FG Law

FORMAZIONE IN VIDEOCONFERENZA
Il docente a casa tua!

Corso MAGISTRATURA 2018/2019 (FGLAW - Mc Galli) - Scuola di preparazione al Concorso per Magistrato ordinario

Corso MAGISTRATURA 2018/2019 - ISCRIZIONI ANCORA APERTE

SERVIZIO FORMATIVO AD ALTA PROFESSIONALITA' FGLAW

 

Corso LIVE ROMA (fermata tram Piazzale delle Belle Arti) / VIDEOCONFERENZA INTERATTIVA in diretta fruibile in tutta ITALIA.

Piena interattività con docenti e altri corsisti. Lezioni ed esercitazioni settimanali (correzione personalizzata e materiali giurisprudenziali).

  • più di 216 ore di lezione
  • 162 ore di esercitazioni scritte
  • oltre 100 temi probabili
  • lezioni a "KM0"!

UNICO corso italiano (direttore scientifico Mariacarla Galli) che negli ultimi anni (prove scritte concorsi 2018 [(CIV), (PEN), (AMM)], 2017, 2016, 2015, 2014 e 2012) ha individuato e spiegato le tracce estratte al concorso (e persino quelle in terna non estratte) attraverso lezioni sistematiche frontali in videoconferenza interattiva durate svariate ore ed aventi ad oggetto gli specifici istituti giuridici richiesti dalle tracce! Tutte le informazioni relative alle attività formative svolte dal Corso Mc Galli indicate nelle pagine "tracce centrate" e nella "home" si riferiscono esclusivamente al Corso FGLAW diretto dall'Avv. Mariacarla Galli e organizzato con modalità avveniristiche all'avanguardia che solo la FGLAW ha sviluppato.

Altri Corsi sponsorizzano "videolezioni" o corsi "on line" che nulla hanno in comune con la formazione interattiva in diretta offerta dalla FGLAW atteso che i nostri docenti, a differenza di tutti gli altri Corsi italiani, rispondono alle domande formulate con tecniche interattive. Diffidate dalle pessime imitazioni che ogni anno si moltiplicano! La "videoconferenza" FGLAW non è una "videolezione" registrata inserita in un sito web o proiettata in un'aula! Le lezioni del Corso FGLAW possono essere seguite in diretta persino con il cellulare, mantenendo la piena interattività.

PREMIALITA' AI MERITEVOLI: I tirocinanti presso la Corte di cassazione beneficiano di uno sconto del 50%, mentre i laureati con 110 e lode e gli altri tirocinanti possono beneficiare di uno sconto dal 20% al 30% da concordarsi, caso per caso, con la segreteria. La scontistica impone una frequenza con oneri di formazione aggiuntiva al fine di valutare la continuità e l'assiduità (c.d. "persistenza del merito").

 

  • Direzione scientifica: Mariacarla GALLI
  • Docenti: Magistrati (Cons. Pasquale FAVA e Cons. Alberto MACCHIA)
    Prof. Avv. Cons. Pasquale FAVA, Magistrato (tra l'altro già vincitore dei concorsi di Avvocato dello Stato e Procuratore dello Stato, nonchè Professore a contratto in diritto civile ed amministrativo presso primarie Università italiane)
    Cons. Alberto MACCHIA, Magistrato (tra l'altro già Consigliere della Corte di cassazione, sezioni penali, e assistente di studio per oltre trent'anni presso la Corte costituzionale - docente di diritto e procedura penale presso la Scuola superiore della Magistratura e primarie Università italiane pubbliche e private)

 

OPEN DAY 12, 13 e 14 gennaio 2019 (ROMA LIVE e ITALIA VIDEOCONFERENZA): 18 ore di lezione in diritto civile, penale ed amministrativo (€ 240 IVA inclusa)
 
Sabato 12 gennaio 2019 (ore 11:00 – 17:00)
• LEZIONE IN DIRITTO AMMINISTRATIVO
Domenica 13 ottobre 2019 (ore 11:00 – 17:00)
• LEZIONE IN DIRITTO PENALE
Lunedì 14 gennaio 2019 (ore 11:00 – 17:00)
• LEZIONE IN DIRITTO CIVILE

Le lezioni possono essere seguite in aula (Roma, Flaminio-Belle Arti) e in tutta Italia (videoconferenza interattiva in diretta live).
Il sistema di videoconferenza assicura la piena interattività con i docenti e gli altri corsisti consentendo anche di rivolgere domande ai docenti.
La partecipazione alle lezioni dell’open day deve essere prenotata scrivendo a info@fglaw.it, allegando il proprio documento di identità, il Codice fiscale, la ricevuta dell'ordine di bonifico bancario (IT38N0200805122000102660644) pari ad € 240,00 (IVA inclusa), nonché fornendo informazioni relative alla laurea (Università, titolo della tesi, votazione conseguita), all’eventuale possesso del titolo di avvocato o del dottorato di ricerca, ed autorizzando espressamente la FGLAW s.r.l. ad effettuare il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Regolamento 679/2016 e del d.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018 (le richieste prive di tali informazioni non verranno prese in considerazione). In caso di iscrizione al corso intensivo gennaio-giugno 2019 la somma sarà scomputata da quanto dovuto per il trimestre gennaio, febbraio e marzo 2019.

Il Corso "Magistrato ordinario" comprende:

  • Lezioni settimanali
  • Tracce settimanali
  • Tecniche redazionali e strategie concorsuali vincenti
  • Esercitazioni schematiche
  • Simulazione di concorso
  • Correzioni personalizzate dei docenti
  • Materiali giurisprudenziali
  • Assegni mirati
  • Tutoraggio
  • Accesso gratuito alla banca dati giurisprudenziale

FORMAZIONE UNICA AL TOP - TRA LE NOSTRE PECULIARITÁ

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Primi ed unici in Italia ad organizzare corsi in videoconferenza interattiva in diretta live.
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Unico corso italiano ad aver spiegato per ore gli istituti giuridici estratti negli ultimi sei anni di tornate concorsuali

OPEN DAY (5 e 6 ottobre 2018)

Vieni a conoscere i docenti e la loro straordinaria preparazione.

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Struttura ed organizzazione del Corso

Il Corso di preparazione al Concorso in Magistratura ordinaria si compone di lezioni teoriche ed esercitazioni in aula virtuale. Il Corso può essere seguito in tutta Italia (e persino dall'estero) attraverso il nostro sistema di Videoconferenza interattiva ad altissima qualità che consente anche ai più lontani di beneficiare dei vantaggi del distance learning tra cui la possibilità di rivolgere domande e ricevere risposte direttamente ai docenti durante la lezione comodamente da casa, dalla postazione usuale di lavoro o da ogni altra ubicazione in Italia o dall'estero.

Accanto all’inquadramento sistematico, completo ed approfondito di tutti gli istituti teorici, è dedicata particolare attenzione alle tecniche redazionali del tema ed alle questioni di maggiore importanza ed attualità che hanno interessato giurisprudenza e dottrina più recenti. Sono organizzate simulazioni d’esame. Gli elaborati sono corretti personalmente dal docente. I materiali giurisprudenziali sono messi a disposizione in area riservata.

Metodi, obiettivi e strategie vincenti

Per vincere il concorso in magistratura è necessario iniziare a frequentare il Corso immediatamente dopo la laurea. E’ inutile attendere il termine del tirocinio o delle SSPL (come erroneamente si è portati a pensare). E’ importante, invece, iniziare, attraverso le lezioni, le esercitazioni ed i materiali del Corso, un percorso di formazione e di studio approfondito e ad approccio concorsuale che abbracci tutti gli argomenti compresi nei vastissimi programmi richiesti per affrontare in modo sereno le tre prove concorsuali. Il Corso, come la preparazione per il concorso in magistratura, è “ciclico” e ci si può iscrivere in ogni momento dell’anno, anche perché gli argomenti dei programmi, affrontati nelle lezioni ed esercitazioni settimanali nell’arco tendenziale di un biennio, sono ripresi con continuità, sebbene sotto diversi angoli prospettici, con taglio aggiornato e modalità sempre nuove ed efficaci.

In questo modo, nella prima fase (biennio di Corso con frequenza abbinata alle SSPL o al tirocino), si inizia ad entrare nelle dinamiche della preparazione, a coprire i programmi del livello base ed a familiarizzare con le tecniche redazionali degli elaborati anche grazie all’assistenza continua dei docenti. L’obiettivo di periodo è consegnare settimanalmente gli elaborati, consolidare una preparazione almeno di base, entrare nei meccanismi concorsuali e nelle metodiche del Corso.

Successivamente, nella fase definitiva, conseguiti i requisiti di accesso al concorso, anche sfruttando una maggiore concentrazione derivante dal completamento delle SSPL o del tirocini, si mirerà al perfezionamento onde raggiungere, sempre con il continuo ausilio dei docenti, un livello di preparazione più discreto in vista del concorso più prossimo.

In prossimità del concorso il Corso segue ritmi più serrati ed intensi. I migliori risultati si raggiungono con lo studio costante e l’impegno continuativo. Attesa la cadenza settimanale delle lezioni e delle esercitazioni, il Corso, in un connubio perfetto tra una tradizionale pluriennale nella formazione postuniversitaria ed un approccio rinnovato di insegnamento, anche aperto all’utilizzo delle più moderne tecnologie (siamo i primi in Italia ad aver proposto l’e-learning in videoconferenza interattiva per la magistratura e l'esame di avvocato), è un utilissimo stimolo che consente di mantenere sempre alta la concentrazione specie sugli argomenti più probabili ed utili a fini concorsuali.

Anche coloro che non hanno iniziato e seguito l'ottimale percorso formativo pluriennale sovradescritto possono, in ogni tempo, iscriversi al Corso per mettersi in linea con gli elevati standard metodologici, di studio e di preparazione forniti raggiungendo in tempi brevi miglioramenti considerevoli.

Venendo al METODO ed alle FINALITA', il Corso ha come obiettivo trasmettere tutte le conoscenze teoriche necessarie per la redazione degli elaborati concorsuali preparando l’allievo all’analisi della variegata tipologia di tracce possibili ed allo svolgimento corretto e vincente degli elaborati concorsuali. Le lezioni sono sistematiche, organiche, complete, chiare e rigorose e affrontano tutti gli istituti giuridici dei programmi (non si tratta di lezioni fondate esclusivamente su rassegne giurisprudenziali). Cionondimeno è prestata grande attenzione agli orientamenti giurisprudenziali tradizionali e più recenti in materia civile, penale ed amministrativa sia nel corso della lezione che attraverso la messa a disposizione di materiali giurisprudenziali (il materiale dottrinale, invece, viene dispensato nel rispetto della legislazione in materia di diritto d’autore, ivi compresi i diritti di privativa dell’editore). Le lezioni, le esercitazioni, i testi di studio ed i materiali didattici forniti in area riservata, stimolano le capacità di ragionamento, aiutano a far nascere e mantenere uno studio costante e appassionato del diritto finalizzato all’acquisizione delle tecniche redazionali migliori per realizzare elaborati concorsuali vincenti.

I docenti sono sempre vicini agli allievi sia nell’affrontare e completare i programmi di studio che nel colmare le lacune presenti nelle tecniche redazionali e nei contenuti degli elaborati settimanali. L’assistenza dei docenti è diretta soprattutto ad insegnare l’approccio alla traccia, il ragionamento giuridico da impiegare, l’impostazione corretta, adeguata, proporzionata da dare all’elaborato in relazione alle più disparate tipologie di tracce con riguardo a tutti gli istituti e alle questioni giuridiche ad essi connesse. I MATERIALI GIURISPRUDENZIALI SONO ACCESSIBILI AL TERMINE DI OGNI LEZIONE NELL'AREA RISERVATA DEL SITO.

Il Corso di preparazione per il concorso in magistratura, attesa l’altissima professionalità dei docenti, il carattere contenutisticamente completo ed esaustivo delle lezioni, con messa a disposizione dei più aggiornati ed utili materiali giurisprudenziali, è valido anche per la maturazione di una preparazione a 360° che si ponga quale obiettivo anche il superamento di altri concorsi pubblici, persino di livello superiore, fondati sul diritto civile, penale ed amministrativo (procuratore dello Stato, dirigenza pubblica, autorità amministrative indipendenti e altre Amministrazioni centrali, regionali e locali, prefettura, polizia, Corte dei conti, giustizia amministrativa, etc.). La FGLAW s.r.l. fornisce tutti gli strumenti necessari per avere successo alle prove concorsuali d'esame e nella successiva vita professionale.

Le lezioni sono trasmesse in diretta live in tutto il mondo attraverso il nostro sistema di videoconferenza interattiva. E' possibile frequentare il Corso anche comodamente dalla propria abitazione, dal proprio ufficio o durante le vacanze in Italia o all'estero, non sussistendo alcun vincolo di collegamento con un computer specifico! Il sistema è semplice, intuitivo ed alla portata anche di persone con pessime capacità informatiche. Durante la lezione è possibile, tra l'altro, indirizzare domande al docente che risponde in tempo reale!

 

IL GRANDE SUCCESSO DEL CORSO!

Leggi le prove degli ultimi concorsi.

Vai alla sintesi dei contenuti delle lezioni

CALENDARIO esercitazioni e lezioni

Ogni LEZIONE è preceduta da un'esercitazione scritta vertente su tracce probabili di vario livello di difficoltà (ogni partecipante può scegliere la traccia che intende svolgere in relazione al proprio livello di preparazione). Anche chi è all'inizio della preparazione può esercitarsi fruttuosamente con le tracce del "livello base", mentre gli "advanced" trovano ordinariamente nuovi stimoli di riflessione e studio nelle insidie delle tracce dedicate al livello avanzato. Chi è "nel mezzo del cammin" della preparazione concorsuale può cimentarsi con le tracce di medio livello di difficoltà. 

Le LEZIONI si svolgono ogni SABATO (h. 11:00 - 17:00).

Le ESERCITAZIONI SCRITTE SETTIMANALI hanno luogo di VENERDI' (h. 14:30 - 20:30 - simulazione di concorso) o di SABATO (h. 8:00 - 11:00 - esercitazione schematica) a settimane alterne.

Le correzioni personalizzate dell'elaborato da parte del docente hanno ad oggetto lo svoglimento di una delle tracce proposte nel corso della simulazione di concorso e hanno cadenza quindicinale, mentre è comunque assicurata settimanalmente la correzione collettiva delle tracce su cui verte l'esercitazione scritta (anche di quella schematica).

I criteri di correzione utilizzati sono quelli tradizionalmente usati dalle commissioni di concorso.

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2018

SETTEMBRE 2018
2 Lezioni: sabato 15 e 29 (h. 11:00-17:00)
1 Esercitazione schematica (calendario in area riservata)
1 Simulazione di concorso (calendario in area riservata)

OTTOBRE 2018
4 Lezioni: sabato 6, 13, 20 e 27 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

NOVEMBRE 2018
4 Lezioni: sabato 3, 10, 17 e 24 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

DICEMBRE 2018
2 Lezioni: sabato 1 e 8 (h. 11:00-17:00)
1 Esercitazione schematica (calendario in area riservata)
1 Simulazione di concorso (calendario in area riservata)

Pausa natalizia: eventuale calendarizzazione di un RITIRO SPECIALE PRECONCORSUALE

2019

GENNAIO 2019

OPEN DAY INIZIO CORSO 12, 13 e 14 gennaio (lezioni di civile, penale ed amministrativo)
5 Lezioni: 12, 13, 14, 19 e 26 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

FEBBRAIO 2019
4 Lezioni: sabato 2, 9 16 e 23 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

MARZO 2019
4 Lezioni: sabato 2, 9, 16 e 23 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

APRILE 2019
4 Lezioni: venerdì 5, sabato 6, 13 e 27 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

MAGGIO 2019
4 Lezioni: sabato 4, 11, 18 e 25 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

GIUGNO 2019
4 Lezioni: sabato 1, 8, 15 e 22 (h. 11:00-17:00)
2 Esercitazioni schematiche (calendario in area riservata)
2 Simulazioni di concorso (calendario in area riservata)

Per le modalità di pagamento (coordinate del conto corrente al quale effettuare il bonifico, indicazioni da inserire nella causale, etc.) e le procedure di iscrizione, consultare la pagina costi ed iscrizioni


VIDEOCONFERENZA INTERATTIVA IN TUTTA ITALIA

La videoconferenza, interamente basata su Internet e di altissima qualità audio e video, consente una comunicazione immediata ed effettiva tra docenti e corsisti tagliando tempi e costi legati agli spostamenti, eliminando i disagi delle trasferte e risparmiando tempo e denaro.

