info@fglaw.it o chiamando il 333.7349837)

NUOVO CALENDARIO

Modulo 1 (penale: 6 e 7 dicembre)

Modulo 2 (appalti e processo amministrativo: 21 e 22 dicembre)

Modulo 3 (civile: 29 e 30 dicembre)

Modulo 4 (processuale civile e processuale penale: 14 e 15 dicembre)

Le lezioni possono essere seguite anche in videoconferenza in diretta interattiva con possibilità di formulare domande ai docenti anche a fine lezione.

Materiali giurisprudenziali aggiornati on line sino alla data degli scritti.

 

FGLAW PREMIA IL MERITO

PREPARAZIONE CONCORSO MAGISTRATURA

SCONTO 50% TIROCINANTI CASSAZIONE

SCONTI SPECIALI (20%-30%) LAUREATI 110 E LODE E ALTRI TIROCINANTI (da concordare caso per caso con la segreteria)

Inviate CV e tesi di laurea
Saremo lieti di contribuire al vostro successo