Senza muoverti dalla tua normale postazione di studio o lavoro attraverso 1) un computer, 2) una connessione Internet, 3) una webcam, puoi seguire la lezione come se fossi in sala, interagire con il docente o gli altri corsisti, comunicare con tutti i partecipanti al meeting in AUDIO, VIDEO E CHAT DI TESTO, condividere files relativi agli eventuali schemi delle lezioni che forniscono i docenti ovvero slides show Powerpoint. L'accesso alla videoconferenza è limitato agli utenti autorizzati.

Si utilizza una tecnologia all'avanguardia basata su Flash presente in oltre il 97% dei computer collegati in rete al mondo che garantisce l'accessibilità a 360° da qualunque sistema operativo (Windows, Mac, Linux) e da qualunque browser (Internet explorer, Firefox, Chrome, Safari).

Il servizio di videoconferenza è semplice da usare, intuitivo e non richiede particolari conoscenze informatiche per la massima semplicità di utilizzo. Hai bisogno solo di un computer connesso ad Internet. Da oggi, quindi, è possibile seguire i nostri Corsi comodamente da casa tua (o ovunque tu sia) attraverso la VIDEOCONFERENZA INTERATTIVA! Sarai proiettato in aula e potrai rivolgere domande al docente anche durante la lezione. NON SI TRATTA DI UNA LEZIONE REGISTRATA O PROIETTATA IN DIRETTA STREAMING.

ESTRATTI DI LEZIONI IN VIDEOCONFERENZA

TRATTASI DI UNA VISIONE PARZIALE DELL'AULA VIRTUALE

TUTTE LE LEZIONI SONO IN DIRETTA INTERATTIVA

IL SISTEMA ALL'AVANGUARDIA CONSENTE DI RIVOLGERE DOMANDE AL DOCENTE

 

DIRITTO AMMINISTRATIVO

Estratto (ore 1:47 su 9 complessive) della LEZIONE IN VIDEOCONFERENZA n. 35 del 16 giugno 2018 (Cons. Pasquale FAVA)

TRACCIA N. 2: Il potere disciplinare nel rapporto di lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni: natura e regime giuridico, fonti, procedure e rimedi impugnatori. Esamini altresì il candidato la disciplina del conflitto di interessi e della falsa attestazione della presenza in servizio.

DIRITTO CIVILE

Estratto (ore 1:52 su 6 complessive) della LEZIONE IN VIDEOCONFERENZA n. 1 del 18 settembre 2016 (Cons. Pasquale FAVA)

TRACCIA N. 3: I contratti del turismo organizzato: tipologia, qualificazione, responsabilità e tutela del turista viaggiatore con particolare riguardo al danno da vacanza rovinata.

DIRITTO PENALE

Estratto (ore 1:06 su 6 complessive) della LEZIONE IN VIDEOCONFERENZA n. 24 del 25 marzo 2017 (Cons. Alberto MACCHIA)

TRACCIA N. 2: La legitima difesa e l'uso legittimo delle armi alla luce delle più recenti modifiche legislative.


CORREZIONE ELABORATI

Il corsista scarica nell'area riservata del sito www.fglaw.it la traccia. Il tema deve essere redatto su foglio protocollo fincato.

Alla scadenza del termine per l'esecitazione, scansiona il proprio elaborato formando un UNICO FILE che nomina con il proprio COGNOME e NOME, USER (assegnato automaticamente dal sistema al momento dell'accesso all'area riservata e visibile, nella barra degli indirizzi - esempio /user/4, al momento di ogni accesso), identificando il NUMERO DI PROVA secondo il calendario del corso (es. "ESPOSITO MARIO USER 4 MAG5" – N.B. MAG5 è la quinta esercitazione prevista dal corso essendo irrilevante che, magari, possa essere la prima effettuata dal corsista) ed invia a consegnaelaboraticorsomag@fglaw.it (si devono necessariamente usare fogli con fincatura poiché nella scansione potrebbero essere tagliati i margini).

Gli elaborati spediti spezzettati in tanti files quante sono le pagine del proprio elaborato oppure redatti su file word ovvero in altra forma diversa da quella indicata non verranno considerati nè corretti senza avviso alcuno. La correzione degli elaborati avviene con gli stessi criteri utilizzati dalle commissioni di concorso. Accanto al classico voto numerico il docente formula un giudizio personalizzato con eventuali suggerimenti migliorativi.

Zone territoriali italiane servite

Clicca sul nome della REGIONE per scoprirne di più.

LE PROVE CONCORSUALI DEGLI ULTIMI ANNI E LE ATTIVITÀ DEL CORSO

SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA 23, 24 E 26 GENNAIO 2018

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 23 GENNAIO 2018 - Traccia di PENALE

Traccia di PENALE: “Natura e fondamenti, anche di diritto sovranazionale, delle confische penali diretta, per equivalente e per sproporzione, con particolare riferimento alla titolarità del bene confiscato”.

Gli istituti giuridici richiesti dalla traccia sono stati affrontati nella recentissima lezione integrativa del 30 dicembre 2017 (durata 4 ore) e nella lezione del 17 maggio 2017 (durata 6 ore), anche alla luce della Direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea.

Le tracce assegnate nel corso della nostra simulazione di concorso in diritto penale sono state le seguenti:

TRACCIA N. 1: "La confisca per equivalente. Natura e regime giuridico anche in riferimento alla disciplina della confisca in tema di responsabilità degli enti"

TRACCIA N. 2: "La confisca prevista dall'art. 240 cod. pen. e le principali confische "speciali". Gli aspetti più significativi delle varie figure di ablazione alla luce della giurisprudenza nazionale e della CEDU"

SINTESI DEI CONTENUTI DELLE LEZIONI

La tematica della confisca è stata affrontata in tutte le sue variegate dimensioni.

Si è posto in luce come, nel corso del tempo, la confisca abbia finito per assumere connotazioni proteiformi, dal momento che, come evidenziato dalla stessa Corte costituzionale in una vecchia sentenza del 1963, i connotati di misura di sicurezza patrimoniale, formalmente attribuiti alla confisca prevista dall’art. 240 del Codice penale, abbiano perso di nitore alla luce delle ormai numerosissime previsioni di confisca prevista da norme speciali tanto da disposizioni inserite con varie novelle nel codice penale (ad es. in tema di usura, reati contro la p.a., reati ambientali, associazione di stampo mafioso, terrorismo, ecc.) tanto in leggi speciali (contrabbando, stupefacenti, ecc.).

La scelta del codice Rocco di confiscare il prodotto, il prezzo e il profitto del reato come istituto destinato ad allontanare dal reo le “lusinghe” connesse al reato o gli strumenti ad esso funzionali, si è dunque mescolata a connotati sempre più orientati a “far terra bruciata” attorno a determinate figure criminose, facendo così assumere alla confisca funzioni di tipo sanzionatorio.

La tipologia delle confische si è così diversificata: accanto alla confisca diretta di ciò che presenta un nesso di pertinenzialità col reato si è affiancata la confisca per equivalente, quando la prima figura di confisca non possa essere attuata (la giurisprudenza, anche costituzionale, ha qualificato tale figura come di natura essenzialmente sanzionatoria).

Ma, soprattutto, è venuta alla luce una confisca per sproporzione, realizzabile – alla luce dell’art. 12-sexies del d.l. n. 306 del 1992 – in presenza di cespiti patrimoniali sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati da persone condannate per determinai reati presupposto. Un modello, questo, al quale si è ispirato lo stesso ordinamento comunitario che nella importante direttiva 42 del 1 aprile 2014, ha recepito l’istituto nella cosiddetta “confisca estesa” nei confronti di soggetti condannati per reati suscettibili di produrre vantaggi economici e titolari di redditi appunto sproporzionati rispetto al reddito legittimamente conseguito.

Le problematiche di tali nuove figure di confisca si sono acuite, poi, alla luce delle varie pronunce adottate contro l’Italia dalla CEDU (in particolare Sud Fondi c. Italia e Varvara c. Italia) ed ai “ridimensionamenti” e puntualizzazioni al riguardo offerti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 49 del 2015 e della sentenza delle Sezioni unite n. 31617 del 21 luglio 2015, Lucci.

Una ricostruzione complessiva delle varie figure di confisca è stata effettuata di recente anche nel corso della lezione integrativa del 30 dicembre 2017, allorchè si è trattato del problema della confisca come misura di prevenzione e si sono messe in luce le peculiarità che caratterizzano tale misura, sia in riferimento alla confisca di cui all’art. 12-sexies del d.l. n. 306 del 1992 – rispetto alla quale i tratti di similitudine sono fin troppo evidenti (in particolare per ciò che attiene al concetto di sproporzione messo in luce, come si è detto, anche dalla confisca “estesa” di cui alla richiamata direttiva comunitaria), sia con riferimento alla ipotesi di confisca per equivalente, la quale ultima finisce per qualificare gli esiti definitivi di tutte le figure di confisca in chiave “naturalisticamente“ afflittiva.

In questa prospettiva, sono stati messi in luce i profili che coinvolgono i diritti fondamentali, sul versante costituzionale (in particolare, legalità, tipicità e proporzionalità), su quello convenzionale (art. 1 del primo protocollo addizionale alla CEDU) e sui principi espressi dalla Carta di Nizza.

Tutto ciò anche alla luce del delicato problema dei terzi interessati ammessi a partecipare al relativo contenzioso anche in sede di gravame. Non a caso, la recente riforma Orlando (affrontata nel corso del lezione integrativa del 30 dicembre 2017), ha preso in espressa considerazione i diritti dei terzi interessati introducendo al riguardo una modifica all'art. 12 sexies d.l. 306/92.

Nel corso delle lezioni sono state, tra l'altro, spiegate le seguenti sentenze delle Sezioni unite penali:

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 2 luglio 2008, n. 26654, Fisia Italimpianti

Responsabilità da reato degli enti - Confisca per equivalente del profitto -

In tema di responsabilità da reato degli enti, nel caso di illecito plurisoggettivo deve applicarsi il principio solidaristico che implica l'imputazione dell'intera azione e dell'effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e pertanto, una volta perduta l'individualità storica del profitto illecito, la sua confisca e il sequestro preventivo ad essa finalizzato possono interessare indifferentemente ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del profitto accertato, ma l'espropriazione non può essere duplicata o comunque eccedere nel "quantum" l'ammontare complessivo dello stesso.

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 15 ottobre 2008, n. 38834

Confisca di cose costituenti prezzo del reato - Estinzione del reato - Possibilità - Esclusione.

L'estinzione del reato preclude la confisca delle cose che ne costituiscono il prezzo, prevista come obbligatoria dall'art. 240, comma secondo, n. 1, cod. pen. (fattispecie relativa a dissequestro, disposto in sede esecutiva, in favore di imputato di corruzione commessa prima dell'entrata in vigore della L. 29 settembre 2000, n. 300, e dichiarata prescritta).

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 5 marzo 2014, n. 10561

Reato tributario commesso dal legale rappresentante - Sequestro finalizzato alla confisca diretta del profitto - Possibilità - Condizioni.

È legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto rimasto nella disponibilità di una persona giuridica, derivante dal reato tributario commesso dal suo legale rappresentante, non potendo considerarsi l'ente una persona estranea al detto reato.

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 29 luglio 2014, n. 33451

Confisca di prevenzione e confisca cosiddetta "allargata" o per sproporzione - Confisca dei beni di provenienza illecita - Presupposti applicativi solo parzialmente comuni - Differenza.

La confisca di prevenzione e la confisca cosiddetta "allargata", di cui all'art. 12 sexies D.L. 8 giugno 1992, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 1992, n.356, presentano presupposti applicativi solo in parte coincidenti, atteso che per entrambe è previsto che i beni da acquisire si trovino nella disponibilità diretta o indiretta dell'interessato e che presentino un valore sproporzionato rispetto al reddito da quest'ultimo dichiarato ovvero all'attività economica dal medesimo esercitata, tuttavia solo per la confisca di prevenzione è prevista la possibilità di sottrarre al proposto i beni che siano frutto di attività illecita ovvero ne costituiscano il reimpiego.

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 21 luglio 2015, n. 31617

Confisca obbligatoria del prezzo o del profitto del reato - Denaro depositato su conto corrente bancario - Qualificazione - Confisca per equivalente - Esclusione - Confisca diretta - Applicabilità.

Qualora il prezzo o il profitto c.d. accrescitivo derivante dal reato sia costituito da denaro, la confisca delle somme depositate su conto corrente bancario, di cui il soggetto abbia la disponibilità, deve essere qualificata come confisca diretta e, in considerazione della natura del bene, non necessita della prova del nesso di derivazione diretta tra la somma materialmente oggetto della ablazione e il reato.

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 9 luglio 2004, n. 29951

Fallimento - Sequestro preventivo - Cose appartenenti all'imprenditore fallito - Restituzione delle cose sequestrate - Rimedi e gravami esperibili - Curatore fallimentare - Titolarità.

Il curatore del fallimento, nell'espletamento dei compiti di amministrazione del patrimonio fallimentare, ha facoltà di proporre sia l'istanza di riesame del provvedimento di sequestro preventivo, sia quella di revoca della misura, ai sensi dell'art. 322 cod. proc. pen., nonché di ricorrere per cassazione ai sensi dell'art. 325 stesso codice avverso le relative ordinanze emesse dal tribunale del riesame. (in motivazione la Corte ha precisato che in questi casi il curatore agisce, previa autorizzazione del giudice delegato, per la rimozione di un atto pregiudizievole ai fini della reintegrazione del patrimonio, attendendo alla sua funzione istituzionale rivolta alla ricostruzione dell'attivo fallimentare).

 

Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 23 aprile 2013, n. 18374

Confisca per equivalente per i reati tributari - Applicabilità retroattiva - Esclusione - Ragioni.

La confisca per equivalente, introdotta per i reati tributari dall'art. 1, comma 143, l. n. 244 del 2007 ha natura eminentemente sanzionatoria e, quindi, non essendo estensibile ad essa la regola dettata per le misure di sicurezza dall'art. 200 cod. pen., non si applica ai reati commessi anteriormente all'entrata in vigore della legge citata.

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 24 GENNAIO 2018 - Traccia di CIVILE

Traccia di CIVILE: “Il principio consensualistico nella vendita e nell'appalto”.

L'argomento, un autentico classico del diritto civile, è stato affrontato ex professo in una lezione (non quest'anno) in cui sono stati sintetizzati i paragrafi del Trattato Fava di seguito indicati:

() Fava, Il contratto (gli effetti del contratto obbligatori e reali)

() Fava, Il contratto (principio consensualistico) (parte I)

() Fava, Il contratto (eccezioni al principio consensualistico) (parte II)

Il principio consensualistico è poi stato ripreso in svariate occasioni nelle più recenti lezioni sul contratto ad oggetto futuro (nella quale sono state, tra l'altro, affrontate tutte le figure di vendita obbligatoria) e sul rent to buy (la cui ripetizione è stata raccomandata nel corso del rush finale), nonchè in quelle sugli atti dispositivi di beni immobili abusivi e sul contratto di leasing di godimento e traslativo.

L'istituto è affrontato anche negli altri testi consigliati per l'approfondimento tra cui si segnalano:

* Calvo, La vendita, pag. 28-62 (capitolo sull'effetto traslativo) e, per il contratto di appalto, Calvo, Gli altri contratti speciali, pag. 3-14 (paragrafi sulla distinzione tra vendita e appalto e il rischio dell'affare)

SPECIFICAZIONI SINTETICHE DEL CONTENUTO DELLE LEZIONI (CON RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI E DOTTRINALI) - NON SI TRATTA DI UNO SCHEMA DI SVOLGIMENTO DELLA TRACCIA MA DI CIO' CHE E' STATO AFFRONTATO A LEZIONE

 

  1. SINTESI STORICO-COMPARATA DEL PRINCIPIO CONSENSUALISTICO (per maggiori approfondimenti si rinvia agli estratti allegati alla presente pagina: Fava, Il contratto)

    Il principio consensualistico, ovverosia il meccanismo legale che fissa la produzione degli effetti reali (traslativi) del contratto al tempo dell’accordo, con conseguenziali ricadute sul c.d. “passaggio del rischio” (da perimento o danneggiamento della res), è stato sviscerato nelle sue origini storiche e comparate.

    Il sistema italiano, sulla falsariga di quello del Codice francese del 1804 (a sua volta influenzato dalle correnti giusnaturalistiche esaltanti la forza creatrice della volontà e, dal punto di vista operativo, dalle invalse prassi negoziali sulla c.d. clausola desaìssine-saìssine), ha recepito il principio prima nell’art. 1125 del Codice Pisanelli del 1865 e poi nell’art. 1376 del Codice civile del 1942.

    Il sistema tedesco, pur esaltando il ruolo sovrano della volontà umana, similmente all’esperienza prussiana, austriaca e svizzera, non seguì il modello franco-italiano, rimanendo fedele alla tradizione romanistica della scissione tra titulus e modus adquirendi.

    L’evoluzione del sistema anglosassone ha determinato, invece, il consolidamento del principio secondo il quale il momento in cui si verifica il trasferimento della proprietà è rimesso alle libere determinazioni dei contraenti.
  2. ASSETTO DEL PRINCIPIO CONSENSUALISTICO NEL DIRITTO VIGENTE (per maggiori approfondimenti si rinvia agli estratti allegati alla presente pagina: Fava, Il contratto)

    Venendo al diritto vigente, il principio consensualistico è stato esaminato con riguardo alla vendita (regime generale del Codice civile, quello del Codice del consumo, quello risultante dalla Convenzione internazionale di Vienna dell’11 aprile 1980 e persino il regime della vendita forzata di beni soggetti a espropriazione) e alle principali fattispecie contrattuali (appalto, mandato senza rappresentanza, contratto di lavoro subordinato, società, cessione del credito e di titoli di credito).

    Sono state poi esaminate le eccezioni alla regola del consenso traslativo: 1) quelle apparenti (termine iniziale, condizione sospensiva, ripetizione del contratto, vendita di cosa altrui, vendita di cosa futura, alienazione di cose individuate solo nel generale, alienazione alternativa), 2) quelle legali (garanzie reali e sistema tavolare) e 3) quelle volontarie (obbligazione di dare).

    Particolare attenzione è stata riposta alla derogabilità convenzionale del principio consensualistico, esclusa dall’indirizzo tradizionale risalente (in ragione della pretesa natura di ordine pubblico della regola promanante dall’art. 1376 c.c.) e ammessa da quello progressista attualmente prevalente (la dottrina più autorevole, a sostegno delle proprie tesi, ha richiamato, tra i precedenti giurisprudenziali più recenti, Cass., 26 maggio 2004, n. 10142; Cass., 20 aprile 1994, n. 3741; Cass., 28 ottobre 1993, n. 10716).

    Tutte le fattispecie di c.d. vendite ad effetti obbligatori e reali differiti (vendita con riserva della proprietà, di cosa futura e di cosa altrui, vendita alternativa o di genere) sono state affrontate in svariate lezioni durate diverse ore, descrivendosi, tra l’altro, le peculiari caratteristiche che connotano l’operatività del principio consensualistico in relazione a tali figure.
  3. IL PRINCIPIO CONSENSUALISTICO TRA VENDITA E APPALTO ALLA LUCE DEGLI ORIENTAMENTI DOTTRINALI E GIURISPRUDENZIALI

    Con particolare riguardo alla differenza tra vendita di cosa futura e appalto con funzione traslativa sono state sinteticamente esaminate tutte le ipotesi concrete alla luce degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali.

    Dottrina e giurisprudenza ammettono pacificamente che la funzione traslativa sia compatibile con l’appalto, il quale produce così un effetto complesso. Il contratto di appalto, in tal modo, produce un effetto reale a titolo derivativo come conseguenza del corretto adempimento dell’obbligazione di fare assunta dall’appaltatore. Si sovrappone così alla prestazione di fare un’obbligazione di dare che rinviene nel contratto di appalto la propria causa giustificatrice (l’appalto è titolo giuridico dello spostamento patrimoniale).

 

SITUAZIONE N. 1 - Nulla quaestio ove l’appaltatore realizzi l’opus utilizzando materiali forniti dal committente. Qui la proprietà dei materiali è del committente, il quale acquista gradualmente la proprietà anche sull’opus (generalmente si esclude l’operatività dell’istituto della specificazione ex art. 940 c.c. perché la trasformazione della materia avviene nell’interesse del dominus in adempimento di un rapporto negoziale preesistente). Secondo un autorevole e risalente orientamento dottrinale bisognerebbe distinguere a seconda del se le cose siano fungibili o infungibili: nel primo caso l’appaltatore sarebbe legittimato a disporne nomine proprio, salvo l’obbligo di sostituirle ove occorrano per l’esecuzione dell’opera o per la restituzione per terminazione o scioglimento del contratto (si realizzerebbe un meccanismo traslativo simile al deposito irregolare definito “locazione d’opera irregolare”); nella seconda ipotesi il committente ne conserverebbe la proprietà (l’appaltatore, a seguito della consegna, ne diverrebbe custode). La dottrina più recente ha sottoposto a revisione critica l’indirizzo tradizionale espresso con riguardo alla locazione d’opera irregolare identificando il momento del trasferimento della proprietà in capo all’appaltante con l’atto dispositivo; prima di tale momento l’appaltatore avrebbe esclusivamente una mera legittimazione a vendere non essendo ancora pienamente titolare del bene. La giurisprudenza di legittimità ha poi precisato che l’appaltatore risponde delle cose consegnategli dal committente anche dopo lo scioglimento del contratto e fino a che non le abbia restituite al dominus (Cass., 30 settembre 2009, n. 20995).

SITUAZIONE N. 2 –Non sussistono particolari contrasti interpretativi nelle ipotesi di costruzione di immobili, ove l’edificazione avvenga sul suolo del committente. Qui si afferma che l’acquisto della proprietà sull’opus avviene gradualmente attraverso il principio di accessione (art. 934 c.c.).

SITUAZIONE N. 3 (PROBLEMATICA) -Se i materiali con cui si realizza la cosa (da non confondere con i mezzi necessari all’esecuzione dell’appalto) sono dell’appaltatore la proprietà si acquista con l’accettazione. Ove si tratti di beni mobili non sorgono particolari problemi ai fini della validità e opponibilità della pattuizione.

SITUAZIONE N. 4 (PROBLEMATICA) -Anche ove il suolo su cui si edifichi sia dell’appaltatore si pone la questione di identificare il momento del trasferimento della proprietà. Secondo la dottrina prevalente deve coincidere con l’accettazione perché essa segna anche il passaggio del rischio del perimento e deterioramento del bene (“se, per causa non imputabile ad alcuna delle parti, l’opera perisce o è deteriorata prima che sia accettata dal committente o prima che il committente sia in mora a verificarla, il perimento o il deterioramento è a carico dell’appaltatore, qualora questi abbia fornito la materia” - art. 1673, comma 1, c.c.). Qui si ritiene che la proprietà venga acquistata a titolo originario dall’appaltatore (e ciò anche ove i materiali appartengano al committente) per accessione (art. 935 c.c.) e trasferita a titolo derivativo al committente in virtù dell’accettazione (il titolo giuridico del trasferimento è l’appalto senza necessità di dover stipulare un ulteriore contratto, pur se l’effetto traslativo scaturisce dall’accettazione dell’opus). In tale ipotesi è necessario che l’appalto rivesta forma scritta a pena di nullità e venga trascritto ai fini dell’opponibilità erga omnes (circa il momento della trascrizione è discusso se essa debba intervenire immediatamente o se si debba attendere il prodursi dell’effetto reale con l’accettazione). Autorevole dottrina, peraltro, evidenzia che anche l’accettazione, attesa la sua centralità nella produzione dell’effetto traslativo, dovrebbe essere redatta per iscritto e annotata a margine della trascrizione principale (art. 2654, comma 1, c.c.). Chiaramente le parti possono superare in radice tali problematiche trasferendo la proprietà del suolo al committente che acquisterà il bene a titolo originario per accessione (rientrandosi così nell’ipotesi sovra esaminata).

Nelle ipotesi di materiali e suolo dell’appaltatore (nel c.d. “appalto traslativo” – SITUAZIONI N. 3 E 4), dunque, la priorità dell’accettazione sulla consegna determinerebbe, secondo autorevole dottrina, una deroga al principio consensualistico, in considerazione del fatto che ben potrebbe ammettersi che la proprietà transiti gradualmente nel patrimonio del committente man mano che si procede alla realizzazione dell’opera (art. 1376 c.c.).

In tali ipotesi, dal punto di vista del passaggio del rischio, quindi, ove l’accettazione non sia ancora intervenuta, esso grava sull’appaltatore, mentre ove l’accettazione sia compiuta esso transita nella sfera del committente, anche se la consegna non sia stata ancora effettuata (dovendo in tale situazione l’altra parte comunque curare la custodia diligente dell’opera).

L’effetto reale, dunque, si riferisce al trasferimento al committente del suolo dell’appaltatore unitamente all’opus (costruita con materiali forniti dal committente) e/o dell’opera (realizzata con materiali propri dell’appaltatore).

In tali ipotesi è difficile decidere (ed è compito del giudice del merito in caso di dubbio qualificare la fattispecie ove essa non presenti una struttura chiara e autoqualificante) se via sia un appalto con funzione traslativa o una vendita di cosa futura con appalto (questione rilevante nella pratica anche per identificare il regime giuridico che governa i rimedi a disposizione della parte in caso di difetti: se cioè debbano applicarsi gli art. 1667 e 1669 c.c. o l’art. 1495 c.c.).

Nel corso della lezione sono stati delineati i criteri identificati da giurisprudenza e dottrina:

  1. criterio della volontà delle parti (chiara emersione dell’accordo finalizzato prevalentemente o esclusivamente al trasferimento o, all’opposto, alla produzione dell’opera); per la tesi giurisprudenziale del c.d. “interesse prevalente” Cass., 20 novembre 2012, n. 20301 e i precedenti di seguito indicati; autorevole dottrina ha osservato che onde decodificare esattamente l’animus contrahendi, “cui occorrerebbe risalire al fine di decifrare il rebus dell’interesse maggiormente rilevante”, il “diritto giudiziale” ha definito “canoni interpretativi ancorati a elementi sintomatici dell’interesse di volta in volta prevalente, fra cui svetta quello legato alla natura seriale o, all’opposto, singolare del bene oggetto del contratto. La chiave di lettura è dunque rappresentata dal normale processo produttivo dell’imprenditore, di guisa che prevarrà il fare sul dare qualora egli, allo scopo di eseguire la res promessa, sia tenuto a predisporre non marginali modifiche alla propria organizzazione. Per contro l’uniformazione all’id quod plerumque accidit dimostra che signoreggia lo scambio” (Calvo., Gli altri contratti speciali, 10)
  2. criterio dell’accessorietà (onde verificare quale sia la prestazione principale e quale quella accessoria: vi sarebbe vendita ove la prestazione principale sia quella traslativa);
  3. criterio della “normale produzione” [non vi sarebbe appalto bensì vendita ove l’oggetto costituisca la ordinaria e normale attività del fornitore; la qualità di costruttore immobiliare, invece, potrebbe deporre nel senso dell’appalto; vi sarebbe appalto ove la cosa prodotta sia il frutto di specifica richiesta del committente mentre vi sarebbe vendita ove la cosa sia realizzata per autonoma iniziativa, come accade rispettivamente nella produzione di auto su ordinazione (appalto) o in serie (vendita)];
  4. criterio dell’interferenza del committente (il cui carattere elevato e continuo potrebbe essere una spia della presenza di un appalto).

A fronte dei variegati orientamenti dottrinali, la giurisprudenza di legittimità ha applicato, a seconda delle ipotesi, il criterio della volontà, quello della prevalenza del lavoro sulla materia o quello della produzione ordinaria, talvolta anche ricorrendo ad essi in modo cumulativo.

“Ai fini della qualificazione come compravendita anziché come appalto di un contratto che abbia per oggetto la pavimentazione in gomma di un locale con fornitura del materiale, non sono elementi decisivi né il fatto che il destinatario della prestazione abbia acquistato il materiale senza interessarsi del processo produttivo di esso, né il fatto che il costo del materiale sia alquanto superiore a quello della messa in opera, ben potendo l’obbligazione di fare assumere importanza determinante rispetto a quella di dare nonostante il particolare pregio dei materiali impiegati” (Cass., 10 giugno 1966, n. 1527);

“Con riguardo al contratto avente ad oggetto la costruzione ed installazione di un impianto, la configurabilità di una vendita di cosa futura, anziché di un appalto, ove le parti abbiano considerato l’attività produttiva come mero strumento per ottenere il bene da trasferire, va riconosciuta non soltanto quando detto impianto configuri un prodotto strettamente di serie del venditore, ma anche quando, pur rientrando nella sua normale attività e non richiedendo modifiche della sua organizzazione imprenditoriale, debba presentare caratteristiche e qualità specifiche, con riguardo al compratore, ed espressamente promesse dal venditore medesimo, sì da giustificare, in caso di mancanza, la risoluzione a norma dell’art. 1497 c.c.” (Cass., sez. un., 17 febbraio 1983, n. 1196);

“Ai fini della distinzione fra vendita ed appalto, in casi in cui la prestazione di una parte consiste sia in un dare che in un fare, occorre avere riguardo allo scopo essenziale del negozio ed al significato che, in relazione ad esso, la fornitura della materia e la prestazione d'opera assumono nella comune intenzione delle parti, in vista del risultato che essi tendono a conseguire. Si configura, pertanto, non una vendita, ma un appalto allorché la prestazione della materia costituisce un semplice mezzo per la produzione di un'opera che sia lo scopo essenziale del negozio, di modo che le modifiche da apportare a cose, pur rientranti nella normale attività produttiva dell'imprenditore che si obbliga a fornirle ad altri, consistono non già in accorgimenti marginali e secondari diretti ad adattarle alle specifiche esigenze del destinatario della prestazione, ma siano tali da dar luogo ad un "opus perfectum" di valore determinante al fine del risultato da fornire alla controparte” (Cass., sez. un., 9 giugno 1992, n. 7073);

“Ai fini della differenziazione tra i contratti di appalto e vendita, quando alla prestazione di fare caratterizzante l'appalto, si affianchi anche a quella di dare, caratterizzante la vendita (come nella ipotesi in cui i materiali siano forniti dallo stesso appaltatore), si deve avere riguardo alla prevalenza o meno del lavoro sulla materia, da considerarsi, però, non in senso oggettivo, ma in relazione alla volontà dei contraenti, al fine di accertare, nei singoli casi, se la somministrazione della materia sia un semplice mezzo per la produzione dell'opera ed il lavoro lo scopo del negozio (appalto) oppure se il lavoro sia il mezzo per la trasformazione della materia ed il conseguimento della cosa si configuri invece come l'effettiva finalità del negozio medesimo (vendita)” (Cass., 2 agosto 2002, n. 11602);

“Ai fini della differenziazione tra i contratti di appalto e di vendita (di cosa futura), costituisce criterio fondamentale quello della prevalenza o meno del lavoro sulla fornitura della materia, mentre il riferimento alla comune intenzione delle parti rappresenta criterio suppletivo” (Cass., 20 aprile 2006, n. 9320);

 

Spesso, con riguardo alla fornitura di cose mobili, la giurisprudenza considerato rilevante l’indagine sull’attività richiesta dal committente qualificando l’accordo come vendita ove il bene rientrasse nell’ordinaria produzione, anche se fossero state richieste marginali e secondarie variazioni e modifiche, come appalto, ove, invece, fosse necessario un’attività produttiva finalizzata a tenere conto delle specifiche finalità del committente, anche attraverso la consegna di un progetto da realizzare.

“È da qualificarsi contratto di appalto e non vendita di cosa futura il contratto con cui un imprenditore si obbliga a fornire ad un altro soggetto manufatti che rientrano nella propria normale attività produttiva apportando ad essi modifiche consistenti non in semplici accorgimenti tecnici marginali e secondari diretti ad adattare il prodotto alle specifiche esigenze dell'acquirente ma tali da dar luogo ad un prodotto diverso, nella sua essenza, da quello realizzato normalmente dal fornitore e richiedente altresì un cambiamento dei mezzi di produzione predisposti per la lavorazione in serie, vale a dire un'attività di progettazione e assembramento dei pezzi, compiuta dal personale della impresa con attrezzature idonee allo scopo, con rilevante incidenza del costo del lavoro ed assunzione da parte del fornitore medesimo della piena responsabilità del progetto e dell'esecuzione delle opere a lui affidate” (Cass., 8 settembre 1994, n. 7697);

“È configurabile un contratto di appalto quando le modifiche da apportare a cose, pur rientranti nella normale attività produttiva dell'imprenditore che si obbliga a fornirle ad altri, consistono non già in accorgimenti secondari e marginali diretti ad adattarle alle specifiche esigenze del destinatario della prestazione, ma siano tali da dare luogo ad un "opus perfectum" di valore determinante al fine del risultato da fornire alla controparte” (Cass., 27 dicembre 1996, n. 11522);

“La distinzione tra vendita e appalto, nei casi in cui la prestazione di una parte consista sia in un dare, sia in un "facere", non si esaurisce nel dato meramente oggettivo del raffronto fra il valore della materia e il valore della prestazione d'opera, essendo, all'uopo, necessario avere riguardo alla volontà dei contraenti, per cui si ha appalto quando la prestazione della materia costituisce un mezzo per la produzione dell'opera ed il lavoro è lo scopo essenziale del negozio, in modo che le modifiche da apportare alle cose, pur rientranti nella normale attività produttiva del soggetto che si obblighi a fornirle ad altri, consistono non già in accorgimenti marginali e secondari diretti ad adattarle alle specifiche esigenze del destinatario della prestazione, ma sono tali da dare luogo ad un "opus perfectum", inteso come effettivo e voluto risultato della prestazione (nella specie la sentenza impugnata, confermata dalla Corte di cassazione, aveva qualificato come appalto il contratto con il quale, oltre alla completa fornitura dell'arredamento necessario all'installazione di un bar pasticceria, si prevedeva anche e soprattutto un'attività di progettazione, di direzione nonché di esecuzione dei lavori da parte dell'obbligato, che si sarebbe potuto servire, a sua volta, anche di altre ditte, rimanendo, peraltro, sempre personalmente responsabile verso il committente)” (Cass. 21 giugno 2000, n. 8445);

“Si ha contratto di appalto e non di vendita quando la prestazione della materia costituisce un semplice mezzo per la produzione dell'opera ed il lavoro è lo scopo essenziale del negozio, in modo che le modifiche da apportare a cose, pur rientranti nella normale attività produttiva dell'imprenditore che si obbliga a fornirle ad altri, consistono non già in accorgimenti marginali e secondari diretti ad adattarle alle specifiche esigenze del destinatario della prestazione, ma sono tali da dar luogo ad un "opus perfectum", inteso come effettivo e voluto risultato della prestazione e configurato in modo che la prestazione d'opera assuma, non tanto per l'aspetto quantitativo, quanto piuttosto sul piano qualitativo e sotto il profilo teleologico, valore determinante al fine del risultato da fornire alla controparte” (Cass., 21 maggio 2001, n. 6925);

“In tema di interpretazione del contratto, la pattuizione con la quale una parte consegni all'altra un progetto artigianale ed approssimativo, sulla base del quale realizzare, a mezzo di propri tecnici, di personale specializzato ed in autonomia, un prodotto in serie destinato alla commercializzazione (nella specie, sedie), dev'essere qualificata come appalto e non come vendita su campione, non potendo un tale progetto fungere da campione ovvero da esemplare (appartenente al genere oggetto della vendita) idoneo a servire da modello per il controllo della conformità della cosa consegnata a quella pattuita, né come appalto "a regia", tenuto conto della piena autonomia dell'appaltatore nell'esecuzione della prestazione” (Cass., 20 febbraio 2008, n. 4364);

 

Altra ipotesi classica e molto frequente è certamente quella relativa alla costruzione di beni immobili sul suolo del costruttore. Sovente si utilizza la tecnica negoziale della vendita di cosa futura, ma le parti ricorrono spesso anche all’appalto (che deve rivestire forma scritta a pena di nullità ed essere trascritto ai fini dell’opponibilità) ove sia prevista un’attività di controllo, vigilanza, direzione del committente che abbia ordinato all’appaltatore la realizzazione dell’opera che, nella volontà delle parti, sia prevalente rispetto alla prestazione traslativa della proprietà del suolo. Sono possibili, tuttavia, anche altre varianti contrattuali (vendita di cosa presente, appalto e divisione di cosa futura in collegamento negoziale).

Della fattispecie si sono occupate anche le Sezioni unite della Corte di cassazione:

“Il contratto riguardante la cessione di un fabbricato non ancora realizzato, con previsione dell'obbligo del cedente - che sia proprietario anche del terreno su cui l’erigendo fabbricato insisterà - di eseguire i lavori necessari al fine di completare il bene e di renderlo idoneo al godimento, può integrare alternativamente tanto gli estremi della vendita di una cosa futura (verificandosi allora l'effetto traslativo nel momento in cui il bene viene ad esistenza nella sua completezza), quanto quelli del negozio misto, caratterizzato da elementi propri della vendita di cosa presente (il suolo, con conseguente effetto traslativo immediato dello stesso) e dell'appalto, a seconda che assuma rilievo centrale, nel sinallagma contrattuale, l’intento delle parti avente ad oggetto il conseguimento della proprietà dell'immobile completato ovvero il trasferimento della proprietà attuale del suolo e l'attività realizzatrice dell'opera da parte del cedente, a proprio rischio e con la propria organizzazione” (Cass., sez. un., 12 maggio 2008, n. 11656);

“Ai fini della qualificazione in termini di "contratto di vendita di cosa futura" della vendita di immobile da costruire su fondo di proprietà del cedente, il quale si assume la realizzazione dell'opera a proprio rischio e con la propria organizzazione, non costituiscono ostacolo, in favore della diversa qualificazione di contratto misto di vendita (del suolo) ed appalto (dell'opera da costruire), i seguenti elementi del contenuto contrattuale: a) la previsione del pagamento di un acconto sul prezzo finale (contrariamente, invece, alla previsione di acconti in corso d'opera in relazione a stati di avanzamento dei lavori, propri dell'appalto e, come tali, giustificabili in virtù di una parziale esecuzione dell'oggetto del contratto, mentre nella vendita di cosa futura l'adempimento dell'alienante si realizza esclusivamente con il completamento del bene); b) la previsione di un termine di ultimazione dei lavori, giacché il contratto di vendita di cosa futura prevede pur sempre come attività accessoria quella della realizzazione dell'opera da parte dell'alienante; c) la previsione dell'obbligo dell'alienante di realizzare l'opera "a perfetta regola d'arte", in quanto anche nella vendita di cosa futura devono essere preventivamente individuate le caratteristiche tecniche dell'opera medesima” (Cass., sez. un., 12 maggio 2008, n. 11656).

Nel caso degli appalti immobiliari deve essere presente, a pena di nullità, il titolo edilizio. La giurisprudenza di legittimità si è occupata di recente anche di una fattispecie molto peculiare in cui

si è affermata la validità sopravvenuta di un contratto di appalto immobiliare originariamente nullo per impossibilità giuridica dell’oggetto ove il titolo edilizio, assente al tempo del perfezionamento del contratto di appalto, sia sopravvenuto prima dell’inizio dei lavori (Cass., 9 ottobre 2014, n. 21350). La dottrina più autorevole, commentando favorevolmente la pronuncia, ha osservato che “si assiste in tale ultima eventualità a una straordinaria sanatoria in itinere del rapporto non istantaneo, che elimina la causa invalidante prima che il vincolo di durata sia portato a termine o, per meglio dire, prima che sia stata attuata la condotta generatrice l’allarme sociale imputabile all’esercizio illegale del ius aedificandi (potremmo anche parlare di validità sopravvenuta). L’interpretazione ha un suo fondamento logico: se è vero che la nullità dipende dalla violazione di regole di ordine pubblico votate alla tutela del territorio e del suo razionale sfruttamento edilizio, pare allora non irragionevole ravvisare iure privatorum la caducazione della patologia quando, per effetto del sopraggiunto rilascio del permesso, sia venuto meno l’allarme sociale provocato dal pericolo di abuso edilizio tenuto conto che, di fatto, non è stata posta in essere alcuna condotta abusiva” (Calvo, Gli altri contratti speciali, pag. 7).

 

ULTERIORI PROFILI

  • Per completare i riferimenti sintetici a quanto spiegato nel corso delle lezioni giova segnalare che, nella trattazione del rent to buy, anche al fine di ricostruzione la natura giuridica dell’istituto, sono state esaminate le fattispecie della vendita in forma di locazione e della locazione convertibile in vendita, del leasing traslativo, dell’opzione di vendita, del preliminare unilaterale di vendita, della vendita con patto di riscatto e della vendita sotto condizione risolutiva dell’inadempimento del compratore.
  • Molto interessante anche la questione dell’operatività del principio consensualistico e del passaggio del rischio nel contratto di vendita con trasporto (qui si sarebbe potuto fare un sintetico riferimento anche alla recente sentenza delle Sezioni unite sul contratto di handling aeroportuale, il cui studio è stato raccomandato nel corso delle lezioni integrative di dicembre e durante il rush finale di gennaio, contratto atipico ricondotto da un certo orientamento all’appalto di servizi). Per la trattazione del contratto di “vendita di cose da trasportare” Calvo, La vendita, pag. 59-62.
  • Particolare attenzione è stata poi prestata alla posizione delle parti a seguito dello scambio dei consensi al fine di identificare i rimedi giuridici di tutela reale e/o obbligatoria utilizzabili dal dante causa e dall’avente causa.
  • Ha formato altresì oggetto di lezione anche la tematica connessa, etichettata da una parte della dottrina “blocco pattizio a monte al principio consensualistico”, ovverosia della paralisi in radice della libera disponibilità dei beni attraverso divieti convenzionali e testamentari di alienazione.

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 26 GENNAIO 2018 - Traccia di AMMINISTRATIVO

Traccia di AMMINISTRATIVO: “Gli strumenti amministrativi di contrasto alle organizzazioni criminali, con particolare riferimento alle interdittive prefettizie ed alle relative tutele giurisdizionali”.

Il tema, estremamente avvincente e atteso, è stato dato per probabile nel corso del rush finale (lezione del 15 gennaio 2018) raccomandando ai corsiti partecipanti (a titolo gratuito) la ripetizione delle lezioni, anche recenti, in cui sono state affrontate le informative antimafia e gli altri istituti giuridici sostanziali e processuali di seguito indicati.

Il Prof. Rolli, difatti, è un autentico esperto nazionale della materia essendosi occupato sia di scioglimento degli enti locali per infiltrazioni criminali (R. Rolli, Lo scioglimento degli enti locali, Aracne, 2013) che di informative antimafia e relativa tutela giurisdizionale (R. Rolli, Brevi note sui problemi recenti di competenza territoriale del giudice amministrativo in tema di informative prefettizie, www.giustamm.it, n.5/2013, pubblicato il 28 maggio 2013, saggio la cui lettura è stata raccomandata sin dall'11 gennaio 2018, ribadendo l'indicazione durante la lezione del rush finale del 15 gennaio 2018).

Dal punto di vista generale, sempre nel corso della lunga lezione del rush finale del 15 gennaio 2018 è stata data per probabilissima la tematica dell'anticorruzione, della trasparenza, dell'accesso civico, e, linea generale, della nuova posizione istituzionale dell'ANAC con poteri sempre più penetranti anche alla luce della riforma del Codice dei contratti (raccomandando la ripetizione delle lezioni specifiche tenute nell'ambito del corso ordinario). Il Prof. Rolli, difatti, negli ultimi anni ha mostrato una spiccata sensibilità con propensione verso l'inquadramento degli strumenti anticorruzione quali mezzi di lotta alla criminalità e al malaffare (si è più volte segnalato nel corso delle lezioni del corso ordinario che il concetto di "corruzione" deve essere inteso in senso lato). Si è raccomandato, tra l'altro, lo studio delle seguenti opere del Prof. Rolli (R. Rolli, Sconfiggere la corruzione: legge 190/2012, misure amministrative e d.l.l. Grasso; R. Rolli, Come le termini: corruzione e rimedi; R. Rolli, Il nuovo Codice dei contratti pubblici: l'ANAC e l'Uomo di Vitruvio), saggi la cui sola lettura a volo d'uccello avrebbe consentito una perfetta ricostruzione della prima parte dell'elaborato concorsuale.

ABSTRACT DEI CONTENUTI DELLE LEZIONI DEL CORSO

Tra gli strumenti di contrasto alla criminalità sono stati spiegati i protocolli di legalità alla luce della giurisprudenza amministrativa ed europea.

Nel corso del rush finale è stata richiamata la necessità di ripetere la tematica dello scioglimento degli enti locali per infiltrazioni criminali (non solo perchè il Professore è stato curatore di una monografia ma anche perchè imposta la problematica delle informative prefettizie proprio principiando dalla complessa disciplina dello scioglimento prevista dal testo unico degli enti locali).

Le informative antimafia, quale strumento amministrativo di contrasto della criminalità, sono state affrontate, dal punto di vista sostanziale e processuale, sia nella lezione sugli appalti che in quella sul regolamento di competenza.

Il recesso antimafia è stato spiegato ex professo sia nella lezione sugli appalti che in quella sull'autotutela.

E' stata poi segnalata e messa a disposizione la recentissima ordinanza di rimessione della Sezione V del 28 agosto 2017, n. 4078 (Adunanza plenaria, camera di consiglio del 13 dicembre 2017) sulla questione del se l'impresa colpita da informativa antimafia successiva alla formazione del giudicato possa o meno beneficiare della condanna al risarcimento del danno pronunciata in sede giurisdizionale (in proposito mettendosi a disposizione anche la decisione dell'Adunanza plenaria del 5 giugno 2012, n. 19, che si è pronunciata negativamente con riguardo a benefici economici di natura indennitaria - nel concreto trattavasi dell'indennizzo per l'abbattimento di capi bufalini).

Nel corso del rush finale è stata caldamente raccomandata la ripetizione della discrezionalità, del sindacato giurisdizionale, specie con riguardo ai principi di ragionevolezza e proporzionalità, delle azioni, delle connessioni procedimentali e delle tecniche di impugnativa degli atti presupposti e presupponenti.

 

SPECIFICAZIONI SINTETICHE DEL CONTENUTO DELLE LEZIONI (CON RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI E DOTTRINALI) - NON SI TRATTA DI UNO SCHEMA DI SVOLGIMENTO DELLA TRACCIA MA DI CIO' CHE E' STATO AFFRONTATO A LEZIONE

 

LA TASSONOMIA TRADIZIONALE “INFORMATIVE ANTIMAFIA TIPICHE E ATIPICHE”, E QUELLA NUOVA DEL CODICE ANTIMAFIA: NATURA GIURIDICA, RAPPORTI PROCEDIMENTALI TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E PROVVEDIMENTO DELLA STAZIONE APPALTANTE.

E’ stato messo in evidenza (anche nel corso della recentissima lezione sulle misure di prevenzione di dicembre 2018) che l'ordinamento italiano si distingue nel contesto europeo ed internazionale per la natura avanzata e dettagliata della normativa amministrativa di contrasto alle organizzazioni criminali.

Il Codice antimafia, ponendosi, con particolare riguardo alle informative antimafia, in linea di continuità con il regime previgente (d.lgs. 490/1994; d.P.R. 252/1998 e d.P.R. 150/2010), sia nella ratio che nei contenuti, ha comunque introdotto previsioni innovative quali, ad esempio, l’introduzione della banca dati nazionale unica. Autorevole dottrina ha segnalato che questa continuità, anche letterale, è preziosa consentendo di far salva, in buona parte, l’intensa e stratificata opera di interpretazione svolta per decenni dalla giurisprudenza amministrativa.

Nel corso delle lezioni si è tratteggiata la differenza tra le c.d. informative antimafia tipiche e quelle atipiche: le prime, oggi novellate dal Codice antimafia (documentazione antimafia che si distingue in comunicazione antimafia e informazione antimafia; di tipo interdittivo o liberatorio), le

seconde (disciplinate dall’art. 1 septies del d.l. 6 settembre 1982, n. 629), prima virtualmente abrogate nella versione originaria del Codice antimafia, poi reintrodotte dalla novella del 2012 (con particolare riguardo alla sopravvivenza di queste ultime esiste un animato dibattito in dottrina e in giurisprudenza: la tesi della perdurante vigenza evidenzia che l’abrogazione in origine prevista era stata posticipata nel tempo sicchè, al di là dell’effetto annuncio, non ha mai concretamente prodotto conseguenze; la tesi che ritiene inutilizzabile le informative atipiche argomenta sull’abrogazione dell’art. 10, comma 9, d.P.R. 252/1998 e nella sostanza intende estromettere lo strumento in quanto eccessivamente sfuggente nei presupposti applicativi).

Nel suo saggio Rolli richiama la tassonomia giurisprudenziale consolidata (descritta nel corso delle lezioni) che differenzia le informative antimafia tipiche [queste bipartite in A1) informativa prefettizia che segnala la sussistenza di cause di divieto, sospensione e decadenza e A2) informativa prefettizia che evidenzia l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte o gli indirizzi delle imprese] da quelle c.d. atipiche (che si fondano su elementi che non raggiungono la gravità richiesta per quelle atipiche). Nel corso delle lezioni si è evidenziato il consolidato orientamento giurisprudenziale che ritiene vincolante, per l’Amministrazione cui si rivolge, l’informativa tipica, mentre considera non strettamente vincolante quella atipica (anche in quest’ultimo caso, però, la giurisprudenza amministrativa ha imposto all’Amministrazione un onere di stringente motivazione circa le ragioni del discostamento).

 

I RIFLESSI SUL SINDACATO GIURISDIZIONALE. LE TECNICHE DI TUTELA (AZIONE DI ANNULLAMENTO, AZIONE RISARCITORIA, AZIONE CONTRO IL SILENZIO)

Secondo la dottrina il potere prefettizio avrebbe natura certificativa, attestando la sussistenza di circostanze di fatto. E’ fondamentale, tuttavia, differenziare le informative prefettizie a carattere vincolato (quelle sub A1: qui il Prefetto non farebbe altro che segnalare l’esistenza, ad esempio, di una condanna penale o di una misura di prevenzione) da quelle di tipo discrezionale (quelle sub A2: qui il Prefetto esercita, invece, a seguito di accertamenti, ispezione, verifiche, richieste informative, una valutazione circa l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle entità interessate). Analoga natura discrezionale presentano, secondo l’indirizzo giurisprudenziale prevalente, le informative antimafia atipiche.

Alla luce della descritta natura giuridica, la giurisprudenza, nel sindacare l’esercizio del potere prefettizio, applica i principi e le coordinate ermeneutiche tradizionali. Il contenzioso caducatorio avente ad oggetto le informative antimafia, specie quelle discrezionali, è vasto e diffuso, mirando a sottoporre al G.A. pretese censure di incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere. La tecnica di tutela utilizzata è non solo l’azione di annullamento, ma anche quella risarcitoria.

La giurisprudenza amministrativa, onde salvaguardare i principi di legalità e certezza del diritto, è stata molto attenta a bilanciare le esigenze della prevenzione, contrasto e repressione della criminialità, con quelle della concorrenza e della libertà imprenditoriale, richiamando l’attenzione delle Amministrazioni e delle Prefetture sulla necessità di argomentare e motivare adeguatamente circa gli specifici e puntuali elementi di fatto, obiettivamente sintomatici e rivelatori di concrete connessioni o collegamenti con la criminalità organizzata, non potendo essere sufficienti mere congetture o il semplice sospetto. Le informative prefettizie, anche se sorrette da un’ampia sfera di discrezionalità, non sfuggono, quindi, al sindacato giurisdizionale, che ha evitato il travalicamento in uno “Stato di polizia”. Del resto anche il Legislatore, proprio nella prospettiva di scongiurare il rischio che gli oneri burocratici connessi alla documentazione anti

alla concorrenza ed alle attività economiche ha introdotto le c.d. white list, con equipollenza tra ingresso nella lista e informativa antimafia liberatoria, ed i c.d. protocolli di legalità (istituto, introdotto nella prassi amministrativa, poi richiamato dall’art. 1, comma 17, della legge Anticorruzione n. 190/2012, affrontato, nel corso della lezione, in minuto dettaglio sotto il profilo della natura giuridica, della fisionomia strutturale e dei limiti derivanti dal diritto eurounitario e soprattutto dal principio di proporzionalità fissato dalla Corte di giustizia nella sentenza 22 ottobre 2015, C-425/14).

Accanto alle consuete tecniche demolitorie e risarcitorie aventi ad oggetto informative pregiudizievoli, il contenzioso concreto ha investito anche le pretese di aggiornamento delle informative antimafia. La giurisprudenza ritiene esperibile l’azione avverso il silenzio sull’istanza di aggiornamento (art. 31 c.p.a.). In ordine alla pretesa di revisione delle interdittive, che non punta più alla illegittimità originaria del provvedimento, bensì al rilievo de futuro delle sopravvenienze che rendono inattuali le vecchie valutazioni, sussiste, infatti, secondo consolidata giurisprudenza amministrativa, un obbligo di provvedere sulle istanze di aggiornamento motivate e documentate presentate dagli interessati. Tale strumento, si è osservato, consente di rimediare al c.d. “ergastolo imprenditoriale”, cioè alla durata illimitata della misura interdittiva.

Circa l’azione risarcitoria da illegittima informativa prefettizia si pone una questione di legittimazione passiva all’azione (se debba essere diretta nei confronti dell’Amministrazione o della Prefettura). Nelle ipotesi in cui la discrezionalità (ove esistente) sia stata esaurita dalla Prefettura dovrebbe limitarsi la condanna solo a quest’ultima essendo l’Amministrazione vincolata dagli esiti dell’informativa. Nel caso opposto, in cui residui una certa discrezionalità dell’Amministrazione, la legittimazione passiva si estenderebbe anche a quest’ultima.

 

TECNICHE DI IMPUGNAZIONE DELLE INTERDITTIVE ANTIMAFIA

Altra questione che è stata esaminata funditus nel corso delle lezioni è stata quella delle tecniche di impugnazione degli atti presupposti prefettizi e di quelli presupponenti dell’Amministrazione destinataria, del regime patologico dell’invalidità derivata, delle questioni di competenza territoriale, in relazione alle quali si è registrata un’evoluzione degli orientamenti della giurisprudenza dell’Adunanza plenaria.

In un primo momento l’Adunanza plenaria (Cons. Stato, ad. plen., 33 e 34/2012, nonchè 3 e 4/2013), superando l’orientamento perorante la sufficienza dell’interesse morale alla pronuncia, ha affermato che l’informativa antimafia (sia tipica che atipica), non avendo autonoma efficacia lesiva (in quanto mero atto endoprocedimentale), non potesse essere autonomamente impugnata, dovendo, per converso, essere gravata solo unitamente all’atto della stazione appaltante (l’efficacia, riferendosi l’informativa ad uno specifico rapporto negoziale, si riteneva localizzabile nel territorio della stazione appaltante con competenza territoriale del TAR della sede dell’Amministrazione).

Con successive sentenze, l’Adunanza plenaria (29 e 31/2013) ha poi affermato l’attrazione dei motivi aggiunti spiegati verso l’atto conseguenziale della stazione appaltante al TAR già adito per l’impugnazione dell’informativa antimafia atipica, considerata causa principale che attrae quella accessoria (avente ad oggetto i motivi aggiunti).

Dopo la riforma del Codice antimafia l’Adunanza plenaria (Cons. Stato, ad. plen., 17 e 29/2014) (), tornando ad occuparsi di informative antimafia interdittive, ha modificato il proprio orientamento in ragione del fatto che, sotto la vigenza del nuovo regime, il provvedimento

prefettizio, avendo una più ampia portata nazionale, non produce più un effetto localizzabile, con la conseguenziale immediata lesività e onere di impugnazione tempestiva (con competenza territoriale del TAR della sede della Prefettura, TAR dinanzi al quale dovranno peraltro essere impugnati gli atti successivi e conseguenziali all’informativa antimafia) [nel corso della lezione si è poi richiamata l’attenzione sul fatto che secondo le pronunce dell’Adunanza plenaria del 2014, contrariamente alle precedenti pronunce della stessa Plenaria, devono prevalere le esigenze della connessione per accessorietà anche sulla competenza funzionale contemplata con riguardo ai giudizi che seguono il rito previsto dagli art. 119-120 c.p.a.].

 

LA C.D. “AUTOTUTELA ANTIMAFIA

Altra problematica che si sarebbe potuta affrontare nel tema è quella relativa alla c.d. “autotutela antimafia” prevista dalla legislazione speciale in materia. A lezione è stato esaminato più volte l’istituto del recesso antimafia, che ha dato luogo anche a questioni di giurisdizione, non solo alla luce della giurisprudenza dell’Adunanza plenaria (Cons. Stato, ad. plen., 14/2014), ma anche delle numerosissime pronunce delle Sezioni unite (oltre alle pronunce note, si è descritta anche l'interessante sentenza, che, in relazione ad un’azione di risarcimento e risoluzione del contratto, ha affermato la giurisdizione dell’A.G.O. sul presupposto della illiceità del c.d. “recesso antimafia” atteso che la causa petendi era nella specie la risoluzione/risarcimento, potendo l’accertamento dell’illegittimità del recesso essere valutato incidenter tantum dal G.O. - Cass., sez. un., 27 gennaio 2014, n. 1530 ()).

Con riguardo a tali fattispecie di “autotutela antimafia” (oggi previste dagli art. 92 e 94 Cod. Antimafia che prevedono uno specifico potere di revoca e recesso) la dottrina, che ha prevalentemente sostenuto, sulla falsariga della giurisprudenza amministrativa, la tesi della natura vincolata di tale potere (c.d. “ritiro doveroso”), si è chiesta se continui ad essere praticabile il potere di annullamento d’ufficio e se il contratto debba essere risolto in applicazione della disciplina del Codice dei contratti pubblici (con giurisdizione A.G.O.) oppure se possa essere dichiarato inefficace dal G.A. (nell’ambito dei poteri riconosciuti al Giudice amministrativo nel c.d. “rito appalti”).

Nel corso della lezione si è poi segnalato che, proprio in considerazione della natura vincolata del potere di recesso antimafia, la prosecuzione del rapporto negoziale con l’impresa mafiosa espone i pubblici dipendenti responsabili dell’omessa attivazione di questo specifico potere di autotutela al risarcimento del danno alla finanza pubblica dinanzi alla Corte dei conti (C. conti., sez. giur. Campania, 26 marzo 2012, n. 376 ()).

 

SULL’ESEGUIBILITA’ DI UNA CONDANNA RISARCITORIA IN FAVORE DI IMPRESA COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO LA FORMAZIONE DEL GIUDICATO (Cons. Stato., ord. rim. ad. plen., 4078/2017)

Nello svolgimento, senza uscire fuori traccia, si sarebbe potuto fare sinteticamente riferimento alla problematica posta dalla già menzionata ordinanza di rimessione alla Plenaria n. 4078/2017 (richiamata e messa a disposizione nel corso della lezione del rush finale del 15 gennaio 2018). Le ragioni della rimessione risiedono, ancora una volta, nella necessità di dare un’interpretazione della legislazione esistente che rispetti il principio generale, sotteso a tutta la disciplina speciale antimafia, finalizzato ad evitare che le imprese criminali possano beneficiare di risorse e denaro

pubblico. Anche la disciplina sulla c.d. “autotutela antimafia”, nella parte in cui vincola l’Amministrazione a recedere, revocare, risolvere, etc., ha per obiettivo quello di precludere alle imprese mafiose di ricevere soldi pubblici, indipendentemente dalla legittimità della procedura e dall’esecuzione del contratto (tranne talune ristrette eccezioni contemplate dalla normativa in casi particolari). Similmente, dando all’art. 67 Cod. Antimafia un’interpretazione logico-sistematica, piuttosto che letterale, dovrebbe evitarsi che l’impresa, che abbia ottenuto una sentenza di condanna al risarcimento del danno, possa dare esecuzione a tale sentenza indipendentemente dalla formazione del giudicato. La soluzione introdurrebbe un ulteriore baluardo contro la diffusione ed il rafforzamento delle organizzazioni criminali. A breve vedremo se la Plenaria andrà in questa direzione (la camera di consiglio si è svolta il 13 dicembre 2017).

SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA 11, 12 E 14 LUGLIO 2017

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 11 LUGLIO 2017 - Traccia di CIVILE

Traccia di CIVILE: “Riflessi patrimoniali della crisi e della cessazione dei rapporti familiari: matrimonio, unione civile, contratto di convivenza e convivenza di fatto”.

Gli istituti giuridici richiesti dalla traccia sono stati dati per probabilissimi nel corso del RUSH FINALE che si è svolto molto tempo prima degli scritti (NON IL GIORNO PRECEDENTE!!!) onde dare a tutti i partecipanti la possibilità di studiare e maturare gli argomenti segnalati (lezioni GRATUITE E RISERVATE del 26, 27, 28 e 29 giugno 2017 – in ciascuna giornata è stato ricordato di ripetere le lezioni già tenute su matrimonio, unioni civili, convivenze stabili e di fatto, unitamente a quelle sugli assegni di mantenimento e divorzile, art. 709-ter c.p.c., casa familiare, accordi nella separazione, divorzio e prematrimoniali) oltre ad essere stati spiegati funditus nel CORSO ORDINARIO e nelle LEZIONI INTEGRATIVE (ANCHE IN QUELLE GRATUITE).

In LEZIONI SPECIFICHE DI SVARIATE ORE sono state quindi affrontate e trattate in dettaglio:

  • le differenze di regime giuridico tra matrimonio, unione civile, convivenza stabile e di fatto alla luce della giurisprudenza costituzionale, convenzionale EDU e di legittimità (inter plures, C. cost. 15 aprile 2010, n 138 e 21 maggio 2014, n. 170 () e Corte EDU 21 luglio 2015, Oliari e altri ) e della legge Cirinnà 20 maggio 2016, n. 76, anche in riferimento ai principi costituzionali (art. 2 e 29 Cost.) e CEDU (art. 8 e 12 della Carta EDU) della c.d. “vita familiare” e della c.d. “vita in comune” che governano l’evoluzione dei modelli familiari; cfr., tra l'altro, P. Fava, Autodeterminazione della persona nella propria sfera personale: i modelli tipici di vita familiare ed in comune secondo la legge Cirinnà n. 76/2016, in Rassegna di diritto italiano FGLAW n. 6/2016, appunti sintetici di una delle lezioni 2016 trascritti da una corsista ()
  • le vicende negoziali della crisi familiare nella evoluzione della teoria generale del diritto di famiglia (dalla concezione istituzionale a quella personalistica con autodeterminazione della persona nella propria sfera personale), compresa la tematica degli accordi nei procedimenti di separazione, quelli divorzili e i patti c.d. prematrimoniali alla luce della giurisprudenza e della dottrina tradizionale e più recente, nonchè degli ultimi interventi legislativi di c.d. "degiurisdizionalizzazione" delle controversie familiari (procedure di negoziazione assistita con o senza avvocati);
  • l’assegno di mantenimento e l’assegno divorzile (con particolare riguardo all’assegno divorzile è stata segnalata, nel corso della lezione specifica del corso ordinario, l’evoluzione giurisprudenziale e normativa ed in particolare la nota decisione delle Sezioni unite 26 aprile 1974, n. 1194, che aveva interpretato il vecchio testo della legge 898/1970 fissando il criterio della natura giuridica composita e complessa dell’assegno, criterio poi superato dalle
  • Sezioni unite 29 novembre 1990, n. 11490 (), sentenza che aveva sancito la natura esclusivamente assistenziale dell’assegno divorzile, per essere nuovamente rivisitato dalle recentissime sentenze della Sezione I della Corte di cassazione 10 maggio 2017, n. 11504 () e 22 giugno 2017, n. 15481 () nonchè l'ordinanza di rimessione 10 maggio 2017, n. 11453 () che sono state messe a disposizione nuovamente durante il rush finale e sono state segnalate come probabilissime);
  • il regime della casa familiare nelle crisi alla luce della giurisprudenza delle Sezioni unite [Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 29 settembre 2014, n. 20448; () Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 21 luglio 2004, n. 13603 (); Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 26 luglio 2002, n. 11096 ()];
  • il risarcimento del danno endofamiliare e lo speciale regime di cui all’art. 709 ter c.p.c.;
  • la natura giuridica delle obbligazioni nell’ambito delle convivenze, affrontando la questione problematica della trasformazione da obbligazioni naturali (art. 2034 c.c.) in obbligazioni civili fondate sul patto di convivenza (art. 1228 c.c.) e gli orientamenti giurisprudenziali di legittimità circa la restituzione, in quanto indebite (art. 2033 c.c.), delle somme eccedenti in quanto inadeguate e sproporzionale.

 

Anche in prossimità delle prove scritte (durante il rush finale e nei giorni successivi) sono stati forniti materiali sui predetti istituti giuridici (nella specifica pagina dell’area riservata dedicata agli “scritti concorso 2017” sono stati inseriti materiali relativi ad assegni di mantenimento e divorzili, casa familiare, art. 709-ter c.p.c.) anche per aggiornare e adeguare le lezioni già tenute sulle predette tematiche ai numerosi studi della commissione sugli argomenti richiesti dalla traccia del concorso (inter plures, G. Frezza, Mantenimento diretto e affidamento condiviso, Giuffrè, 2008; G. Frezza, Appunti e spunti sull’art. 337 sexies c.c., in Arch. giur., 2014, 163-181 e in www.judicium.it; G. Frezza, Sull’effetto “distintivo”, e non traslativo, dell’art. 2645- ter c.c. , in Dir. fam., 2008, 195-204; G. Frezza, Dal prestito d'uso al comodato nuziale, in Dir. fam., 2007, 1144 ss.; G. Frezza, Su alcuni aspetti patrimoniali della separazione e del divorzio (nei rapporti tra coniugi), in Giust. civ., 1994, 2940 ss.; G. Frezza, Diversa ratio dell'assegnazione della casa familiare nella separazione e nel divorzio, in Giur. it., I, 1, Torino, Utet, 1996, 5-12; G. Frezza, L’assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario nella separazione e nel divorzio, in Giust. civ., I, 1996, 725-733; G. Frezza, Opponibilità ai terzi del provvedimento di assegnazione della casa familiare, in Rass. dir. civ., 1998, 519-545; G. Frezza, "Degiurisdizionalizzazione", negoziazione assistita e trascrizione, in Nuove leggi civ. comm., 2015, 19-31).

 

Il docente si è così intrattenuto nel corso del rush finale, ad esempio,

  • sulla differenza tra mantenimento diretto ed indiretto ed i rapporti con l’assegnazione della casa familiare (spiegando Frezza, Mantenimento diretto e affidamento condiviso, Giuffrè, 2008)
  • sulla possibilità (secondo una certa giurisprudenza di merito e il più autorevole orientamento dottrinale) di soddisfare gli obblighi di mantenimento attraverso la costituzione di vincoli di destinazione ex art. 2645 ter c.c.. (spigando Frezza, Sull’effetto “distintivo”, e non traslativo, dell’art. 2645- ter c.c. , in Dir. fam., 2008, 195-204)
  • sulla la questione della trascrivibilità delle domande giudiziali tese all’assegnazione della casa familiare (spiegando Frezza, Appunti e spunti sull’art. 337 sexies c.c., in www.judicium.it);
  • sul regime dell'art.709-ter c.p.c. (spiegando G. Frezza, Appunti e spunti sull’art. 709-ter c.p.c ., in Giust. civ. , 2009, 29 ss.);
  • etc.

 

Nel corso del rush finale le innovative e recentissime sentenze della Corte di cassazione sui criteri da applicarsi ai fini dell’an e del quantum dell’assegno divorzile sono state messe a disposizione (essendo state segnalate come probabilissime) dei nostri corsisti sin dal 26 giugno 2017, unitamente alla recentissima ordinanza di rimessione n. 11453/2017:

* () Corte di cassazione, sezione prima, sentenza 10 maggio 2017, n. 11504 (assegno divorzile – criteri di spettanza e quantificazione)

Rivedendo, in considerazione dell’evoluzione del costume sociale, il proprio consolidato orientamento, la Corte di cassazione ha stabilito che il riconoscimento del diritto all’assegno divorzile postula che il giudice cui sia rivolta la corrispondente domanda accerti che l’istante sia privo di indipendenza o autosufficienza economica (desumibile - salvo altri rilevanti indici nelle singole fattispecie - dal possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, dalle capacità e possibilità effettive di lavoro personale, dalla stabile disponibilità di una casa di abitazione), sicchè, solo ricorrendo tale condizione, potrà procedere alla relativa quantificazione avvalendosi di tutti i parametri indicati, dall’art. 5, comma 6, della l. n. 898 del 1970, come sostituito dall’art. 10 della l. n. 74 del 1987 (condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi, durata del matrimonio).

* () Corte di cassazione, sez. I, 22 giugno 2017, n. 15481 (richiesta di revisione dell’assegno divorzile ex art. 9, comma 1, legge 898/1970 – applica i principi della sentenza Cass. 11504/2017)

La Prima Sezione civile ha ritenuto che il giudice richiesto della revisione dell'assegno divorzile che incida sulla stessa spettanza del relativo diritto (precedentemente riconosciuto), in ragione della sopravvenienza di giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio», deve verificare se i sopravvenuti motivi dedotti giustifichino effettivamente, o meno, la negazione del diritto all'assegno a causa della sopraggiunta "indipendenza o autosufficienza economica" dell'ex coniuge beneficiario, desunta dagli indici individuati con la sentenza di questa Corte n. 11504 del 2017; ciò, sulla base delle pertinenti allegazioni, deduzioni e prove offerte dall'ex coniuge obbligato, sul quale incombe il corrispondente onere probatorio, fermo il diritto all'eccezione ed alla prova contraria dell'ex coniuge beneficiario.

In area riservata era stata altresì segnalata:

* () Corte di cassazione, sez. I, 10 maggio 2017, n. 11453 (assegno divorzile una tantum – morte del coniuge – pensione di reversibilità)

La Prima Sezione, rilevato un contrasto sul tema tra la stessa Prima Sezione e la Sezione Lavoro, ha trasmesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, della questione relativa al diritto alla pensione di reversibilità (o ad una quota di essa) in capo al coniuge divorziato, in caso di decesso dell’altro coniuge, nell’ipotesi in cui sia stata stabilita la corresponsione in un’unica soluzione dell’assegno di divorzio

 

* E' stata poi consigliata la lettura dell'articolo di C. Petta, La ratio del provvedimento di assegnazione della casa familiare ed i limiti della domanda congiunta di divorzio, in www.civilecontemporaneo.it, unitamente a Trib. Palermo, 29 dicembre 2016 ()

 

* E' stato raccomandato di portare al concorso i decreti attuativi della legge Cirinnà (d.lgs. 19 gennaio 2017, n. 5, 6 e 7).

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 12 LUGLIO 2017 - Traccia di AMMINISTRATIVO

Traccia di AMMINISTRATIVO: “Premesso un breve disegno sistematico del regime giuridico dei beni pubblici, tratti il candidato in modo particolare dei beni patrimoniali indisponibili con specifico riguardo all’acquisto e alla perdita del carattere dell’indisponibilità”.

Nel corso della prima lezione del RUSH FINALE (26 giugno 2017) il docente ha segnalato tra gli argomenti probabili da ripetere alla luce degli studi dei commissari quello dei BENI PUBBLICI.

Si è raccomandata la ripetizione della lezione sui BENI PUBBLICI di 9 ore.

Nel corso della stessa sono state affrontate tutte le questioni relative ai BENI PUBBLICI ivi comprese quelle poste dalla traccia. Per quel che concerne queste ultime si segnala quanto segue.

Si è affrontato in dettaglio il regime giuridico dei beni pubblici con approccio sistematico, storicizzato e comparato, quindi comprensivo dei riferimenti romanistici, del confronto del Codice napoleonico e italiano del 1865 con quello odierno del 1942 (con riferimenti anche al sistema francese dei beni antecedente la rivoluzione francese onde identificare l’origine del concetto del “domaine”), unitamente a cenni al sistema tedesco e dei Paesi di common law.

La classificazione classica dei beni pubblici risultante dal Codice civile (beni demaniali e patrimoniali indisponibili e disponibili) è stata esaminata in dettaglio anche alla luce delle nuove partizioni teoriche dei beni risultanti dagli studi della dottrina italiana tradizionale e progressista ispirata dalle previsioni della Costituzione italiana e della Carta europea dei diritti dell’uomo ed influenzata dallo sviluppo della legislazione speciale sui beni culturali, paesaggistici, ambientali, etc.

E’ stata descritta in dettaglio, quindi, la teoria generale costituzionalmente e convenzionalmente orientata dei beni pubblici che ha portato all’emersione del sistema della pluralità degli statuti proprietari, al riconoscimento della funzione sociale della proprietà e alla formalizzazione della bipartizione funzionale beni riservati - beni destinati, all’acquisizione della categoria dei beni comuni, di quella dei beni privati di interesse pubblico, nonché della c.d. teoria mista che cumula i profili strutturali e quelli funzionali.

E’ stata persino esaminata la nuova tassonomia dei beni pubblici proposta dalla Commissione Rodotà (beni pubblici ad appartenenza necessaria, beni pubblici sociali e beni pubblici fruttiferi), il cui testo è stato messo a disposizione in area riservata ().

Come pure è stata raffrontata la concezione proprietaria innovativa, progressista e personal-collettivista costituzionalmente orientata perorata dalle SEZIONI UNITE nella celebre decisione sulle valli da pesca lagunari [Cass., sez. un., 14 febbraio 2011, n. 3665 (), seguita da numerose altre decisioni conformi: sez. un., 16 febbraio 2011, n. 3811, 3812, 3813 e sez. un., 18 febbraio 2011, n. 3936, 3937, 3938 e 3939] con quella tradizionale classica proposta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU, 23 settembre 2014, ric. 46154, Valle Pierimpiè () - clicca qui per andare direttamente alla pagina del Ministero della giustizia recante la traduzione in italiano della sentenza) fondata sulla logica privatistica dell’appartenenza.

Sono state poi anche approfondite in dettaglio le seguenti questioni:

  • acquisto e perdita della qualità di bene pubblico (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • passaggio dei beni tra le varie categorie (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • nello specifico acquisto e perdita della qualità di bene demaniale (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • nello specifico acquisto e perdita della qualità di bene del patrimonio indisponibile (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali fondate sulla differenziazione tra beni indisponibili per natura e indisponibili per destinazione);
  • natura giuridica degli elenchi di beni pubblici presenti nel Codice civile e di quelli redatti dall’Amministrazione pubblica (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • sdemanializzazione espressa e tacita (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali), specificando, con riguardo a quest’ultima, il regime iperprotettivo in favore dei beni appartenenti al demanio marittimo (ex Codice della navigazione) e idrico (ex legge 5 gennaio 1994, n. 37);
  • immemoriale (alla luce degli orientamenti consolidati della giurisprudenza di legittimità che lo differenzia dall’usucapione e dalla dicatio ad patriam).

 

Un aspetto sul quale si è molto intrattenuto il docente è quello collegato al regime dei beni conseguente ai processi di privatizzazione ove giurisprudenza e dottrina hanno specificato che il trasferimento dei beni (solitamente quelli inclusi nelle c.d. reti) a società private non può far venir meno la destinazione degli stessi al soddisfacimento delle esigenze pubblicistiche (nel corso della lezione sono state delineate le svariate tecniche giuridiche identificate da dottrina e giurisprudenza per assicurare tale obiettivo)

 

Per completezza si evidenzia che in altra lezione sui beni pubblici sono stati esaminati i complessi processi di dismissione e trasferimento di beni nell’ambito del c.d. “federalismo demaniale” e delle “cartolarizzazioni”. In entrambi i casi la legislazione contempla peculiari passaggi procedimentali per la perdita del carattere di indisponibilità.

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 14 LUGLIO 2017 - Traccia di PENALE

Traccia di PENALE: “Premessi cenni sulle cause di esclusione della pena, tratti il candidato della difesa legittima e dei relativi limiti, con particolare riguardo ai fatti commessi in occasione del delitto di rissa e a quelli commessi in luogo di privata dimora”.

Gli istituti giuridici richiesti dalla traccia sono stati affrontati nella lezione del 25 marzo 2017 (durata 8 ore) sulle cause di esclusione e limitazione della pena, affrontando nello specifico la legittima difesa e l'uso legittimo delle armi alla luce delle recenti riforme legislative.

Le tracce assegnate nel corso della simulazione di concorso in diritto penale del 24 marzo 2017 sono state le seguenti:

TRACCIA N. 1: "Colpevolezza ed imputabilità: cause di esclusione e limitazione"

TRACCIA N. 2: "La legittima difesa e l'uso legittimo delle armi alla luce delle più recenti modifiche legislative"

La RISSA è stata affrontata quest'anno ex professo nell'ambito della lezione sul concorso di persone con particolare riguardo alla differenza tra reati a concorso necessario c.d. convergente e quelli a concorso necessario divergente.

Con particolare riguardo al concetto di PRIVATA DIMORA la recentissima decisione delle Sezioni unite (Cass., sez. un., 22 giugno 2017, n. 31345 ()) è stata spiegata per 2 ore nell'ambito del rush finale.

MATERIALI GIURISPRUDENZIALI INSERITI IN AREA RISERVATA DOPO LA LEZIONE DEL 25 MARZO 2017 ()

La classificazione classica dei beni pubblici risultante dal Codice civile (beni demaniali e patrimoniali indisponibili e disponibili) è stata esaminata in dettaglio anche alla luce delle nuove partizioni teoriche dei beni risultanti dagli studi della dottrina italiana tradizionale e progressista ispirata dalle previsioni della Costituzione italiana e della Carta europea dei diritti dell’uomo ed influenzata dallo sviluppo della legislazione speciale sui beni culturali, paesaggistici, ambientali, etc.

E’ stata descritta in dettaglio, quindi, la teoria generale costituzionalmente e convenzionalmente orientata dei beni pubblici che ha portato all’emersione del sistema della pluralità degli statuti proprietari, al riconoscimento della funzione sociale della proprietà e alla formalizzazione della bipartizione funzionale beni riservati - beni destinati, all’acquisizione della categoria dei beni comuni, di quella dei beni privati di interesse pubblico, nonché della c.d. teoria mista che cumula i profili strutturali e quelli funzionali.

E’ stata persino esaminata la nuova tassonomia dei beni pubblici proposta dalla Commissione Rodotà (beni pubblici ad appartenenza necessaria, beni pubblici sociali e beni pubblici fruttiferi), il cui testo è stato messo a disposizione in area riservata ().

Come pure è stata raffrontata la concezione proprietaria innovativa, progressista e personal-collettivista costituzionalmente orientata perorata dalle SEZIONI UNITE nella celebre decisione sulle valli da pesca lagunari [Cass., sez. un., 14 febbraio 2011, n. 3665 (), seguita da numerose altre decisioni conformi: sez. un., 16 febbraio 2011, n. 3811, 3812, 3813 e sez. un., 18 febbraio 2011, n. 3936, 3937, 3938 e 3939] con quella tradizionale classica proposta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU, 23 settembre 2014, ric. 46154, Valle Pierimpiè () - clicca qui per andare direttamente alla pagina del Ministero della giustizia recante la traduzione in italiano della sentenza) fondata sulla logica privatistica dell’appartenenza.

Sono state poi anche approfondite in dettaglio le seguenti questioni:

  • acquisto e perdita della qualità di bene pubblico (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • passaggio dei beni tra le varie categorie (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • nello specifico acquisto e perdita della qualità di bene demaniale (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • nello specifico acquisto e perdita della qualità di bene del patrimonio indisponibile (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali fondate sulla differenziazione tra beni indisponibili per natura e indisponibili per destinazione);
  • natura giuridica degli elenchi di beni pubblici presenti nel Codice civile e di quelli redatti dall’Amministrazione pubblica (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali);
  • sdemanializzazione espressa e tacita (esame delle tesi dottrinali e giurisprudenziali), specificando, con riguardo a quest’ultima, il regime iperprotettivo in favore dei beni appartenenti al demanio marittimo (ex Codice della navigazione) e idrico (ex legge 5 gennaio 1994, n. 37);
  • immemoriale (alla luce degli orientamenti consolidati della giurisprudenza di legittimità che lo differenzia dall’usucapione e dalla dicatio ad patriam).

 

Un aspetto sul quale si è molto intrattenuto il docente è quello collegato al regime dei beni conseguente ai processi di privatizzazione ove giurisprudenza e dottrina hanno specificato che il trasferimento dei beni (solitamente quelli inclusi nelle c.d. reti) a società private non può far venir meno la destinazione degli stessi al soddisfacimento delle esigenze pubblicistiche (nel corso della lezione sono state delineate le svariate tecniche giuridiche identificate da dottrina e giurisprudenza per assicurare tale obiettivo)

 

Per completezza si evidenzia che in altra lezione sui beni pubblici sono stati esaminati i complessi processi di dismissione e trasferimento di beni nell’ambito del c.d. “federalismo demaniale” e delle “cartolarizzazioni”. In entrambi i casi la legislazione contempla peculiari passaggi procedimentali per la perdita del carattere di indisponibilità.

SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA 5, 6 E 8 LUGLIO 2016

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 5 LUGLIO 2016 - Traccia di CIVILE

Traccia di CIVILE: “La locazione finanziaria con particolare riferimento alla tutela dell'utilizzatore nei confronti del fornitore”.

L'argomento è stato spiegato nella lezione integrativa del primo ritiro preconcorsuale (lezione del 10 gennaio 2016) in cui è stato ricostruito l'istituto del leasing finanziario (ordinario, consumeristico ed internazionale) alla luce della sentenza della Sezioni unite del 5 ottobre 2015, n. 19785 (pubblicata nell'area riservata della rassegna di diritto italiano FGLAW con relative massime ():

"In tema di vizi della cosa concessa in locazione finanziaria che la rendano inidonea all'uso, occorre distinguere l'ipotesi in cui gli stessi siano emersi prima della consegna (rifiutata dall'utilizzatore) da quella in cui siano emersi in epoca successiva, perché nascosti o taciuti in mala fede dal fornitore, atteso che nella prima ipotesi, assimilabile a quello della mancata consegna, il concedente, informato della rifiutata consegna, in forza del principio di buona fede, è tenuto a sospendere il pagamento del prezzo in favore del fornitore e, ricorrendone i presupposti, ad agire verso quest'ultimo per la risoluzione del contratto di fornitura o per la riduzione del prezzo, mentre nel secondo caso l'utilizzatore ha azione diretta verso il fornitore per l'eliminazione dei vizi o la sostituzione della cosa, e il concedente, una volta messo a conoscenza dei vizi, ha i medesimi doveri di cui all'ipotesi precedente. In ogni caso, l'utilizzatore può agire contro il fornitore per il risarcimento dei danni, compresa la restituzione della somma corrispondente ai canoni già eventualmente pagati al concedente"

"L'operazione di leasing finanziario si caratterizza per l'esistenza di un collegamento negoziale tra il contratto di leasing propriamente detto, concluso tra concedente ed utilizzatore, e quello di fornitura, concluso tra concedente e fornitore allo scopo (noto a quest'ultimo) di soddisfare l'interesse dell'utilizzatore ad acquisire la disponibilità della cosa, in forza del quale, ferma restando l'individualità propria di ciascun tipo negoziale, l'utilizzatore è legittimato a far valere la pretesa all'adempimento del contratto di fornitura, oltre che al risarcimento del danno conseguentemente sofferto. In mancanza di un'espressa previsione normativa al riguardo, l'utilizzatore non può, invece, esercitare l'azione di risoluzione (o di riduzione del prezzo) del contratto di vendita tra il fornitore ed il concedente (cui esso è estraneo) se non in presenza di specifica clausola contrattuale, con la quale gli venga dal concedente trasferita la propria posizione sostanziale, restando il relativo accertamento rimesso al giudice di merito poiché riguarda non la "legitimatio ad causam" ma la titolarità attiva del rapporto)."

Nel corso delle lezioni integrative del rush finale (del 19 giugno 2016) l'argomento è stato aggiornato alla luce della recentissima disciplina della legge di stabilità 2016.

L'anno scorso il leasing finanziario è stato trattato ben due volte: la prima, nel corso di una lezione in cui è stato spiegato un tema sul quale è stata effettuata una simulazione di concorso; la seconda, nel corso di una lezione integrativa di aggiornamento preconcorsuale sull'ordinanza di rimessione alle sezioni unite 4 agosto 2014, n. 17597 (pubblicata nell'area pubblica della rassegna di diritto italiano).

Anche negli anni precedenti sono state effettuate esercitazioni scritte sul leasing ed i temi sono stati spiegati ex professo dal docente in lezioni durate svariate ore (lezione sull'autonomia privata; lezione sui contratti di finanziamento; lezione sul collegamento negoziale ed i contratti misti).

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 6 LUGLIO 2016 - Traccia di AMMINISTRATIVO

Traccia di AMMINISTRATIVO: “Le sanzioni delle autorità amministrative indipendenti con particolare riferimento ai mezzi di tutela procedimentali e processuali avverso quelle irrogate dall'AGCM e dalla CONSOB”.

La traccia è stata affrontata quest'anno in 4 lezioni.

La tematica delle sanzioni amministrative in generale ed in particolare di quelle della CONSOB e dell'AGCM è stata trattata nell'ambito del secondo ritiro preconcorsuale: due lezioni consecutive monotematiche della durata di complessive 12 ORE in cui sono stati affrontati, tra l'altro, tutti i mezzi di tutela procedimentale e processuale avverso le sanzioni delle AAI anche nella prospettiva dei c.d. "vincoli convenzionali EDU procedimentali e processuali" e dunque alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, della Corte di giustizia, della Corte di cassazione, del Consiglio di Stato e dei TAR (tra cui le tematiche relative allo scontro tra la prospettiva strasburghese -criteri Engel- e quella nazionale; la recuperabilità in sede processuale dei vizi procedimentali; la c.d. full jurisdiction o giurisdizione piena sugli atti sanzionatori delle AAI; etc.).

Al termine delle lezioni sono state messe a disposizione dei partecipanti le decisioni più importanti: oltre alle famosissime sentenze "Grande Stevens" e "Menarini", sono state trasmesse per posta elettronica a tutti i partecipanti al secondo ritiro preconcorsuale le decisioni del Consiglio di Stato (tra cui la numero 1595/2015 ()), quelle della Corte dei cassazione (tra cui la numero 25141/2015 () e l'ordinanza di rimessione alle sezioni unite n. 2448/2016 ()), nonchè il nuovo regolamento CONSOB sui procedimenti sanzionatori 2016 (). Il saggio di un professore universitario che, invece, ha effettuato un attento ragionamento sul procedimento sanzionatorio dell'AGCM alla luce dei principi "Grande Stevens" è stato spiegato nel corso delle lezioni, come pure tre monografie sulle sanzioni amministrative e tutti i principali saggi pubblicati sulle migliori riviste italiane pubblicati nel corso del 2015 e del 2016.

In più, nel corso ordinario, sono state inoltre affrontate le Autorità amministrative indipendenti (lezione monotematica di 6 ore + tema in aula virtuale il giorno prima) e la discrezionalità amministrativa e tecnica (ulteriore lezione monotematica di 6 ore + tema in aula virtuale in giorno prima).

I profili relativi alle questioni di giurisdizione sugli atti sanzionatori delle AAI (CONSOB e B.it. - C. cost. 162/2012, C. cost. 94/2014 e loro seguito giurisprudenziale) sono stati affrontati nelle lezioni sulla giurisdizione (precedute da temi in aula sull'argomento).

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 8 LUGLIO 2016 - Traccia di PENALE

Traccia di PENALE: “Premessi cenni sul concorso ordinario e anomalo, nonchè sull'aberratio ictus, tratti il candidato del titolo di responsabilità del mandante in caso di omicidio di persona diversa dalla vittima designata”.

L'argomento è stato spiegato in due lezione monotematiche di sei ore sul concorso di persone nel reato (lezione del 7 maggio 2016 preceduta da un'esercitazione su di un tema recante "Il concorso di persone nel reato con particolare riferimento al concorso anomalo", nonchè lezione del 6 febbraio 2016, preceduta da un'esercitazione sul concorso di persone nel reato: "Premesse brevi cenni sul fondamento del concorso di persone nel reato e sulle diverse forme che può assumere la partecipazione materiale e morale, omissis").

L'anno scorso il reato aberrante è stato altresì oggetto di esercitazione in aula virtuale con specifica lezione della durata di 5 ore sul tema: "Le varie forme del reato aberrante. Omissis...".

Sono stati altresì più volte trattati ex professo il principio di colpevolezza e relative cause di esclusione, la responsabilità oggettiva.

Anche il 12 giugno 2015 era stata assegnata la traccia "Premessi brevi cenni sul concorso di persone nel reato, il candidato si soffermi sulla problematica relativa all'ammissibilità del concorso colposo nel delitto doloso e sulla responsabilità del partecipe per il reato diverso da quello voluto", seguita da una spiegazione durata 5 ore.

E l'anno scorso il concorso di persone era stato spiegato anche in altre occasioni con riguardo ad altre questioni specifiche.

SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA 7, 8 E 10 LUGLIO 2015

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 7 LUGLIO 2015

Traccia di AMMINISTRATIVO: "Parli il candidato della natura del ricorso straordinario al capo dello Stato, del procedimento e in particolare dell’ammissibilità dell’impugnativa del decreto decisorio, e dei possibili rimedi nel caso di non esecuzione anche in forma specifica".

Plurime esercitazioni scritte e lezioni teoriche sul ricorso straordinario (complessivamente oltre 20 ore di lezione negli ultimi tre anni; due temi specifici sull’argomento; una lezione straordinaria). L’argomento è stato, tra l’altro, trattato sia nel corso delle lezioni straordinarie dello SPECIALE CONCORSO MAGISTRATURA 2015, sia nel corso delle lezioni ordinarie.

L’istituto è stato dato per PROBABILISSIMO durante la full immersion con rush finale riservata ai nostri corsisti ed interamente gratuita nell’ambito della quale sono state fornite anche indicazioni specifiche circa la monografia scritta dal Prof. Agostino Meale (Ricorsi amministrativi ed ordinamento regionale, CEDAM, 2005). La necessità di ripetere l’argomento è stata più volte segnalata sin dalla lezione del 23 giugno 2015. Così i nostri corsisti hanno avuto a disposizione ben due settimane per ripetere l’argomento.

Temi assegnati:

  • Il regime giuridico dei ricorsi amministrativi. Tratti il candidato, in particolare, dell’impugnazione delle decisioni rese sui predetti ricorsi” - il tema è stato spiegato in una LEZIONE della durata complessiva di oltre 5 ore.
  • Il giudizio di ottemperanza con particolare riferimento alla questione dell’esecuzione dei decreti decisori di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica” - il tema è stato spiegato in una LEZIONE della durata complessiva di oltre 5 ore.

Nel corso dell’anno 2014-2015 il ricorso straordinario è stato nuovamente spiegato nell’ambito dello SPECIALE CONCORSO MAGISTRATURA 2015 in una LEZIONE della durata di 5 ore strutturata come segue:

RICORSI AMMINISTRATIVI: origini storiche, caratteri, natura giuridica e tipologie

RICORSO GERARCHICO: gerarchia; non definitività; oggetto; rapporti tra procedimento giustiziale gerarchico e processo; il regime di impugnazione della decisione resa sul ricorso gerarchico e la questione del potere di autotutela residuale; disciplina dei ricorsi gerarchici e poteri normativi di regioni, province e comuni; i nuovi orientamenti del Consiglio di Stato sulle tecniche di tutela processuale avverso l’inerzia registratasi nella definizione del procedimento sul ricorso gerarchico

RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

  • evoluzione storica del rimedio;
  • presupposti di ammissibilità;
  • l’oggetto;
  • gli atti impugnabili (in particolare quelli regionali e delle A.A.I.);
  • esame dettagliato e storicizzato delle singole fasi del procedimento istruttorio e decisorio alla luce della più recente giurisprudenza consultiva del Consiglio di Stato (tra l’altro Cons. Stato, commissione speciale 28/4/2009, n. 920; sez. riun. I e II, del 7/5/2012, n. 2131 – affare n. 4648/2010);
  • la tutela cautelare nell’ambito del procedimento di decisione del ricorso straordinario;
  • esame analitico e storicizzato dell’evoluzione giurisprudenziale e normativa sulla controversa questione della NATURA GIURIDICA del ricorso straordinario alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, delle Sezioni unite della Corte di cassazione, dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato e della Corte europea dei diritti dell’uomo (caso Nardella 1999);
  • la notifica al controinteressato del ricorso straordinario e la trasposizione;
  • i mezzi di impugnazione della decisione resa sul ricorso straordinario (l’impugnazione al TAR con limiti ai soli vizi di forma e procedura per le parti partecipanti e senza limitazioni per i controinteressati pretermesso, la revocazione, la correzione di errori materiali, il ricorso per cassazione, il riesame)
  • l’ottemperabilità delle decisioni rese sul ricorso straordinario alla luce della giurisprudenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione e dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato.

In particolare la LEZIONE ha ricostruito sistematicamente ed analiticamente il complesso quadro giurisprudenziale relativo a tutte le questioni giuridiche poste dall’istituto esaminando (non casisticamente ed elencaticamente bensì sistematicamente e in prospettiva storicizzata nonché alla luce della dottrina più recente – pubblicazioni 2014 e 2015) non solo le decisioni storiche ma anche quelle più recenti tra cui:

  • Corte costituzionale, sentenze 13 novembre 2013, n. 265 e 2 aprile 2014 n 73;
  • Corte di cassazione, sezioni unite, 28 gennaio 2011, n. 2065; sezioni unite, 19 dicembre 2012, n. 23464; sezioni unite, 28 agosto 2013, n. 19531; sezioni unite, 2 settembre 2013, n. 20054; sezioni unite, 6 settembre 2013, n. 20569; sezioni unite, 14 maggio 2014, n. 10414
  • Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 5 giugno 2012, n. 18; adunanza plenaria, 6 maggio 2013, n. 9 e 10; sezione I, 2-16 luglio 2014, affare n. 1033/2014.

Al termine delle predette lezioni sono stati forniti i materiali giurisprudenziali richiamati.

L’argomento è trattato nei testi consigliati (sia base che di approfondimento o di lettura).

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 8 LUGLIO 2015

Traccia di CIVILE: "Negoziazione degli strumenti finanziari, alea contrattuale e funzione speculativa. Profili di meritevolezza"

Plurime esercitazioni scritte e lezioni teoriche su tutti gli istituti. La prima esercitazione dell’anno 2014-2015 è stata svolta sul tema: "giudizio di meritevolezza e atipicità contrattuale". Durante la lezione è stata, tra l’altro, storicizzata l’evoluzione giurisprudenziale e dottrinale relativa ai contenuti e le finalità del giudizio di meritevolezza evidenziando i profili di differenziazione da quello di liceità, nonché le interferenze con la nuova configurazione della causa quale funzione economico-individuale o causa in concreto.

L’argomento è stato trattato anche durante gli anni precedenti con temi specifici e lezioni mirate sull’autonomia negoziale, la causa, i contratti collegati e misti, oltre a quelli sulle principali figure di contratti atipici (tra i quali anche i contratti derivati).

Nel corso della full immersion con rush finale riservata ai nostri corsisti ed interamente gratuita il docente ha descritto tutte le monografie dei Professori di civile (tra cui in particolare quelle della Prof.ssa De Giorgi e del Prof. Russo) evidenziando la particolare sensibilità dei predetti verso la tematica generale del giudizio di meritevolezza e la condivisione della teoria della causa in concreto, assegnando pertanto la ripetizione delle lezioni (durate rispettivamente 5 e 6 ore) effettuate sull’argomento.

In più, sempre nel corso della full immersion con rush finale riservata ai nostri corsisti ed interamente gratuita, il docente, dopo la sostituzione del Prof. Maiello con il Prof. Greco, ha segnalato la grande esperienza di quest’ultimo nel diritto bancario e dell’intermediazione finanziaria invitando i partecipanti alla ripetizione degli argomenti, già trattati in numerose occasioni, ed in particolare:

  • la NEGOZIAZIONE DEI CONTRATTI AVENTI AD OGGETTO SERVIZI DI INVESTIMENTO richiamando la necessità di ripetere la decisione delle Sezioni unite della Corte di cassazione, del 19 dicembre 2007, n. 26724 (più volte affrontata al corso in svariate occasioni – è operazione impossibile menzionarle tutte), peraltro nuovamente messa a disposizione di tutti i corsisti in area riservata attesa la grande rilevanza della predetta ai fini concorsuali (TRATTATO FAVA, pag. 2002-2008);
  • i CONTRATTI DERIVATI (richiamando la lezione monotematica dell’anno scorso sui contratti derivati e quella di quest’anno relativa nello specifico alla rilevanza penale dei contratti derivati soprattutto in relazione ai reati di truffa e usura);
  • la questione del RECESSO nell’ambito del CONTRATTI RELATIVI ALLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO, richiamando sinteticamente i principi di diritto affermati dalla decisione delle Sezioni unite della Corte di cassazione, del 3 giugno 2013, n. 13905 (nuovamente messa a disposizione di tutti i corsisti in area riservata attesa la grande rilevanza della predetta ai fini concorsuali);

Durante il Corso (primo anno del biennio) è stata, tra l’altro, sottoposta una TRACCIA SPECIFICA sulla responsabilità degli intermediari finanziari per violazione delle regole di condotta relative alla negoziazione di strumenti finanziari.

All’esercitazione è seguita la LEZIONE in cui sono stati esaminati, tra l’altro, i seguenti aspetti:

  • evoluzione della normativa comunitaria e nazionale (poi attuata con regolamenti CONSOB) successiva alla nota vicenda ENRON;
  • struttura dei contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento (contratto quadro - ordini)
  • descrizione delle regole di comportamento specifiche relative al contratto quadro e ai singoli ordini
  • regime giuridico delle conseguenze delle violazioni delle predette regole di comportamento (varie soluzioni prospettate in dottrina e giurisprudenza e composizione del dibattito da parte delle Sezioni unite)
  • la differenza tra responsabilità precontrattuale (violazione delle regole di comportamento in relazione al contratto quadro) e contrattuale (violazione delle regole di comportamento in relazione ai singoli ordini)
  • natura giuridica del rapporto tra intermediario e cliente
  • la forma dei contratti quadro

In relazione ai CONTRATTI DERIVATI il tema sviluppato dal docente a lezione è stato il seguente: “I contratti derivati: origini storiche, tipologie, struttura e funzione, oggetto ed effetti, con particolare riguardo alle questioni giuridiche poste da quelli stipulati dalle Amministrazioni territoriali precisando quali siano gli strumenti di tutela utilizzabili”.

Nel corso della LEZIONE il docente ha esaminato i contratti derivati alla luce della dottrina più recente (tra cui la monografia di quasi quattrocento pagine di D. Maffeis, Swap tra banche e clienti, Milano, Giuffrè, 2014) e della giurisprudenza civile (di legittimità e merito), contabile ed amministrativa rilevante (tra cui Corte di cassazione, sezioni unite, 17 maggio 2013, n. 12110 e Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 5 maggio 2014, n. 13; Corte di cassazione, sezione II penale, 21 dicembre 2011, n. 47421; Corte di giustizia, sentenza 22 gennaio 2014, C-270/12; Corte costituzionale, sentenza 18 febbraio 2010, n. 52):

  • le origini storiche dei contratti derivati
  • le principali tipologie di derivati
  • gli aspetti strutturali dei contratti derivati
  • l’oggetto dei derivati
  • gli effetti dei contratti derivati
  • le caratteristiche dei derivati
  • la CAUSA E LE FUNZIONI DEI DERIVATI: nell’ambito della trattazione dei profili funzionali del contratto si è fatto il punto sugli orientamenti giurisprudenziali - ivi compresi i precedenti dell’anno 2014 - che, richiamando la rinnovata visione della causa quale funzione economico-sociale, hanno differenziato tra ALEA BILATERALE E ALEA UNILATERALE, unitamente alla necessità della conoscenza bilaterale delle parti dei presupposti della negoziazione e degli scenari previsionali; si sono evidenziate le svariate funzioni e richiamate le principali tipologie di derivati che le realizzano
    • funzione di copertura
    • funzione speculativa
    • funzione di arbitraggio
  • ratio legis dell’esclusione dell’applicabilità dell’eccezione di gioco di cui all’art. 1933, comma 1, c.c. (art. 23, comma 5, d.lgs. 5//1998)
  • la tesi della nullità del contratto derivato caratterizzato dall’ALEA UNILATERALE per immeritevolezza degli interessi (1322, comma secondo, c.c.) e mancanza di causa in concreto;
  • lA TUTELA CIVILISTICA (vizi del consenso; cause di nullità; la responsabilità per violazione delle regole di comportamento): esame delle teorie dottrinali e degli orientamenti giurisprudenziali
  • PROFILI PENALISTI DEI DERIVATI (la truffa e l’usura)
  • I CONTRATTI DERIVATI IN CUI SIA PARTE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (questioni di giurisdizione e di merito correlate al rispetto delle regole dell’evidenza pubblica e ai confini del potere di autotutela alla luce delle decisioni della Corte di cassazione, sezioni unite, 17 maggio 2013, n. 12110 e Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 5 maggio 2014, n. 13)
  • LA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA: cenni alle principali questioni controverse poste nell’ambito dei giudizi dinanzi alla Corte dei conti
  • DERIVATI E FALLIMENTO (cenni)

Qualche mese fa i contratti derivati sono stati esaminati anche dal punto di vista PENALISTICO. Sono stati evidenziati non solo in profili di rilevanza ai fini della TRUFFA ma soprattutto quelli relativi al reato di USURA con particolare riguardo alle operazioni di RINEGOZIAZIONE DI CONTRATTI DI INTEREST RATE SWAP OVER THE COUNTER.

Per completezza si segnala che durante il corso sono state più volte trattate:

  • le varie tipologie di contratti di gioco e scommessa anche con riguardo a quelli che danno luogo ad obbligazioni naturali ex art. 1933 (cfr., ad esempio, la lezione sulle OBBLIGAZIONI NATURALI) definendo i tratti su cui si fonda la TRIPARTIZIONE TRA SCOMMESSE AUTORIZZATE, TOLLERATE E VIETATE;
  • le questioni relative ai RIMEDI contro i c.d. CONTRATTI SQUILIBRATI (TRATTATO FAVA, pag. 40-53, parte relativa a tematica che ha già formato oggetto di una traccia estratta al concorso in magistratura con scritti nel corso dell’anno 2012)

L’argomento è trattato nei testi consigliati (sia base che di approfondimento o di lettura).

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 10 LUGLIO 2015

Traccia di PENALE: "Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico: elementi costitutivi, luogo e tempo della consumazione e, in particolare, il rapporto con la rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio"

Plurime esercitazioni scritte e lezioni teoriche sul reato di accesso abusivo a sistema informatico e quelli collegati, tra cui la fattispecie di cui all’art. 326 c.p.

Nel corso biennale è stata effettuata un’ESERCITAZIONE sul tema che segue: "Il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, configurabilità del concorso con altre ipotesi di reato proprie del pubblico ufficiale, determinazione del locus commissi delicti".

Il tema è stato poi spiegato in una LEZIONE durata 3 ore in cui, tra l’altro, previo inquadramento sistematico della complessa categoria dei reati informatici (distinguendosi tra quelli informatici in senso stretto e quelli commessi attraverso il mezzo telematico), ivi compresa la descrizione delle linee guida internazionali per l’omogenea applicazione delle norme della convenzione di Budapest alle nuove forme di criminalità informatica transnazionale (phishing, bombing, botnet, DoS e DDoS attack), è stata esaminato in modo analitico il reato di ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO (art. 615 ter c.p.) ed in particolare:

  • ricostruzione dei vari orientamenti giurisprudenziali tesi ad identificare il bene giuridico protetto;
  • la condotta: l’introduzione e la permanenza nel sistema informatico (rapporto tra le medesime); la decodificazione del requisito dell’abusività specialmente con riguardo all’utilizzazione abusiva dell’accesso autorizzato alla luce della decisione delle Sezioni unite della Cassazione del 3 febbraio 2012, n. 4694;
  • l’elemento soggettivo;
  • la consumazione, il luogo di commissione del reato, il tentativo, il concorso di persone nel reato;
  • rapporti con le altre figure di reato: in particolare 326 c.p., 323 c.p., 494 c.p. e 640 ter c.p.

Nel corso della LEZIONE è stato fatto anche l’esempio concreto dell’ACCESSO ABUSIVO al SERVIZIO VIDEOCONFERENZA FGLAW e all’AREA RISERVATA FGLAW sia in concorso con chi cede nome utente e password, che in via autonoma, facendo riferimento al concetto di “DOMICILIO INFORMATICO”.

Nel corso di questa LEZIONE il docente ha analiticamente esaminato la decisione della Corte di cassazione del 27 maggio 2013, n. 40303, sul “criterio del server” ai fini dell’identificazione del locus commissi delicti, facendo, tuttavia, presente anche l’esistenza di un orientamento contrapposto, poi confermato dalla Corte di cassazione, sezioni unite, 24 aprile 2015, n. 17325 (decisione messa a disposizione dei corsisti durante la full immersion con rush finale riservata ai nostri corsisti ed interamente gratuita).

Sia consentita una BATTUTA!

La presente fattispecie di reato si inizia a studiare al Corso FGLAW sin dal momento dell’iscrizione, atteso che il modello contrattuale da sottoscrivere (che è già riservato e confidenziale) già contiene tutti i riferimenti normativi e richiama persino la pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione del 3 febbraio 2012, n. 4694 (intervenuta proprio sugli art. 615 ter e 326 c.p.).

La lezione specifica sul 615 ter c.p., anche nei suoi rapporti con il 326 c.p., è stata integrata da ulteriori lezioni mirate soprattutto una di carattere generale sulla TUTELA PENALE DEI SEGRETI e l’altra sul TEMPUS ET LOCUS COMMISSI DELICTI.

Nel corso di quest’ultima lezione sono state specificamente esaminate tutte le principali questioni teorico-pratiche relative al tempo e al luogo del commesso reato. La rilevanza del fattore spazio-temporale nel diritto e nella procedura penale è stata analizzata anche in relazione ai criteri per la determinazione della competenza territoriale onde individuare il c.d. “giudice naturale” precostituito per legge anche, tra l’altro, in relazione alla diffamazione a mezzo Internet e alle truffe su eBay.

Più di recente, poi, i concetti sono stati ripresi in due ulteriori lezioni:

LA COMMISSIONE DEI REATI TRADIZIONALI A MEZZO WEB (diffamazione e sostituzione di persona).

REATI CONTRO IL PATRIMONIOFRODE INFORMATICA (640 ter c.p.)

In particolare in quest’ultima recentissima lezione, onde completare il quadro giuridico di riferimento, sono stati delineati ed aggiornati i rapporti tra ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO (art. 615 ter c.p.) e FRODE INFORMATICA (art. 640 ter c.p.) alla luce della decisione della Corte di cassazione del 22 marzo 2013, n. 13475 (che ribadisce i principi già posti dalle Sezioni unite del 3 febbraio 2012, n. 4694, ed esaminati nella lezione precedente).

Da ultimo, per completezza, deve segnalarsi la LEZIONE di parte generale sul concorso apparente di norme, durata oltre 5 ore, in cui sono stati affrontati anche gli istituti del concorso formale e materiale e della continuazione.

SCRITTI CONCORSO MAGISTRATURA 25, 26 e 27 GIUGNO 2014

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 25 GIUGNO 2014 - Traccia di CIVILE

Plurime esercitazioni scritte e lezioni teoriche sia sulla proprietà temporanea che sul negozio fiduciario.

Nelle lezioni conclusive del 13 e del 20 giugno 2014 è stata ampiamente affrontata (in oltre 5 ore complessive di lezione) anche la questione dei vincoli di destinazione (facendo riferimento a tutti gli istituti giuridici quali il trust estero ed interno, il vincolo di destinazione ex art. 2645 ter e quater, con le relative differenze con il contratto di fiducia del quale sono state esaminate le principali tipologie, la struttura e la natura giuridica, anche alla luce della giurisprudenza di legittimità civile e penale e delle più recenti proposte legislative in materia). Durante la lezione del 20 giugno 2014 il docente, dopo la lunga e dettagliata spiegazione, ha anche consigliato la rilettura dei paragrafi presenti nel Trattato Fava sul contratto in generale relativi al contratto di fiducia, al trust interno ed al vincolo di destinazione ().

Nell'ambito nel primo anno del corso biennale è stata anche effettuata una esercitazione sulla proprietà temporanea formulata come segue: "la proprietà nello spazio e nel tempo con particolare riguardo alla proprietà temporanea legale e convenzionale, etc.". La traccia è stata spiegata dal docente in una lezione durata 4 ore.

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 26 GIUGNO 2014 - Traccia di PENALE

Plurime esercitazioni scritte e lezioni teoriche su ricettazione, riciclaggio e reimpiego (è stato anche messa a disposizione in area riservata la recentissima decisione delle Sezioni unite penali 13 giugno 2014, n. 25191 ).

L'argomento è stato affrontato ben tre volte nell'ambito del periodo gennaio-giugno 2014. Come pure il concorso apparente di norme, il principio di specialità tra cui quella allargata (bilaterale e reciproca), la sussidiarietà e le clausole di riserva, il reato progressivo e la progressione criminosa, l'antefatto ed il postfatto non punibili, la presupposizione tra reati, il principio del ne bis in idem, etc. sono stati affrontati nel corso della lezione del 20 giugno 2014 (oltre 4 ore).

Nell'ambito nel primo anno del corso biennale è stata anche effettuata un'esercitazione sul seguente tema: "Il nesso di presupposizione tra reati con particolare riguardo ai tratti comuni e differenziali delle fattispecie di cui agli artt. 648, 648 bis e 648 ter c.p. Si tratti altresì dell’ammissibilità dell’autoriciclaggio e dell’autoricettazione e dei rapporti tra reati associativi, reati-scopo e l’attività di riciclaggio". La traccia è stata spiegata dal docente in una lezione durata 4 ore.

CONCORSO MAGISTRATURA – PROVA 27 GIUGNO 2014 - Traccia di AMMINISTRATIVO

Gli appalti sono stati più volte spiegati ed assegnati e le procedure di gara ed i criteri di aggiudicazione nonchè l'AVVALIMENTO sono stati indicati quali argomenti probabilissimi nelle lezioni gratuite full immersion del 18 e del 21 giugno 2014. Nel corso della lezione gratuita riservata agli iscritti del 21 giugno 2014, il primo argomento spiegato dal docente in materia di appalti è stato l'avvalimento (già indicato quale probabile nella precedente lezione del 18 giugno 2014) alla luce della decisione della Corte di giustizia 10 ottobre 2013 (causa C-94/12 - ) ed il suo seguito interno (comunicato del Presidente dell'A.V.C.P. del 20 marzo 2014 ), decisione che ha dichiarato che il diritto europeo osta ad una disposizione nazionale quale l'art. 49, comma 6, d.lgs. 163/2006, che vieta, in via generale, agli operatori economici che partecipano ad una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico di lavori di avvalersi, per una stessa categoria di qualificazione, delle capacità di più imprese.


MAGISTRATURA 2019

INIZIO CORSO MAGISTRATURA

OPEN DAY 12, 13 e 14 gennaio 2019

Sabato 12 gennaio 2019 (ore 11:00 – 17:00)

  • LEZIONE IN DIRITTO AMMINISTRATIVO

Domenica 13 ottobre 2019 (ore 11:00 – 17:00)

  • LEZIONE IN DIRITTO PENALE

Lunedì 14 gennaio 2019 (ore 11:00 – 17:00)

  • LEZIONE IN DIRITTO CIVILE 

11 GENNAIO 2019: SIMULAZIONE DI CONCORSO

SCONTI DI GRUPPO